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Risposta scritta all'interrogazione n. 4-05262 del dep. Nicodemo Nazzareno Oliverio. Tiriolo (CZ). Parco eolico.
Testo del comunicato
Con riferimento all'interrogazione parlamentare n. 4-05262, con la quale l’Onorevole interrogante chiede quali iniziative si intendano assumere per preservare i beni archeologici dell’area interessata da un progetto di parco eolico nel comune di Tiriolo (CZ), si rappresenta quanto segue.
In seguito alla trasmissione del "Progetto di costruzione ed esercizio dell'impianto eolico denominato Trazzani" nel comune di Tiriolo (CZ) da parte della Trazzani Energy S.r.l., la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha emesso parere favorevole con prescrizioni alla realizzazione dell'opera di progetto (nota n. 9046 del 3 maggio 2007).
In ottemperanza a quanto prescritto, nel corso del mese di settembre 2008, la Trazzani Energy ha dato incarico ad un professionista archeologo di eseguire indagini preventive nell'area di progetto del parco eolico. Lo studio storico archeologico e le ricognizioni effettuate nell'area hanno evidenziato presenza di materiale archeologicamente diagnostico in superficie nelle località Acqua dei Faiani, Pena e Carcara, relativamente alle piazzole delle torri n. 1, 2, 7, 11.
Con nota n. 16382 del 2 ottobre 2009 la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha prescritto indagini integrative (saggi) a verifica delle evidenze accertate nel corso delle ricognizioni preliminari effettuate nel 2008. Tali indagini, tuttavia, sono state di molto rinviate in seguito alla decisione, da parte della Trazzani Energy, di ridurre il numero degli aerogeneratori, da n. 11 unità a n. 5 unità, con conseguente differente dislocazione delle piazzole rispetto all'ubicazione originariamente prevista.
Nel corso del mese di ottobre del 2010, 1a Trazzani Energy ha dato incarico ad un professionista archeologo per procedere con le ricognizioni delle nuove aree e con le prospezioni geofisiche di tipo archeologico su quelle risultate positive nelle attività di ricerca in superficie.
A causa di avversità metereologiche le indagini sono state eseguite tra il 4 febbraio e il 21 marzo del 2011, riscontrando presenza di materiale archeologico di superficie nell'area della piazzola per la torre n. 1. Sono risultate, invece, sterili le aree pertinenti alle piazzole delle torri n. 2, 3, 5 e 4; all'esterno di quest'ultima sono segnalati resti di argilla concotta, da attribuirsi ad una probabile attività di lavorazione ceramica, forse da collocarsi nei pressi e non meglio identificata.
Con nota n. 7784 del 27 maggio 2011, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha emesso prescrizioni per la realizzazione di indagini integrative (saggi) a verifica e approfondimento delle evidenze accertate nel corso delle indagini di superficie, estendendole a tutte le torri previste dal progetto, dunque, anche alle aree risultati sterili nella prima fase di ricerca in superficie.
Ai contatti intercorsi tra la committente Trazzani Energy e la Soprintendenza Archeologica della Calabria hanno fatto seguito nuove comunicazioni della Soprintendenza (nota n. 18180 del 20 dicembre 2011), con le quali venivano richieste e specificate verifiche archeologiche puntuali (saggi manuali e trincee) sia nelle aree dove erano state riscontrate anomalie compatibili con evidenze di tipo archeologico, sia nelle aree prive di anomalie, ma interessate comunque dalla realizzazione delle torri n. 3 e n. 4 del futuro parco eolico. Tra il 12 e il 30 marzo 2012 sono state avviate le indagini archeologiche con saggi stratigrafici all’interno dell’area del parco eolico come richiesto dalla Soprintendenza.
I risultati delle attività hanno evidenziato la presenza di una fornace, parzialmente messa in luce e di incerta datazione, nell'area destinata ad ospitare la piazzola della torre n. l. Sterili, d'altro canto, sono risultate le aree destinate alle piazzole per le torri n. 3, 4, 5 e 2; all'esterno di quest'ultima, sono stati individuati strati con materiale archeologico riferibile ad orizzonte protostorico, ma considerati in giacitura secondaria, senza dunque poter definire con esattezza il deposito primario di cui essi hanno fatto parte e da cui probabilmente sono fluitati.
Con nota n. 7862 del 7 maggio 2014, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha prescritto scavi di approfondimento nell'area della piazzola della torre n. l, per un'indagine esaustiva della fornace, parzialmente individuata nella ricerca precedente e per poter valutare la possibilità reale di realizzare tale torre.
In relazione all'area esterna alla piazzola della torre n. 2, laddove nella fase precedente si è individuata la presenza di materiale ascrivibile ad età protostorica, in giacitura secondaria, si è autorizzata la realizzazione della piazzola stessa, usando la massima attenzione durante l’esecuzione del movimento terra; per le torri n. 3, 4 e 5 che sono risultate sterili, si è espresso parere favorevole definitivo per la realizzazione di quanto previsto dal progetto, con l’avvertenza che tutti i movimenti terra dovevano essere seguiti da archeologi di provata esperienza.
Infine, con nota n. 1590 del 5 febbraio 2015, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha ribadito alla Trazzani Energy s.r.1., incaricata dell'esecuzione dei lavori del Parco eolico in oggetto, la necessità di ottemperare a quanto già prescritto con la citata nota 7862, a seguito di quanto evidenziato nell'area della torre 1 dalle indagini archeologiche pregresse. Inoltre, l’Ufficio ha provveduto a chiedere indagini di tipo stratigrafico nel settore meridionale del pianoro, interessato dal passaggio del cavidotto, come da tavole progettuali trasmesse, essendo state riscontrate, in seguito a sopralluogo del funzionario responsabile di zona, tracce di evidenze strutturali antiche, al momento non indagate e per le quali si ritiene necessario un approfondimento delle indagini, per una migliore comprensione delle stesse, al fine di valutare la realizzazione del cavidotto come da progetto o, se è necessario, prevedere una variante del tracciato. Dette indagini potranno fornire, inoltre, ulteriori elementi di valutazione anche ai fini di un eventuale vincolo delle aree interessate dal contesti archeologici.
A tale proposito, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria precisa che, contrariamente a quanto affermato dall’On.le interrogante, l'area non è sottoposta a vincolo archeologico, non essendo finora state avviate indagini di altro tipo all'interno dell'area e
dunque non disponendo di elementi concreti che possano giustificare un siffatto provvedimento in questa direzione.
Tuttavia, in virtù di passate segnalazioni e dei risultati che lo scavo della trincea Snam ha prodotto nel corso del 2010, nonché alla luce di quanto dedotto in seguito alle indagini preliminari alla realizzazione del parco eolico, la Soprintendenza ha fatto proposta di apposizione del vincolo ex articolo 142, comma 1, lettera m), del D. Lgs. 42/2004, nell'ambito della pianificazione congiunta con la Regione Calabria per la formazione del QTRP.
Documentazione:
Oliverio 25 maggio 2015
(documento in formato pdf, peso 207 Kb, data ultimo aggiornamento: 09 giugno 2015 )
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:21 / Ultimo aggiornamento 2020-11-04 17:06:26