DANTEDì - Castello e Museo archeologico di Manfredonia
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
Dialogo tra Dante e Manfredi
E
un di lor incominciò: “Chiunque tu se’, così andando, volgi il viso:
pon
mente se di là mi vedesti unque”
Io
mi volsi ver lui e guardai il fiso:
biondo
era e bello e di gentile aspetto,
ma
l’un de’ cigli un colpo avea diviso.
Quand’io
mi fui umilmente disdetto
D’averlo
visto mai, el disse: “Or vedi”;
e
mostrommi una piaga a sommo ‘l petto.
Poi
sorridendo disse: “Io son Manfredi,
nepote
di Costanza imperadrice;
(Dante
Alighieri, Divina Commedia, Purg. c. III, v. 103 – 113)
Già
presente nel De Vulgari Eloquentia (I, XIII,4) e indicato insieme al
padre Federico II come uno degli ultimi principi italiani, Manfredi di Svevia torna
ad essere celebrato nel III canto del Purgatorio, dove Dante e Virgilio
incontrano le anime degli scomunicati.
I
versi esaltano i valori cortesi e la dinastia sveva, depositaria nel Duecento
dell’idea di Impero, istituzione portatrice di ordine e giustizia e, secondo
Dante, di pari dignità rispetto al papato.
Al
nome di Manfredi è legato quello della città di Manfredonia, da lui fondata nel
1256 dopo il trasferimento degli abitanti da Siponto a causa dell’impaludamento
dell’area.
Un
paesaggio che è sempre stato condizionato dalla presenza dell’acqua e della
laguna sin dall’età preistorica, che presto verrà raccontato nel nuovo progetto
di riallestimento del Museo nazionale archeologico di Manfredonia.
Posizione
Museo nazionale archeologico e Castello
Piazzale Ferri - 71043 Manfredonia (FG)
Contatti
- Tel
- 0884 587838
- pm-pug.museomanfredonia@beniculturali.it
- Website
- http://www.musei.puglia.beniculturali.it/