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Recuperate 10 opere pittoriche scomparse dal Museo Nazionale San Matteo di Pisa
Testo del comunicato
I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, a conclusione di una complessa e serrata attività d’indagine avviata nel gennaio del 2014 e diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Pisa dott. Giovanni PORPORA, hanno recuperato dieci opere pittoriche del Museo Nazionale San Matteo di Pisa che a partire dal 2002, per motivi di restauro, erano state affidate ad un artigiano della provincia di Lucca.
Le predette opere, unitamente ad altre due già localizzate all’estero dai militari del TPC ma allo stato ancora non recuperate, erano state denunciate come scomparse dalla direzione del museo, che nel corso di un attività d’inventariazione, eseguita all’inizio dell’ anno, ne aveva constatato la mancanza, riscontrando agli atti le copie dei pagamenti delle attività di restauro eseguite per una somma di circa trentunomila euro.
L’attività d’indagine, permetteva di constatare che effettivamente nel maggio del 2002, diciassette dipinti (15 tavole e 2 tele), quasi tutti risalenti al XVI secolo, erano stati consegnati a GAZZI Marco, restauratore accreditato alla Soprintendenza di Pisa, con laboratorio in Lucca, che avrebbe dovuto restituirli in 365 giorni.
Nell’ottobre del 2006, trascorsi tre anni dall’affidamento dei lavori, il GAZZI avrebbe riconsegnato solo quattro opere trattenendone dodici. Di queste ultime, nel 2012, sei sarebbero state vendute dallo stesso restauratore a commercianti del settore che verosimilmente ignari della provenienza illecita le avrebbero successivamente rivendute a società di brokeraggio internazionali francesi e svizzere che a loro volta le avrebbero alienate a facoltosi collezionisti stranieri.
In questi passaggi, un dipinto olio su tavola fondo oro cm. 76 x 55,5 raffigurante “Madonna Addolorata”, all’epoca dell’appropriazione indebita da parte del restauratore attribuito ad un allievo della scuola di Quinten Metsys, sarebbe stato venduto prima ad un antiquario di Lucca e successivamente ad una società del settore svizzera che dato il pregio culturale del dipinto, lo avrebbe proposto alla mostra mercato di Maastricht ove veniva riconosciuto unanimemente dagli esperti di arte fiamminga come opera realizzata personalmente dal citato maestro. Tale attribuzione determinava una importante rivalutazione sul mercato dell’opera che veniva in seguito posta in vendita con una richiesta di circa tremilioni di euro. La Madonna Addolorata, rivenduta dalla predetta Società ad un collezionista straniero, veniva localizzata a seguito delle indagini svolte da questo Nucleo, con la collaborazione della società svizzera, in Grecia presso un deposito di stoccaggio di opere d’arte.
L’attività si concludeva con il rimpatrio del dipinto avvenuto in esecuzione di una rogatoria internazionale promossa dall’A.G. di Pisa, eseguita da militari del Nucleo TPC di Firenze con l’ausilio e l’assistenza della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Interpol – Unità Nazionale Europol – S.I.R.E.N.E., e della Polizia Greca. Dall’inizio dell’attività, a seguito delle varie perquisizioni eseguite tra le provincie di Lucca, di Pisa e Livorno in collaborazione con i Carabinieri dell’Arma territoriale, venivano recuperate anche le seguenti opere trovate nella disponibilità dell’indagato, di antiquari e tappezzieri della provincia di Lucca:
- un dipinto olio su tavola cm. 62 x 52,5 raffigurante “la caduta di San Paolo”;
- un dipinto tempera su tavola cm. 50 x 29 raffigurante “San Giuseppe e Gesu’ Bambino”;
- un dipinto olio su tavola, cm. 39 x 26 raffigurante “Madonna addolorata”;
- un dipinto olio su tavola cm 41 x 28 raffigurante “Ritratto di Dante”;
- un dipinto olio su tavola cm. 80 x 54 raffigurante “Santo Vescovo”;
- un dipinto tempera su tavola 79 x 98 raffigurante “San Benedetto e Santa Scolastica” attribuito al Sodoma.
- due dipinti olio su tavola cm. 34,5 x 85, raffiguranti “scene sacre”.
- un dipinto olio su tavola cm . 80 x 54 raffigurante “Santo con armatura”.
Nel medesimo contesto, le indagini consentivano la localizzazione degli ultimi due dipinti mancanti all’appello, ovvero le tavole fiamminghe raffiguranti “la Vigilanza” e “ La Giustizia” vendute in Francia, dove è in corso una richiesta di assistenza internazionale diretta all’Autorità Francese che si auspica possa concludersi con lo stesso esito della rogatoria eseguita in Grecia.
Le opere verranno restituite al Museo San Matteo nella mattinata del 6 giugno 2014 dopo la conferenza stampa che avrà luogo alle ore nella sala conferenze della Procura della Repubblica di Pisa in via Beccaria n. 18 alla presenza del Procuratore della Repubblica Dott. Ugo ADINOLFI e del Sost. Procuratore dott. Giovanni PORPORA.
Il valore dei beni recuperati è di circa quattromilioni di euro.
Fonte dati:
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Nucleo di Firenze
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:37 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:37