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Porto Venere: i beni culturali tornano alla comunità.
Testo del comunicato
Il 24 ottobre il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria architetto Maurizio Galletti, il Direttore dell’Agenzia del Demanio della Liguria Roberto Di Giannantonio, il Sindaco di Porto Venere Massimo Nardini firmeranno l’accordo di valorizzazione del Polo Culturale di Porto Venere.
Per la prima volta in Italia, in attuazione del federalismo demaniale, un insieme di beni appartenenti al Demanio Storico Artistico viene trasferito dallo Stato al Patrimonio Comunale sulla base di un Programma di Valorizzazione predisposto dagli uffici comunali e approvato dal Tavolo Tecnico Regionale appositamente costituito. Il progetto riguarda: Castello Doria, Mulini a Vento, Castelletto Genovese, Cinta Muraria, Prima Torre Capitolare, Batteria Fortificata Umberto I dell’Isola Palmaria.
La cerimonia, che si terrà alle ore 15.30 in piazza Bastreri, è inserita in una giornata di festa popolare dedicata alla cultura che prevede convegni, presentazioni, mostre e visite guidate al territorio e ai beni culturali. Il conservatorio Giacomo Puccini della Spezia accompagnerà l’evento con un concerto alle 17.30 sarà illustrata la scoperta di un relitto di epoca romana nelle acque antistanti il golfo della Spezia.
A 17 miglia dall’isola del Tino l’Ing. Guido Gay, inventore e produttore del veicolo filoguidato “Pluto” è riuscito ad individuare e fotografare, alla profondità di ben 400 metri, un relitto navale che, per il suo carico di anfore greco-italiche, sembrerebbe databile ad età Repubblicana (IV-III sec. a.C.).
La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, che ha preso parte alle operazioni sul catamarano “Daedalus” dell’Ing. Gay, ritiene particolarmente importante la scoperta, che, grazie al metodo investigativo adottato permette di esplorare aree marine profonde, finora inaccessibili, consentendo inoltre di approfondire la conoscenza delle rotte antiche d’altura.
Grazie alla sofisticata tecnologia messa a punto dall’Ing. Gay, si spera giungere nel prossimo futuro ad una mappatura dei relitti antichi nelle aree marine profonde del Mar Ligure.
Per la prima volta in Italia, in attuazione del federalismo demaniale, un insieme di beni appartenenti al Demanio Storico Artistico viene trasferito dallo Stato al Patrimonio Comunale sulla base di un Programma di Valorizzazione predisposto dagli uffici comunali e approvato dal Tavolo Tecnico Regionale appositamente costituito. Il progetto riguarda: Castello Doria, Mulini a Vento, Castelletto Genovese, Cinta Muraria, Prima Torre Capitolare, Batteria Fortificata Umberto I dell’Isola Palmaria.
La cerimonia, che si terrà alle ore 15.30 in piazza Bastreri, è inserita in una giornata di festa popolare dedicata alla cultura che prevede convegni, presentazioni, mostre e visite guidate al territorio e ai beni culturali. Il conservatorio Giacomo Puccini della Spezia accompagnerà l’evento con un concerto alle 17.30 sarà illustrata la scoperta di un relitto di epoca romana nelle acque antistanti il golfo della Spezia.
A 17 miglia dall’isola del Tino l’Ing. Guido Gay, inventore e produttore del veicolo filoguidato “Pluto” è riuscito ad individuare e fotografare, alla profondità di ben 400 metri, un relitto navale che, per il suo carico di anfore greco-italiche, sembrerebbe databile ad età Repubblicana (IV-III sec. a.C.).
La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, che ha preso parte alle operazioni sul catamarano “Daedalus” dell’Ing. Gay, ritiene particolarmente importante la scoperta, che, grazie al metodo investigativo adottato permette di esplorare aree marine profonde, finora inaccessibili, consentendo inoltre di approfondire la conoscenza delle rotte antiche d’altura.
Grazie alla sofisticata tecnologia messa a punto dall’Ing. Gay, si spera giungere nel prossimo futuro ad una mappatura dei relitti antichi nelle aree marine profonde del Mar Ligure.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:27 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:27