Nell’atto di sindacato ispettivo n. 4-08885, l’Onorevole interrogante, con riferimento alla 56^ Esposizione internazionale di arte, organizzata dalla Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2015, e in particolare al programma dell’esposizione curato da Okwui Enwezor, manifesta perplessità sulla “decisione di allestire, sempre al fine della difesa dell’arte dalla grande finanza internazionale, un’Arena nel padiglione centrale dei Giardini, dove leggere durante tutta la durata dell’esposizione, per sette mesi, ad ogni ora, di Marx e testi di Lenin, Stalin, Trotskij ed altri”; pertanto, ritenendo che “ferma restando la libertà d’espressione di ogni artista, v’è stata nella gestione della prossima Biennale di Venezia molta leggerezza e molta partigianeria”, chiede quali iniziative si intendano intraprendere in ordine alla vicenda. La «Fondazione La Biennale di Venezia», di seguito denominata «Fondazione», ha personalità giuridica di diritto privato ed è disciplinata dal decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 19, concernente “Trasformazione dell'ente pubblico «La Biennale di Venezia» in persona giuridica privata denominata «Fondazione La Biennale di Venezia», a norma dell'articolo 11, comma 1, lettera b), della L. 15 marzo 1997, n. 59” e, per quanto non espressamente previsto dal decreto legislativo, dal codice civile e dalle disposizioni di attuazione del codice medesimo. La Fondazione non persegue fini di lucro ed ha lo scopo, assicurando piena libertà di idee e di forme espressive, di promuovere a livello nazionale ed internazionale lo studio, la ricerca e la documentazione nel campo delle arti contemporanee mediante attività stabili di ricerca, nonché manifestazioni, sperimentazioni e progetti. La Fondazione è dotata di uno statuto che ne specifica i compiti e la struttura operativa interna e che disciplina le modalità di organizzazione delle mostre o manifestazioni, delle attività di studio, di ricerca e sperimentazione, valorizzando la interdisciplinarietà tra le arti oggetto dei propri settori culturali, nel rispetto dei fini di cui sopra. La Fondazione ha un settore permanente di ricerca e produzione culturale, rappresentato dall'archivio storico delle arti contemporanee (ASAC), e sei settori finalizzati allo sviluppo dell'attività permanente di ricerca nel campo dell'architettura, delle arti visive, del cinema, della musica, della danza e del teatro, in coordinamento con l'ASAC, nonché alla definizione ed organizzazione, con cadenza almeno biennale, delle manifestazioni di rilievo internazionale nel settore artistico di propria competenza. I direttori dei settori di attività culturali sono scelti dal consiglio d’amministrazione, tra personalità, anche straniere, particolarmente esperte nelle discipline relative alla progettazione e realizzazione dei programmi di attività dei settori di rispettiva competenza. Restano in carica per un periodo massimo di quattro anni e comunque per un periodo non superiore alla durata in carica del consiglio di amministrazione che li ha nominati. I direttori dei settori di attività culturali ricevono, per il rapporto di lavoro con la Fondazione, un compenso stabilito dal consiglio di amministrazione con deliberazione soggetta ad approvazione da parte di questo Ministero. Okwui Enwezor è stato nominato direttore artistico del settore Arti visive della Biennale con delibera del Consiglio d’amministrazione del 3 dicembre 2013 col compito di curare la preparazione e lo svolgimento delle attività del settore di propria competenza nell'àmbito dei programmi approvati dal consiglio di amministrazione e delle risorse attribuite dal consiglio medesimo. Al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo spettano poteri di vigilanza sulla gestione della Fondazione e, in particolare, l’approvazione degli atti previsti dal decreto legislativo sopra richiamato, di natura prettamente gestionale, con esclusione delle scelte e degli indirizzi riguardanti l'organizzazione delle mostre o delle manifestazioni, nonché le attività stabili di studio, ricerca e sperimentazione, competenza esclusiva del consiglio di amministrazione. D’altra parte, l’Onorevole interrogante non potrà non convenire che ogni interferenza - anche indiretta - del Ministero in ambiti che attengono prettamente alla produzione artistica potrebbe essere tacciata di lesione di un principio di libertà che poggia su un espresso fondamento costituzionale.
Documentazione:
Catanoso 30 luglio 2015
(documento in formato pdf, peso 138 Kb, data ultimo aggiornamento: 31 agosto 2015 )
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:21 / Ultimo aggiornamento 2020-11-09 12:34:57