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Mostra
Avvicinàti amici, c'è Busacca
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10,00 € intero, valido per tre giorni dalla data di emissione 2,00 € agevolato, valido per un solo giorno per i cittadini dell'Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni
Descrizione
Cartelloni, fotografie, documenti, audiovisivi in una mostra a trent’anni dalla scomparsa del grande poeta-cantastorie siciliano Cicciu Busacca (1925-1989)
Museo delle Civiltà - Museo delle arti e tradizioni popolari "Lamberto Loria"
26 ottobre - 1 dicembre 2019
Inaugurazione sabato 26 ottobre dalle 10:00
In occasione dell'inaugurazione Mauro Geraci (voce e chitarra) e Stefano Pogelli (mandolino) riproporranno storie ballate tratte dal repertorio di Cicciu Busacca e dei cantastorie siciliani.
Programma della giornata inaugurale
Contadino d’inverno, d’estate fornaciaio nella bottega del padre, Francesco (Cicciu) Busacca nasce il 15 febbraio 1925 a Paternò, in provincia di Catania.
Da bambino rivela presto un amore spiccato per la parola cantata creando componimenti augurali che inizia a declamare nelle feste di compleanno, di Carnevale o in occasione di battesimi e matrimoni.
Nel ’51 fu soprattutto l’anziano cantastorie Gaetano Grasso (1895-1978) a invogliare il giovane Cicciu a debuttare nella piazza di San Cataldo (Caltanissetta) con la sua prima storia, L’assassinio di Raddusa. Dopo il debutto e le prime comparse in piazza condivise con Paolo Garofalo (1914-2016), Busacca ben presto dimostrò di essere il “nuovo cantastorie”.
Assieme ai cartelloni – per lui dipinti dai due più grandi cartellonisti della Sicilia orientale, Vincenzo Astuto di Messina e Orazio Patanè di Riposto – Busacca iniziò, infatti, a usare microfoni e altoparlanti, sul tetto di un’automobile adibita a palcoscenico ambulante per diffondere, in tutte le piazze di Sicilia, l’immagine di un cantastorie che, con le sue cronache cantate, lotta in prima persona per riscattare il “suo popolo” dalle condizioni di subalternità.
Nel ’53, presentato dal poeta-cantastorie Turiddu Bella (1911-1989), Busacca conosce il grande poeta di Bagheria (Palermo) Ignazio Buttitta (1899-1997) con cui stringe subito un rapporto di stima e amicizia e un fertilissimo sodalizio artistico che, nel ’55, quando la mafia assassinò Salvatore Carnevale, sindacalista e segretario della federazione socialista di Sciara (Palermo), diede il primo, straordinario frutto.
Il successo del Lamentu fu decisivo e proiettò l’arte e l’impegno civile di Busacca oltre l’isola dove, di contro, ai cantastorie le piazze vennero progressivamente precluse, nel tentativo di stroncare alla radice ogni libera e pubblica riflessione.
Dai primi anni Ottanta, assieme alla salute cagionevole, la restrizione e il controllo delle piazze come il declino del folk music revival segnarono la fine delle attività del cantastorie paternese che morì a Busto Arsizio (Varese) l’11 settembre 1989.
La presente mostra che, a trent’anni dalla scomparsa, ricostruisce l’iter biografico e poetico di Cicciu Busacca, offre così la possibilità di riscoprire la mimesis con cui il cantastorie era capace di far propri e restituire al pubblico i tormenti dei suoi personaggi. Una riflessione cantata tanto più efficace quanto più volta al ritrovamento di verità che non si lasciano intimorire da omelie, ortodossie, sermoni, verdetti o dalle versioni più stereotipate e accreditate della storia. Verità che, al contrario, Busacca scova, verifica, arricchisce come anche cancella e disprezza nella viva piazza. Piazza che - ricorda Buttitta in U rancuri (discorso ai feudatari) – il poeta-cantastorie sa assumere quale “cassa armonica che suona per tutti”.
Estratto dalla Nota critica di Mauro Geraci (Antropologo culturale - Università degli Studi di Messina)
Museo delle Civiltà - Istituto centrale per la demoetnoantropologia - Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi
Comune do Paternò (Catania) - Università di Messina, Dipartimento civiltà antiche e moderne - Associazione culturale cantastorie Busacca - Circolo Gianni Bosio
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 18:01:34 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 18:01:34
Posizione
Museo delle Civiltà
piazza Guglielmo Marconi, 14 - 00144 Roma (RM)
Contatti
- Tel
- +39 06 549521
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