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#Dantedì al Museo archeologico della Valle del Sarno!
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Descrizione
Per l’occasione i musei ricorderanno la figura del Sommo Poeta con opere d’arte che richiamano i luoghi, i personaggi e le vicende narrate nella Divina Commedia, per raccontare quanto Dante si sia ispirato a personaggi, miti e simboli dell’antichità e, nel corso dei secoli, abbia segnato profondamente tutte le espressioni culturali e artistiche dell’identità italiana.
Il Sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo.
Il Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno rende omaggio al Sommo Poeta facendo dialogare alcuni versi della Divina Commedia con le pitture della famosa «tomba del cavaliere», risalente agli anni finali del IV sec. a.C.
Su una delle lastre laterali una donna con gli strumenti per la libagione, skyphos e oinochoe, va incontro a un cavaliere giovane, che ritorna vittorioso dalla battaglia. L’eco di questa scena continua nei racconti degli amori eterni fra dame e cavalieri richiamati più volte da Dante e immortalati nel Canto V dell’Inferno:
“Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi il grande Achille,
che con amore al fine combattèo.
Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi, e nominommi, a dito
ch'amor di nostra vita dipartille.
Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.”
(Inferno, V, 64-72)
Il Sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo.
Il Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno rende omaggio al Sommo Poeta facendo dialogare alcuni versi della Divina Commedia con le pitture della famosa «tomba del cavaliere», risalente agli anni finali del IV sec. a.C.
Su una delle lastre laterali una donna con gli strumenti per la libagione, skyphos e oinochoe, va incontro a un cavaliere giovane, che ritorna vittorioso dalla battaglia. L’eco di questa scena continua nei racconti degli amori eterni fra dame e cavalieri richiamati più volte da Dante e immortalati nel Canto V dell’Inferno:
“Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi il grande Achille,
che con amore al fine combattèo.
Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi, e nominommi, a dito
ch'amor di nostra vita dipartille.
Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.”
(Inferno, V, 64-72)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 18:03:31 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 18:03:31
Posizione
Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 7 - 84087 Sarno (SA)
Contatti
- Tel
- +39 081 941451
- pm-cam.sarno@beniculturali.it
- Website
- http://polomusealecampania.beniculturali.it/
Responsabile: