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Teatro: A Napoli un Faust tra demoni precari e condomini
Testo del comunicato
E’ un bellissimo, sorprendente, intelligente Faust, quello della giovane regista napoletana Sara Sole Notarbartolo (già Premio Generazione Scenario 2005 e Nuove Creatività dell'Eti 2008) che ha presentato la sua opera durante il Napoli Teatro Festival 2011 riempiendo nei tre giorni di rappresentazione il teatro San Ferdinando del capoluogo partenopeo. Destrutturato e ricostruito secondo lo spirito dei tempi (come all’epoca fece anche Carmelo Bene in un Faust che vendeva al demonio l’anima di Margherita), mentre nell’opera di Goethe il protagonista alla fine risulta un personaggio altissimo che riesce ad uscire dalla corruzione del demonio grazie all’intervento di Margherita, qui Faust cede la coscienza al diavolo senza nessuna remora, e Margherita è una giovane donna talmente svuotata di senso e di speranza da concedersi sessualmente a Mefistofele. Un lavoro brillante, ricco, attualissimo. In scena vengono portati con sagace naturalezza e senza pesantezza alcuna, gli errori, i paradossi e le piccole miserie del nostro Paese. I sei personaggi, Gesù, Faust, Margherita e i demoni Mefistofele, Belzebù e Lucifero si muovono nella realtà della precarietà del lavoro, degli affetti e delle relazioni, dell’emarginazione e dell’isolamento. Racconta questo la Notarbartolo, conquistandosi anche il merito di riuscire a parlare di argomenti propri di politici, sociologi, istituzioni. “Faust o della bella vita” è uno spettacolo costruito come voleva Pasolini, per livelli, che chi ha cultura e conoscenza può riconoscere, e che un pubblico meno colto può vivere come una bellissima performance leggera ed ironica. Portentoso il lavoro dei bravissimi attori (che oltre a recitare, qui, cantano e ballano anche), Chiara Baffi, Giulio Barbato, Claudio Javier Benegas, Pietro Botte, Nicola Laieta e Antonella Romano, costretti ad entrare a ritmo serrato in una recitazione impeccabile senza potersi vedere l’un l’altro, data la scenografia che li vede chiusi in cubicoli-appartamento dai quali comunicano solo per telefono. Eccezionale e sbalorditivo il ritmo delle luci e delle bellissime musiche composte da Giovanni Block (Premio Siae/Tenco, Musicultura 2009) che ha saputo interpretare e mettere la sua preparazione e il suo magnetico estro creativo a firma di brani che accompagnano lo spettacolo, passando dalle piccole arie d’opera, al blues, dal tango alla bossa nova ad una versione acida delle canzoni pop.
Il Faust della Notarbartolo, già applaudito da una foltissima platea entusiasta, è un’opera sul presente, è “il teatro che sente”, che comunica come comunica il contemporaneo: la scenografia è come una striscia di fumetti, un’enorme bacheca-condominio dove i protagonisti si muovono occupando i piccoli spazi delle proprie case sovrapposte, il ritmo dello spettacolo è proprio come un montaggio cinematografico. C’è tutto ciò che potrebbe finalmente riavvicinare al teatro quel pubblico che non ci va più. Un lavoro moderno di spirito, ironia e cultura. Nel testo sono inserite abilmente tra i vari personaggi, citazioni di Marlowe, Pessoa, Eco, Valery, Mikhail Bulgakov ma anche, nella percezione visiva, citazioni di film come quelli di Tarantino (Kill bill), Terry Gilliam (Brazil), Oliver Stone (Talk Radio), Ryu Murakami (Tokio decadence). Semplicemente geniale. (rep/Boris Mantova)
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13. *Arte/ Al Loggiato S. Bartolomeo di Palermo i lavori di Kino Mistral
Roma - La forza espressiva dell’arte di Kino Mistral arriva a Palermo nello spazio espositivo del Loggiato San Bartolomeo (corso Vittorio Emanuele 25). L’esposizione, che resterà aperta fino al 24 luglio, propone 112 opere dell’artista milanese di nascita ma palermitano d’adozione, che nei suoi dipinti raffigura paesaggi, monumenti e personaggi accoppiando l’uso di oli e acrilici con la tecnica dello spray per le sfumature, con soluzioni figurative di grande precisione e linearità, frutto anche della sua lunga attività di architetto e designer. Dopo l’esperienza di progettista Kino Mistral, nome d’arte di Franco Magistrelli, si è dedicato esclusivamente alla pittura solo dall’inizio degli anni Novanta, avvalendosi del bagaglio culturale legato alla sua precedente attività.
Una sezione della mostra è dedicata ad Andy Warhol, massimo esponente della pop art, che Kino Mistral conobbe e frequentò a New York agli inizi degli anni ’70. Saranno esposti una serie di ritratti di noti personaggi, da Marilyn Monroe a Jackie Kennedy, da Aretha Franklin a John Lennon, che riprendono alcune delle opere più famose di Warhol. A differenza di Mimmo Rotella che si è accostato a questo filone utilizzando la tecnica dello strappo, Kino Mistral invece interviene su tavola a mano sugli artprint di Warhol, in buona parte provenienti dalla fondazione a lui intitolata, con pennellate, campiture intersecate, filtri glitterati e schizzature a dripping.
fonte dati: IL VELINO
Il Faust della Notarbartolo, già applaudito da una foltissima platea entusiasta, è un’opera sul presente, è “il teatro che sente”, che comunica come comunica il contemporaneo: la scenografia è come una striscia di fumetti, un’enorme bacheca-condominio dove i protagonisti si muovono occupando i piccoli spazi delle proprie case sovrapposte, il ritmo dello spettacolo è proprio come un montaggio cinematografico. C’è tutto ciò che potrebbe finalmente riavvicinare al teatro quel pubblico che non ci va più. Un lavoro moderno di spirito, ironia e cultura. Nel testo sono inserite abilmente tra i vari personaggi, citazioni di Marlowe, Pessoa, Eco, Valery, Mikhail Bulgakov ma anche, nella percezione visiva, citazioni di film come quelli di Tarantino (Kill bill), Terry Gilliam (Brazil), Oliver Stone (Talk Radio), Ryu Murakami (Tokio decadence). Semplicemente geniale. (rep/Boris Mantova)
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13. *Arte/ Al Loggiato S. Bartolomeo di Palermo i lavori di Kino Mistral
Roma - La forza espressiva dell’arte di Kino Mistral arriva a Palermo nello spazio espositivo del Loggiato San Bartolomeo (corso Vittorio Emanuele 25). L’esposizione, che resterà aperta fino al 24 luglio, propone 112 opere dell’artista milanese di nascita ma palermitano d’adozione, che nei suoi dipinti raffigura paesaggi, monumenti e personaggi accoppiando l’uso di oli e acrilici con la tecnica dello spray per le sfumature, con soluzioni figurative di grande precisione e linearità, frutto anche della sua lunga attività di architetto e designer. Dopo l’esperienza di progettista Kino Mistral, nome d’arte di Franco Magistrelli, si è dedicato esclusivamente alla pittura solo dall’inizio degli anni Novanta, avvalendosi del bagaglio culturale legato alla sua precedente attività.
Una sezione della mostra è dedicata ad Andy Warhol, massimo esponente della pop art, che Kino Mistral conobbe e frequentò a New York agli inizi degli anni ’70. Saranno esposti una serie di ritratti di noti personaggi, da Marilyn Monroe a Jackie Kennedy, da Aretha Franklin a John Lennon, che riprendono alcune delle opere più famose di Warhol. A differenza di Mimmo Rotella che si è accostato a questo filone utilizzando la tecnica dello strappo, Kino Mistral invece interviene su tavola a mano sugli artprint di Warhol, in buona parte provenienti dalla fondazione a lui intitolata, con pennellate, campiture intersecate, filtri glitterati e schizzature a dripping.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:20 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:20