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Tessere di un patrimonio recuperato
Testo del comunicato
La mostra verrà presentata alla stampa martedì 22 giugno alle ore 12.00 dal Generale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Giovanni Nistri e dal Soprintendente dott. Vittorio Sgarbi nel ‘portego’ al pianterreno della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’d’Oro - Cannaregio.
Alle ore 13.30, dopo la visita alla mostra, nella loggia sul Canal Grande al primo piano, il dott. Sgarbi sarà a disposizione degli intervenuti per presentare le linee guida del suo nuovo incarico.
La parola ‘tessere’ nel titolo dell’esposizione, curata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo, in collaborazione con questa Soprintendenza, rimanda ad una visione complessiva dell’immenso patrimonio artistico italiano che viene ricomposto grazie anche a questi interventi di recupero
La mostra presenta oltre cinquanta opere di diverse epoche e diverse provenienze e si articola in tre sezioni, la più particolare delle quali risulta essere quella dedicata ai recuperi dei materiali archivistici e librari, azioni spesso sottovalutate ma che hanno visto negli ultimi anni un notevolissimo incremento. Seguono le Artemidi dette in marcia, tre sculture originali provenienti dai musei di Venezia, Napoli ed una terza attualmente in deposito nel Museo Nazionale Romano, recuperata nel 2001 in Svizzera, a loro volta messe a confronto con tre falsi, in marmo, in gesso ed uno appena sbozzato, la cui corretta identificazione causò l’avvio dell’indagine che condusse al recupero.
Il misterioso volto d’avorio, introduce infine alla terza sezione con affreschi, vasi, ed altri frammenti archeologici, molti mai esposti in Italia, e della quale fanno parte i due importanti crateri attici a figure rosse firmate dal ceramografo Euphronios (ca. 515 a. C)
Alle ore 13.30, dopo la visita alla mostra, nella loggia sul Canal Grande al primo piano, il dott. Sgarbi sarà a disposizione degli intervenuti per presentare le linee guida del suo nuovo incarico.
La parola ‘tessere’ nel titolo dell’esposizione, curata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo, in collaborazione con questa Soprintendenza, rimanda ad una visione complessiva dell’immenso patrimonio artistico italiano che viene ricomposto grazie anche a questi interventi di recupero
La mostra presenta oltre cinquanta opere di diverse epoche e diverse provenienze e si articola in tre sezioni, la più particolare delle quali risulta essere quella dedicata ai recuperi dei materiali archivistici e librari, azioni spesso sottovalutate ma che hanno visto negli ultimi anni un notevolissimo incremento. Seguono le Artemidi dette in marcia, tre sculture originali provenienti dai musei di Venezia, Napoli ed una terza attualmente in deposito nel Museo Nazionale Romano, recuperata nel 2001 in Svizzera, a loro volta messe a confronto con tre falsi, in marmo, in gesso ed uno appena sbozzato, la cui corretta identificazione causò l’avvio dell’indagine che condusse al recupero.
Il misterioso volto d’avorio, introduce infine alla terza sezione con affreschi, vasi, ed altri frammenti archeologici, molti mai esposti in Italia, e della quale fanno parte i due importanti crateri attici a figure rosse firmate dal ceramografo Euphronios (ca. 515 a. C)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:13 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:13