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SISMA EMILIA: DEMOLIAMO SOLO SE COSTRETTI PASQUA RECCHIA, PER CAMPANILE CENTO NON C'E' ALTERNATIVA
Testo del comunicato
Impossibile salvare il campanile della chiesetta di Buonacompra a Cento, e' ''un malato incurabile'', in pratica ''macerie in aria''. Ma non saranno molte le demolizioni nell'arte emiliana ferita dal terremoto.
''Dove si puo' siamo per l'accanimento terapeutico, e' la nostra missione'', assicura il segretario generale del ministero dei beni culturali Antonia Pasqua Recchia.
A Buonacompra non si puo'. A dispetto delle proteste di Italia Nostra, che qualche giorno fa ha mandato un telegramma al prefetto, i tecnici - anche quelli Mibac - su questo sono stati unanimi. Quel campanile dovra' essere demolito, prima di tutto per una questione di sicurezza. ''Non si parla nemmeno di demolizione - dice Pasqua Recchia all'ANSA - quelle sono macerie in aria''. Per ora pero' e' l'unico caso di condanna accertata:
''non sono state individuate altre situazioni cosi' critiche - sottolinea - ce ne saranno alcune, ma non credo molte. Quando c'e' anche una piccola speranza facciamo di tutto''.
In passato, in altri terremoti, non e' stato sempre cosi', riconosce l'architetto, ''ci sono stati casi nei quali si e' demolito e si sono fatti anche errori. Adesso pero' e' diverso, perche' i nostri tecnici fanno parte delle squadre incaricate dei sopralluoghi e possiamo fare caso per caso le giuste valutazioni''. E si fa di tutto per salvare: ''stiamo facendo e faremo di tutto per conservare, quando non si puo' fare altro non si conserva''. Nel caso del campanile della chiesetta di Buonacompra, le decisioni dei tecnici del Mibac sono state concordi con quelle dei vigili del fuoco, ''non si puo' mettere in sicurezza, non c'e' niente che si possa fare, decidere altrimenti sarebbe stato come non amputare un arto in cancrena condannando l'intero organismo''. Certo si tratta di un edificio dall'alto valore simbolico, riconosce, come pure di alto valore simbolico era la chiesa.
Anche per questo in un secondo tempo si valutera' la possibilita' di ricostruire, o meglio di 'ricostituire'', dice Recchia, e questo varra' per il campanile di Cento cosi' come per altre chiese, campanili, monumenti crollati: ''non saranno dei falsi - assicura - si fara' usando i materiali originali, le stesse pietre, e si sa che come restauratori noi italiani siamo bravi, i migliori al mondo''.
Intanto, con la terra che ancora trema forte ogni giorno, e' di fatto ancora a rischio stop il piano di ricognizione dei danni al patrimonio artistico: ''finche' continuano scosse forti, come e' stato anche oggi - conclude - non e' di fatto possibile partire con il vero piano''.
Fonte dati: (di Silvia Lambertucci, ANSA)
''Dove si puo' siamo per l'accanimento terapeutico, e' la nostra missione'', assicura il segretario generale del ministero dei beni culturali Antonia Pasqua Recchia.
A Buonacompra non si puo'. A dispetto delle proteste di Italia Nostra, che qualche giorno fa ha mandato un telegramma al prefetto, i tecnici - anche quelli Mibac - su questo sono stati unanimi. Quel campanile dovra' essere demolito, prima di tutto per una questione di sicurezza. ''Non si parla nemmeno di demolizione - dice Pasqua Recchia all'ANSA - quelle sono macerie in aria''. Per ora pero' e' l'unico caso di condanna accertata:
''non sono state individuate altre situazioni cosi' critiche - sottolinea - ce ne saranno alcune, ma non credo molte. Quando c'e' anche una piccola speranza facciamo di tutto''.
In passato, in altri terremoti, non e' stato sempre cosi', riconosce l'architetto, ''ci sono stati casi nei quali si e' demolito e si sono fatti anche errori. Adesso pero' e' diverso, perche' i nostri tecnici fanno parte delle squadre incaricate dei sopralluoghi e possiamo fare caso per caso le giuste valutazioni''. E si fa di tutto per salvare: ''stiamo facendo e faremo di tutto per conservare, quando non si puo' fare altro non si conserva''. Nel caso del campanile della chiesetta di Buonacompra, le decisioni dei tecnici del Mibac sono state concordi con quelle dei vigili del fuoco, ''non si puo' mettere in sicurezza, non c'e' niente che si possa fare, decidere altrimenti sarebbe stato come non amputare un arto in cancrena condannando l'intero organismo''. Certo si tratta di un edificio dall'alto valore simbolico, riconosce, come pure di alto valore simbolico era la chiesa.
Anche per questo in un secondo tempo si valutera' la possibilita' di ricostruire, o meglio di 'ricostituire'', dice Recchia, e questo varra' per il campanile di Cento cosi' come per altre chiese, campanili, monumenti crollati: ''non saranno dei falsi - assicura - si fara' usando i materiali originali, le stesse pietre, e si sa che come restauratori noi italiani siamo bravi, i migliori al mondo''.
Intanto, con la terra che ancora trema forte ogni giorno, e' di fatto ancora a rischio stop il piano di ricognizione dei danni al patrimonio artistico: ''finche' continuano scosse forti, come e' stato anche oggi - conclude - non e' di fatto possibile partire con il vero piano''.
Fonte dati: (di Silvia Lambertucci, ANSA)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:25 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:25