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TOTÒ IN DIGITALE
Testo del comunicato
E’ ora disponibile on-line sul portale www.internetculturale.it la mostra digitalizzata “Totò partenopeo, e parte napoletano” che offre manoscritti, documenti, autografi e immagini di Totò in digitale.
La mostra è la trasposizione in digitale di quella realizzata sotto il patrocinio dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, della Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele di Roma, della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze,della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele di Napoli, della Discoteca di Stato, e del Roma Gabinetto Letterario G.P. Vieusseux.
Nelle parole di Vincenzo Mollica, presente nel Comitato Scientifico, “Totò poeta” si propone di illustrare l’artista che noi tutti conosciamo secondo i diversi aspetti della sua personalità. Infatti oltre all’ immagine tradizionale di Totò “attor comico” getta luce sull’importanza della parola e della poesia nella sua vita , documentando la passione dell’attore per scrivere e intonare versi.
“Totò e la parola che si fa teatro, cinema poesia canzone; la parola che rimbalza e gioca con i gesti; la parola che annuncia e scatena la risata o la malinconia; la parola che diventa specchio della realtà e nello stesso tempo può trascinare nell’astrazione pura; la parola che diventa un suono che risveglia i sensi i muscoli il cuore di un genio della comicità.”
La mostra offre abbozzi di poesie d’amore come per esempio “A statuetta” in cui è possibile vedere tra prove e varie concellature, le varie fasi del lavoro di Totò; oppure vedere copertine di riviste e pubblicità delle sue rappresentazioni teatrali presenti sui giornali dell’epoca come per esempio “Messalina di Kokasse” nonché schizzi di Federico Fellini e di Pier Paolo Pasolini raffiguranti divertenti caricature dell’attore.
Inoltre è presente anche una digitalizzazione della partitura di “Malafemmena” nota canzone composta sia in versi che in musica da Antonio De Curtis nell’anno della separazione dalla moglie Diana Rogliani sua compagna per 20 anni.
La mostra, organizzata in diverse sezioni, segue un’analisi critica dell’uso della parola nel teatro, nel cinema e nella musica attraverso immagini digitalizzate e testi esplicativi. Partiture, fotografie, locandine ma soprattutto semplici fogli bianchi con pensieri e versi scritti con malinconia e dolcezza da Antonio De Curtis.