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Un filo di Arianna-Percorsi nel Museo Archeologico di Sulmona
Testo del comunicato
Domenica 10 luglio, alle ore 10,30 riapre le sue porte la sezione archeologica del Polo Museale dell’Annunziata a Sulmona. Dopo lunghi interventi legati alla complessità del nuovo percorso espositivo, la conclusione del progetto di riallestimento segna una tappa importante per l’istituzione museale cittadina, presente presso il Palazzo della SS. Annunziata fin dal 1894. La presentazione del volume “Un filo di Arianna. Percorsi nel Museo Archeologico di Sulmona”, nato dalla collaborazione tra Comune di Sulmona e Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo, offre una possibile linea di lettura del patrimonio esposto nelle sale museali, e costituisce un ricordo e un sincero omaggio a Walter Pellegrini, l’architetto che ha progettato e seguito con passione fino agli ultimi giorni questo nuovo percorso espositivo. Il Museo conserva ed espone reperti di proprietà civica e materiali provenienti da recenti scavi archeologici condotti nello stesso Palazzo che ospita il Museo, nel centro storico e nel territorio; comunica la sua presenza nel tessuto cittadino come chiave di lettura della stratificazione culturale, architettonica ed urbanistica di Sulmona. L’esposizione museale è organizzata secondo diversi temi, impostati sul doppio binario del riferimento cronologico e dei contesti di provenienza: dalle testimonianze del Paleolitico ai siti neolitici, dai reperti provenienti dalle ricognizioni territoriali a quelli rinvenuti durante gli scavi sistematici, dalle collezioni ottocentesche alle nuove tematizzazioni relative all’epigrafia italica, ai corredi funerari ellenistici; anche le diverse forme di insediamento trovano spazio in uno svolgimento cronologico e topografico: dalle testimonianze dell’ager sulmonensis in età italica e romana, si passa alla presentazione dei dati relativi ai santuari (di Ercole Curino e di Ocriticum – Cansano) e alle necropoli suburbane, in un percorso di avvicinamento alla città antica, trattata secondo i dati provenienti dai vecchi scavi (di A. De Nino e P. Piccirilli) e dalle recenti indagini di archeologia urbana che hanno fornito materiali di età romana, tardo antica e medievale per giungere all’esposizione in situ dei resti della domus detta “di Arianna”, con mosaici pavimentali e ricche decorazioni parietali, visibili al pianterreno del Museo, dove è conservata ed esposta, come “elemento museale” una parte della stratigrafia che interessava il locale prima dello scavo. La presentazione degli oggetti avviene quasi sempre in vetrina, con l’eccezione dei materiali lapidei di grandi dimensioni. Nella sezione italica il percorso è organizzato secondo una doppia velocità: una più scorrevole per una visita superficiale, e una con ambiti di approfondimento per il visitatore più attento e curioso; nella sezione romana la comunicazione dei contenuti proposti nel percorso ha delle tappe significative nella ricostruzione in scala al vero del “sacello” del santuario di Ercole Curino e nella saletta multimediale che permette l’interazione del visitatore nella ricerca e nella disponibilità dei dati scientifici mediante l’accesso al catalogo, ai filmati con ricostruzioni virtuali dei monumenti e con le fasi salienti degli scavi archeologici condotti nel territorio di riferimento. L’allestimento, presentato con modi e forme tradizionali in una ricercata continuità con quanto ha preceduto l’attuale sistemazione museale, soprattutto nel rispetto del contenitore, che è il Palazzo più rappresentativo della storia e dell’architettura sulmonesi, offre uno spazio espositivo dedicato all’archeologia decuplicato rispetto a quello presente nel percorso del Museo Civico fino agli anni Settanta. Il progetto della Soprintendenza, la collaborazione con le Amministrazioni Comunali succedutesi nell’arco di circa venti anni, le nuove scoperte che hanno notevolmente incrementato il patrimonio archeologico, ampliando e arricchendo il panorama sul passato della città e del suo territorio, costituiscono gli interventi che, ancora da perseguire e da perfezionare, sono risultati in sostanza adeguati all’importanza che il rinnovato Museo assume nel contesto regionale.
Il Museo è aperto da martedì a domenica 9-13 e 16-19 - tel.: 0864/210216
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:20 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:20