Iscriviti alla newsletter
segue - IL CENTENARIO DI CARLO SCARPA 1906-2006
Testo del comunicato
Ciò che connoterà maggiormente queste giornate dedicate all'architettura sarà l'apertura di tutti i più importanti luoghi scarpiani della Penisola (programma dettagliato al sito www.carloscarpa.it). Un percorso davvero stimolante su 40 anni di attività dell'Architetto. Ad essere aperti saranno non solo i Musei cui Scarpa ha dato il suo inconfondibile apporto, da Castelvecchio a Verona, al Correr e alle Gallerie dell'Accademia a Venezia, a Palazzo Abatellis a Palermo, senza dimenticare la Gipsoteca Canoviana di Possagno, considerata tra i suoi capolavori, e il Museo Revoltella di Trieste. Forse ancora più interessanti, perché meno noti, saranno luoghi come la Sala Consiliare della Provincia di Parma dove l'arredo disegnato da Carlo Scarpa si completa con la tensione degli affreschi di Armando Pizzinato, o i numerosi monumenti funerari che affiancano il più noto complesso monumentale Brion. Da non perdere sarà anche l'apertura di numerose case private quali Casa Scatturin a Venezia, Casa Ottolenghi a Bardolino, Casa Gallo a Vicenza e Casa Veritti a Udine. Visite guidate, interventi di supporto informativo e di approfondimento consentiranno di capire i processi culturali che stanno dietro alle realizzazioni. I luoghi coinvolti da questo percorso saranno 29.
Per molti versi questo Centenario costituisce una sorta di "risarcimento" dell'Italia a un Maestro del Novecento venerato all'estero. Scarpa non ebbe infatti vita facile. La parte più reazionaria del professionismo veneziano lo portò due volte in tribunale, per abuso della professione in quanto non era laureato in architettura. Al tempo stesso molti docenti della facoltà di Architettura di Venezia lo guardavano con diffidenza, definendolo un "capomastro bizantino" impegnato nella ricerca di una anacronistica sapienza del costruire. In momenti di forte tensione sociale come furono quelli del dopoguerra, Scarpa non faceva nulla per attenuare le polemiche: rimase storica la sua rivendicazione, in una bellicosa assemblea studentesca in pieno '68, della sua ricerca di "un moderno Faraone che mi faccia costruire la sua piramide".
In realtà, tutto il percorso di Carlo Scarpa è un viaggio alla ricerca della bellezza. Il suo talento viene esaltato dalle occasioni in cui si tratta di "mettere in mostra" l'arte, sia che si tratti di allestire esposizioni dei grandi artisti europei a lui contemporanei, sia di "raccontare" la storia dell'arte allestendo le collezioni permanenti di grandi musei. Con occhio da regista e sceneggiatore cinematografico, egli sa farci guardare, come fosse la prima volta, sculture, gessi e dipinti che credevamo di conoscere, collocandoli nello spazio disegnato dalla luce e arricchito da un sapiente uso dei materiali.
La ricerca della bellezza fu l'obiettivo di tutta la sua carriera. Scarpa non ebbe mai uno "studio professionale", ma lavorava in casa, spesso aiutato da propri allievi, seguendo i ritmi della propria particolarissima "bottega": sia che si trattasse di allestire negozi o sedi di banche, tombe, case o edifici pubblici. La sua opera testamento è il grande complesso funerario per il suo "Faraone": la famiglia Brion, che gli commissionò una tomba-giardino nella campagna di San Vito di Altivole. Ed è proprio in questo emozionante vertice della sua arte, nel luogo dai profondi significati, in una architettura tutta incentrata sul numero 11 (ottenuto sommando le lettere del suo nome e cognome) che egli volle essere sepolto, dopo la sua tragica morte in Giappone nel 1978.
Per informazioni e prenotazioni:
call center Civita: 02 433 53 522
www.carloscarpa.it; www.darc.beniculturali.it; www.cisapalladio.org
INFO DARC
Lorenza Bolelli Responsabile Ufficio di Direzione Relazioni Istituzionali e Comunicazione DARC
tel.0658434853/54 fax 0658434856 lbolelli@darc.beniculturali.it
Ufficio Stampa Studio ESSECI
Sergio Campagnolo; tel. 049 663499 info@studioesseci.net; www.studioesseci.net