Farnese Festival – IV edizione DAL 03/06/2026 AL 08/06/2026
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InfoDescrizione
Farnese Festival – IV edizione
dal 03/06/2026 al 08/06/2026
L'evento
Si rinnova dal
3 all’8 giugno 2026, a Parma, l’atteso appuntamento con il Farnese
Festival, rassegna internazionale di musica antica giunta alla
sua quarta edizione. Ad ospitarla il Teatro Farnese e
altri spazi situati nel Complesso monumentale della Pilotta.
Prestigiosa rassegna
incentrata sul repertorio musicale italiano ed europeo del XVII e XVIII secolo,
il Farnese Festival vanta la direzione artistica di Fabio
Biondi, violinista, fondatore e guida dell’ensemble Europa
Galante, nasce da un’idea di Simone Verde, già direttore del Complesso
monumentale della Pilotta.
L’iniziativa, patrocinata
dal Comune
di Parma, è promossa dal Complesso monumentale della Pilotta con
la collaborazione organizzativa di Fondazione Teatro Due e
si avvale del contributo del main donor Fondazione
Monteparma e del sostegno di Opem
spa.
«In questo quarto anno di Farnese
Festival – dichiara Fabio Biondi, direttore artistico – approdiamo
finalmente ad una consistente presenza internazionale relazionata ad una
tematica che speriamo possa proseguire anche nei prossimi anni. La relazione
tra Parma e le grandi culture artistiche europee; dalla Spagna (tema di
quest’anno) alla Francia, Austria ed altre realtà musicali che ci
accompagneranno in questa avventura straordinaria».
«Alla sua quarta edizione, il Festival
conferma la sua vocazione internazionale – afferma Stefano
L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta – in
linea con gli indirizzi della Pilotta e guidando la Pilotta stessa verso
l’apertura alla musica, che è una delle arti che hanno conformato questo
straordinario luogo della cultura. Le melodie barocche – alcune ben note e
altre riscoperte per quest’occasione – daranno vita alle imponenti sale della
Pilotta, pronta ad accogliere ancora una volta un vasto, appassionato e
competente pubblico. La passione e la maestria di Fabio Biondi sono l’ossatura
di questa manifestazione, generosamente sostenuta da Monteparma: a entrambi va
la mia più sincera gratitudine».
«Fondazione Monteparma – afferma Mario
Bonati, presidente di Fondazione Monteparma –
rinnova con entusiasmo il proprio sostegno al Farnese Festival, iniziativa di
respiro internazionale, giunta alla IV edizione, la cui direzione artistica è
affidata al Maestro Fabio Biondi. Grazie ad un programma di musica antica che
si rinnova ogni anno, la rassegna, che si avvale della collaborazione del
Complesso monumentale della Pilotta, contribuisce a valorizzare il patrimonio
storico, artistico e musicale di Parma, sapendo coniugare molteplici
suggestioni per offrire al pubblico un’esperienza immersiva e multisensoriale
che mette in dialogo la grande musica del passato con gli spazi monumentali che
la ospitano».
«Sostenere il Farnese Festival – prosegue Ombretta
Sarassi, general manager di Opem spa – significa
per Opem investire nella bellezza e nell’identità del nostro territorio. Come
azienda, crediamo fermamente che lo sviluppo economico debba camminare di pari
passo con la crescita culturale: partecipare a questa quarta edizione non è
solo un atto di mecenatismo, ma la condivisione di un progetto che proietta
Parma in una dimensione internazionale di altissimo profilo, grazie al
linguaggio universale della musica antica e alla maestria di Fabio Biondi».
«Questa nuova e quarta edizione del
Farnese Festival impreziosirà la proposta culturale cittadina – sottolinea
il Vice
Sindaco Lorenzo Lavagetto con delega a Cultura e Turismo –
con una programma forse unico al mondo dove saranno armonicamente ed in maniera
straordinaria unite le raffinate architetture lignee del Teatro Farnese e le
migliori tradizioni musicali europee di cui Parma è testimone e custode e a cui
l’Assessorato alla Cultura del Comune offre il suo patrocinio con molto
orgoglio».
Stupire per magnificenza e
grandiosità. Questo il desiderio dei Farnese da cui nasce il Teatro che porta
il loro nome. Uno scrigno di meraviglia costruito, nella forma di teatro
all’antica, negli anni tra il 1616 e il 1618, per volere di Ranuccio I, quarto
duca di Parma e Piacenza. Stupire per magnificenza e grandiosità. Un intento
che perfettamente si coniuga con il repertorio musicale coevo, focus della
programmazione del Farnese Festival. Che prosegue nella sua accurata quanto
affascinante indagine sulla produzione musicale di autori legati a Parma e al
suo Ducato nel XVII e XVIII secolo. Muovendo dalla corte dei Farnese alle
grandi culture musicali europee del tempo ad iniziare da quella spagnola.
Ad inaugurare questa IV
edizione, mercoledì 3 giugno, alle ore
20.30, l’ensemble Europa Galante, tra i più autorevoli
interpreti del repertorio musicale barocco che, proprio al Teatro
Farnese, proporrà sotto la guida di Fabio Biondi, l’”Oratorio
Santa Clotilde” di Francesco Corselli (1705-1778). Ultima
opera del compositore scritta in terra italiana, a Parma nel 1733, prima del
trasferimento alla corte di Madrid. I primi successi artistici di Corselli,
allievo di Geminiano Giacomelli, risalgono infatti al suo periodo al servizio
della famiglia Farnese come maestro della cappella ducale e della chiesa di
Santa Maria della Steccata tra il 1727 e il 1732. Un’opera che rappresenta un
importante punto di contatto tra Italia e Spagna, narrando la vicenda della
conversione di Clodoveo I, re dei Franchi, grazie alla moglie Clotilde – futura
santa e figura cara alla dinastia dei Borbone. Protagoniste saranno le voci di
Lucia Cortese, Clotilde, Giuseppina Bridelli, Clodoveo, Vivica
Genaux, San
Remigio e Luca Tittoto, Aureliano, insieme al
Coro Città di Parma.
Si prosegue giovedì
4 giugno alle ore 20.30 alla Biblioteca
Palatina con “Contrasti”, programma
che proponendo canzoni spagnole che attraversano quattro secoli, dal XVI al XX,
nelle pagine di autori tra cui Alonso Mudarra (1510-1580), José Marín
(1618-1699), Fernando Obradors (1896-1945) e Manuel de Falla (1876-1946), mette
in dialogo due espressioni fondamentali della musica spagnola, lontane nel
tempo ma profondamente connesse. Un percorso affidato al soprano Alicia Amo
che, in un viaggio dal Rinascimento al Novecento, coinvolge Giangiacomo
Pinardi, al liuto e alla chitarra barocca, ma anche Miriam Cantero, cantaora
dalla voce di velluto, protagonista di un intenso flamenco insieme alla
chitarra di Rodrigo Fernández.
Venerdì 5 giugno alle ore 18.00 al Teatro
Due va in scena “Il dialogo dei cani”, creazione
in musica per strumenti, attori e attrici, a partire da due racconti di Miguel
de Cervantes tratti dalla raccolta Novelle esemplari, adattati
da Elisa Ciofini su musiche di Mauro D’Alay. Nel Matrimonio ad inganno,
l’alfiere Campuzano vittima di un raggiro matrimoniale racconta al medico di
aver sentito due cani parlare, così dalla trascrizione di questo dialogo nasce Il
dialogo dei cani, dove il cane Berganza narra all’amico cane
Scipione le sue avventure picaresche tra macellai, streghe, zingari, sbirri e
mercanti. Lo spettacolo coinvolge Fabio Biondi, al violino, e Paola Poncet, al
clavicembalo, insieme all’Ensemble Teatro Due in un’interazione tra la musica
di Mauro D’Alay – detto il Maurino, vissuto a Parma tra il 1687 e il 1757,
compositore e violinista presso la Cappella Reale di Spagna dal 1725 al 1728 e
presso la chiesa di Santa Maria della Steccata di Parma tra il 1729 e il 1739 –
e la scrittura straniante, ambigua e divertente di Cervantes.
Ancora venerdì
5 giugno, ma alle ore 20.30, il Teatro
Farnese torna a fare da scenario, questa volta alle
suggestioni di “Due secoli di musica spagnola”.
A proporre un programma interamente dedicato al Sei e Settecento spagnolo in
musica, l’ensemble MUSIca ALcheMIca, sotto la direzione della violinista Lina
Tur Bonet. Un intreccio di raffinatezza colta e vitalità popolare che
attraversa le sonorità della Spagna barocca, dalle danze brillanti di autori
come Gaspar Sanz (1640-1710) e Juan Bautista José Cabanilles (1644-1712) alle
invenzioni strumentali di Bartolomé de Selma y Salaverde (1580-1640). Accanto a
cui si collocano, compositori italiani profondamente legati alla penisola
iberica per vita e stile come Andrea Falconiero (1585/6-1656), Domenico
Scarlatti (1685-1757) e Luigi Boccherini (1743-1805).
Sabato 6 giugno alle ore 18.00 ad
ospitare “Ensaladas Musicales alla
corte di Alessandro IV Farnese” è la Biblioteca
Palatina. Con un programma che spazia dalle opere di noti
compositori iberici eseguiti nell’ambiente musicale frequentato da Alessandro
III Duca di Parma e Piacenza e IV Duca di Castro, durante il suo periodo di
reggenza dei Paesi Bassi e dell’Alto Lazio, fino ai maestri del Seicento
napoletano. Pagine tratte dal Cancionero de Palacio (antologia
di autori vari del XVI secolo, polifonie popolari e di corte a 3 e 4 voci) ed
altri compositori, tra cui Antonio de Cabezòn (1510-1566), Diego Ortiz
(1510ca-1570ca) e Bernardo Storace (1637ca-1707ca). Le sonorità brillanti del
luminoso rinascimento spagnolo e il languore elegante dalla Magna Grecia
rivivono nell’interpretazione dell’ensemble vocale e strumentale Allabastrina,
sotto la direzione di Elena Sartori.
La programmazione di sabato
6 giugno prosegue al Teatro Farnese alle ore
20.30 con “Bach, non sei solo!”.
Una sorta di ironico gioco di parole – riferimento al titolo del manoscritto
autografo delle bachiane Sonate e Partite, Sei
Solo a Violino senza Basso accompagnato – introduce un viaggio
in musica che accompagna l’uditorio partendo da originali e ricostruzioni di Concerti
solistici per più violini (BWV 1043, BWV 1064R), o per
oboe d’amore (BWV 1055R) di Johann Sebastian Bach (1685-1850),
fino al celeberrimo Concerto per oboe di
Alessandro Marcello (1683-1747). Protagonisti, Amandine Beyer, violino e
direzione, e Gli Incogniti, ensemble da lei fondato nel 2006, il cui nome prende
ispirazione dall’Accademia degli Incogniti, circolo artistico e accademico tra
i più attivi e libertari nella Venezia del XVII secolo. Il cui spirito – il
gusto per l’ignoto unito a quello per la sperimentazione, la ricerca e la
riscoperta – anima tutt’oggi Gli Incogniti.
Con “Parmigiani
in Spagna”, domenica 7
giugno alle ore 18.00, ospite della Sala
della Musica – Complesso monumentale della Pilotta sarà La
Compagnia de Violini, fondata dal
violinista Alessandro Ciccolini ed il cui nome evoca un ensemble strumentale
attivo nella Parma farnesiana di inizio XVII secolo. Caratterizzata da un
coinvolgimento attivo nella gestione, l’organizzazione del gruppo, così come i
progetti concertistici, di alcuni dei migliori ex allievi del Dipartimento di
Musica Antica del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Loro sarà la lettura
di pagine di autori originari di Parma che con la Spagna incrociarono i propri
destini a ragione delle “vicende geopolitiche” del tempo. Come Fortunato
Chelleri (1690 ca-1757), Mauro D’Alay (1687ca-1757) e Girolamo Sertori
(1692ca-1772), originario di Parma, che visse in Spagna, nella città di
Pamplona, tra il 1758 e il 1760.
È dedicata al primo Orfeo,
Francesco Rasi (1574-1621), “la voce dell’alba barocca”, e alla sua riscoperta
la serata “Oltre Orfeo”, prevista per domenica
7 giugno alle ore 20.30 al Teatro
Farnese. Appuntamento annuale con Monteverdi, figura che ha
inaugurato il Farnese, di cui protagonista sarà l’ensemble Polifem Consort,
sotto la guida di Jordi Domènech, insieme alle voci dei baritoni Furio Zanasi e
Ferrán Albrich. In programma celebri pagine strumentali di autori coevi e del
repertorio vocale che l’ha visto interprete, tra cui Salomone Rossi (1570-1630),
Claudio Monteverdi (1567-1643), Jacopo Peri (1561-1633) e Marco da Gagliano
(1582-1643). Francesco Rasi, cantante, tiorbista, poeta e compositore, fu una
figura centrale del primo barocco italiano. Celebre per il suo virtuosismo
vocale e per la straordinaria espressività interpretativa fu protagonista delle
più importanti produzioni musicali del suo tempo. Interprete d’eccezione nelle
prime rappresentazioni de La Dafne di Marco da
Gagliano ma, soprattutto, indissolubilmente legato al ruolo del titolo ne L’Orfeo di
Claudio Monteverdi.
A chiudere la IV edizione
del Farnese Festival, lunedì 8 giugno alle 20.30 al Teatro
Farnese, come in un atteso “da capo”, i medesimi protagonisti
dell’apertura, l’ensemble Europa Galante e Fabio Biondi, nella duplice veste di
violino e direttore. In “Sinfonie di Luigi Boccherini”,
programma monografico interamente dedicato alla virtuosistica ed estrosa
scrittura del compositore e violoncellista, lucchese di nascita (1743-1805), di
cui saranno eseguite la celeberrima Sinfonia n. 6 “La casa del diavolo” e
la Sinfonia
“concertante” in do maggiore op.10 n. 4, G523. Pagine orchestrali
che riflettono il gusto elegante ed il raffinato equilibrio formale tipici del
compositore italiano, profondamente legato alla cultura musicale spagnola.
Nonché oggetto di attenzione di una significativa parte dell’attività
concertistica e discografica di Europa Galante.
Posizione
Complesso monumentale della Pilotta
Piazzale della Pilotta,15 - 43121 Parma (PR)
Contatti
- Website
- https://complessopilotta.it/