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RESTITUITO ALL’AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DEGLI STATI UNITI DEL MESSICO UN REPERTO PRECOLOMBIANO A FORMA DI ‘MASCHERA’
Testo del comunicato
Nel corso di specifiche attività di controllo, finalizzate al monitoraggio dei siti internet specializzati nella commercializzazione di beni d’arte, personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona individuava, su un noto sito di annunci di vendita on-line, un’inserzione con la quale veniva commercializzato “un manufatto precolombiano di origine Zapoteca”.
Nell’annuncio veniva indicata la città ove l’oggetto era custodito e un’utenza cellulare a cui far riferimento per definire i dettagli dell’acquisto.
Verificata l’identità del venditore, si accertava che lo stesso non era titolare di collezioni archeologiche e che non aveva effettuato alcuna comunicazione di importazione, nel territorio italiano, di reperti archeologici proveniente dall’estero.
Vista la particolare natura dell’oggetto, al fine di verificarne l’autenticità, venivano interessati esperti della Sezione America del Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “L. Pigorini” e da una prima analisi effettuata su riproduzioni fotografiche, inserite dal venditore nell’annuncio on-line, si accertava la probabile autenticità del reperto.
Pertanto, rintracciato il venditore e verificata la reale esistenza del manufatto, si provvedeva al sequestro d’iniziativa dello stesso.
L’Autorità Giudiziaria di Ancona, convalidato il sequestro, iscriveva a carico del venditore un procedimento penale per i reati di ricettazione e contrabbando di beni culturali (artt. 648 c.p. e 282 D.P.R. n. 43 del 23.01.1973).
L’ulteriore esame tecnico, effettuato de visu sul reperto, ne confermava la sua autenticità quale parte terminale, a forma di “maschera”, di un contenitore riconducibile alla cultura Zapoteca della Valle di Oaxaca, Repubblica degli Stati Uniti del Messico, databile al periodo postclassico (900 d.C. - 1521 d.C.).
Attraverso la Sezione Operazioni del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma venivano interessati le competenti Autorità messicane le quali comunicavano che “… il reperto in parola era stato esportato illecitamente dal Messico”.
L’Autorità Giudiziaria, a conclusione delle attività investigative, disponeva la restituzione del reperto archeologico al Paese di provenienza mediante la consegna dello stesso all’Ambasciatore degli Stati Uniti del Messico S.E. Miguel Ruiz-Cabañas Izquierdo.
Consegna avvenuta in data 25 novembre 2013, alle ore 11.00, presso la sede di quella Rappresentanza diplomatica, sita a Roma, via Lazzaro Spallanzani n. 16.
fonte dati:
Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Nell’annuncio veniva indicata la città ove l’oggetto era custodito e un’utenza cellulare a cui far riferimento per definire i dettagli dell’acquisto.
Verificata l’identità del venditore, si accertava che lo stesso non era titolare di collezioni archeologiche e che non aveva effettuato alcuna comunicazione di importazione, nel territorio italiano, di reperti archeologici proveniente dall’estero.
Vista la particolare natura dell’oggetto, al fine di verificarne l’autenticità, venivano interessati esperti della Sezione America del Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “L. Pigorini” e da una prima analisi effettuata su riproduzioni fotografiche, inserite dal venditore nell’annuncio on-line, si accertava la probabile autenticità del reperto.
Pertanto, rintracciato il venditore e verificata la reale esistenza del manufatto, si provvedeva al sequestro d’iniziativa dello stesso.
L’Autorità Giudiziaria di Ancona, convalidato il sequestro, iscriveva a carico del venditore un procedimento penale per i reati di ricettazione e contrabbando di beni culturali (artt. 648 c.p. e 282 D.P.R. n. 43 del 23.01.1973).
L’ulteriore esame tecnico, effettuato de visu sul reperto, ne confermava la sua autenticità quale parte terminale, a forma di “maschera”, di un contenitore riconducibile alla cultura Zapoteca della Valle di Oaxaca, Repubblica degli Stati Uniti del Messico, databile al periodo postclassico (900 d.C. - 1521 d.C.).
Attraverso la Sezione Operazioni del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma venivano interessati le competenti Autorità messicane le quali comunicavano che “… il reperto in parola era stato esportato illecitamente dal Messico”.
L’Autorità Giudiziaria, a conclusione delle attività investigative, disponeva la restituzione del reperto archeologico al Paese di provenienza mediante la consegna dello stesso all’Ambasciatore degli Stati Uniti del Messico S.E. Miguel Ruiz-Cabañas Izquierdo.
Consegna avvenuta in data 25 novembre 2013, alle ore 11.00, presso la sede di quella Rappresentanza diplomatica, sita a Roma, via Lazzaro Spallanzani n. 16.
fonte dati:
Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:35 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:35