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ROMA E PROVINCIA. RECUPERATI DAI CARABINIERI DEL REPARTO OPERATIVO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE OLTRE 2000 REPERTI ARCHEOLOGICI DI GRANDE INTERESSE STORICO ARTISTICO E CULTURALE.
Testo del comunicato
La presenza del Comando Carabinieri TPC nella salvaguardia della memoria artistica e culturale ha segnato un ulteriore, brillante risultato investigativo. Il Reparto Operativo, sviluppando una complessa attività d’indagine attraverso il costante monitoraggio informativo del mercato clandestino delle opere d’arte, individuava un ricettatore che deteneva numerosi e preziosi reperti archeologici e sei importanti dipinti, quest’ultimi parziale provento di furto ai danni di privati del Centro Italia. In questo contesto, le investigazioni condotte nella Capitale e nella provincia hanno consentito di individuare numerosi personaggi attivi nel circuito illegale, ciascuno con compiti specifici. Alcuni dei quali, infatti, erano impegnati nelle ricerche archeologiche clandestine altri, invece, attraverso ingenti somme di denaro si erano concentrati su un collezionismo indiscriminato di beni archeologici.
L’azione investigativa, sotto il coordinamento costante della Procura della Repubblica di Roma con il Proc. Agg. Dott. CAPALDO ed il Sost. Proc. Dott.ssa CUGINI, ha trovato linfa nelle attività informative concentrate su un gruppo di persone che facevano capo al titolare di una azienda di arredamento d’interni. Quest’ultimo, infatti, oltre ad arredare con marmi di pregio antichi alcune ville della Capitale, impiegava il materiale di recupero, scavato clandestinamente, per realizzare pavimentazioni a mosaico, valorizzando le richieste di alcuni suoi clienti con uno spiccato gusto per l’antico. L’analisi del flusso informativo raccolto, permetteva agli investigatori di acquisire rilevanti indizi tali da indurre a ritenere che nella disponibilità dell’arredatore si potesse rinvenire materiale archeologico provento di scavo clandestino.
Le perquisizioni locali, delegate dall’Autorità Giudiziaria romana, cristallizzavano le tesi investigative consentendo di interrompere il sistematico scempio dei siti archeologici, consentendo il recupero ed il sequestro di oltre 2000 reperti archeologici, tra kylix, oinochoe, alabastron, crateri, anfore, lebete, skyphos, kantharos, lucerne, olle, kyathos, fregi antefisse, bracciali, fibule, strigili, cammei, parure in oro filigranato, statuine in osso e avorio, utensili, gioielli, monili, ampolle in vetro. Le opere, nel loro insieme, raccontano il periodo di massimo splendore di questo tipo di lavorazione nel mondo romano. Alcune di esse, provenienti anche da aree sacre santuariali, sono dedicate a divinità salutari e pertinenti a stipe votive riconducibili ad un’epoca compresa tra l’VIII sec. a.C. e il II sec. d.C. Nel corso delle operazioni veniva rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di frammenti di tessere di mosaico e marmi di pavimentazione di epoca imperiale romana, stipati all’interno di due containers pronti per essere reimpiegati nell’abbellimento di ville private.
Tra i beni sequestrati, spiccano per importanza una rarissima ed inedita Planopia del IV sec. a.C. di provenienza sannitica, completa di elmo calcidico del tipo 3B2, piastra pettorale trilobata, kardiophylax e cinture; una statua romana del II sec. d.C.; un’Anfora a vernice nera raffigurante una scena mitologica; una Kilix attica a figure nere; un’Epikisis in terracotta a figure nere; numerosi bronzi raffiguranti Eroti e una rarissima Cistae in bronzo con incisioni in estrusco ad anse antropomorfe e coperchio decorato con figure virili del VII sec. a.C.
Le opere recuperate, di grande importanza storico, artistica ed archeologica, hanno un valore commerciale superiore ai trentacinquemilioni milioni di euro.
L’azione di contrasto e l’impegno operativo si è concretizzato con il deferimento in stato di libertà di tredici persone per ricettazione ed impossessamento illecito di materiale archeologico.
fonte dati:
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Reparto Operativo
L’azione investigativa, sotto il coordinamento costante della Procura della Repubblica di Roma con il Proc. Agg. Dott. CAPALDO ed il Sost. Proc. Dott.ssa CUGINI, ha trovato linfa nelle attività informative concentrate su un gruppo di persone che facevano capo al titolare di una azienda di arredamento d’interni. Quest’ultimo, infatti, oltre ad arredare con marmi di pregio antichi alcune ville della Capitale, impiegava il materiale di recupero, scavato clandestinamente, per realizzare pavimentazioni a mosaico, valorizzando le richieste di alcuni suoi clienti con uno spiccato gusto per l’antico. L’analisi del flusso informativo raccolto, permetteva agli investigatori di acquisire rilevanti indizi tali da indurre a ritenere che nella disponibilità dell’arredatore si potesse rinvenire materiale archeologico provento di scavo clandestino.
Le perquisizioni locali, delegate dall’Autorità Giudiziaria romana, cristallizzavano le tesi investigative consentendo di interrompere il sistematico scempio dei siti archeologici, consentendo il recupero ed il sequestro di oltre 2000 reperti archeologici, tra kylix, oinochoe, alabastron, crateri, anfore, lebete, skyphos, kantharos, lucerne, olle, kyathos, fregi antefisse, bracciali, fibule, strigili, cammei, parure in oro filigranato, statuine in osso e avorio, utensili, gioielli, monili, ampolle in vetro. Le opere, nel loro insieme, raccontano il periodo di massimo splendore di questo tipo di lavorazione nel mondo romano. Alcune di esse, provenienti anche da aree sacre santuariali, sono dedicate a divinità salutari e pertinenti a stipe votive riconducibili ad un’epoca compresa tra l’VIII sec. a.C. e il II sec. d.C. Nel corso delle operazioni veniva rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di frammenti di tessere di mosaico e marmi di pavimentazione di epoca imperiale romana, stipati all’interno di due containers pronti per essere reimpiegati nell’abbellimento di ville private.
Tra i beni sequestrati, spiccano per importanza una rarissima ed inedita Planopia del IV sec. a.C. di provenienza sannitica, completa di elmo calcidico del tipo 3B2, piastra pettorale trilobata, kardiophylax e cinture; una statua romana del II sec. d.C.; un’Anfora a vernice nera raffigurante una scena mitologica; una Kilix attica a figure nere; un’Epikisis in terracotta a figure nere; numerosi bronzi raffiguranti Eroti e una rarissima Cistae in bronzo con incisioni in estrusco ad anse antropomorfe e coperchio decorato con figure virili del VII sec. a.C.
Le opere recuperate, di grande importanza storico, artistica ed archeologica, hanno un valore commerciale superiore ai trentacinquemilioni milioni di euro.
L’azione di contrasto e l’impegno operativo si è concretizzato con il deferimento in stato di libertà di tredici persone per ricettazione ed impossessamento illecito di materiale archeologico.
fonte dati:
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Reparto Operativo
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:55 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:55