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Palazzo Carignano riapre le porte ai torinesi e al mondo
Testo del comunicato
Dopo oltre mezzo secolo gli appartamenti barocchi di Palazzo Carignano a Torino riaprono, il 20 marzo, le loro porte al pubblico e lo fanno in modo permanente, a seguito di un restauro. Primo nucleo di un progetto museale che ha come obiettivo quello di restituire al visitatore le parti più significative dell’edificio.
Progettato nella seconda metà del Seicento da Guarino Guarini, Palazzo Carignano è considerato, a ragion veduta, uno dei capolavori del Barocco europeo. Capolavoro che non poteva mancare all’appuntamento con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, occasione nella quale la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte restituisce alla città di Torino, ai cittadini e ai turisti, un luogo simbolo. E lo fa con l’inaugurazione di un nuovo percorso museale che contempla: l’Appartamento di Mezzogiorno, l’Appartamento di Mezzanotte, lo scalone monumentale, che conduce al Parlamento Subalpino, anch’esso visitabile, e zone in precedenza sempre chiuse al pubblico come le scale elicoidali “gemelle” e i suggestivi sotterranei. Il percorso contempla, inoltre, la visita allo studio del conte di Cavour.
Si tratta di un grande evento che, come ha sottolineato Edith Gabrielli, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in occasione della conferenza stampa “merita strumenti aggiornati per comprendere meglio l’architettura ed ancora più gli affreschi del palazzo”. Da qui l’idea di una mostra, fino al 26 giugno 2011, su Stefano Maria Legnani, detto Legnanino, di origine lombarda, al quale si devono quasi tutte le decorazioni a fresco di Palazzo Carignano. Ideata e curata dalla stessa Gabrielli, l’esposizione vanta circa 30 opere, provenienti da chiese, palazzi e musei di tutta Italia. In buona parte attribuibili al Legnanino, come la pala per la chiesa romana di San Francesco a Ripa, altre invece testimoniano il lavoro dei maestri e dei contemporanei; da Carlo Maratta ad Andrea Pozzo fino ad arrivare a Daniel Seiter, del quale si presenta la splendida pala per la chiesa di Santa Cristina a Torino (attualmente sotto sequestro giudiziario).
Inoltre, al fine di promuovere la conoscenza delle grandi imprese di Stefano Maria Legnani, il biglietto della mostra consentirà l’ingresso gratuito a Palazzo Barolo e alla cappella della Congregazione dei Banchieri e dei Mercanti, oltre all’ingresso (ridotto) al Museo Nazionale del Risorgimento, così come sarà riconosciuto l’ingresso ridotto in mostra a coloro in possesso del biglietto del Museo del Risorgimento. Il percorso di visita stabile, come detto inizialmente, è il primo nucleo di un progetto più ampio. “L’iniziativa – ha concluso Edith Gabrielli – va letta nel contesto di un piano di rilancio di tutti i musei statali […]. Penso in primo luogo a Villa della Regina […] che non soltanto verrà a sua volta riaperta stabilmente al pubblico, ma diventerà il magnifico teatro di un grande convegno internazionale di studi, significamente intitolato 'Musei-Torino 2011: da crisi a opportunità'. Ma penso anche alla Galleria Sabauda, destinata di qui a qualche mese a trovare una nuova e più degna collocazione nella cosiddetta ‘Manica Lunga’, subito dietro a Palazzo Reale, dove proprio in questi giorni fervono i lavori di restauro e adeguamento”.
fonte dati: www.QuotidianoArte.it
Progettato nella seconda metà del Seicento da Guarino Guarini, Palazzo Carignano è considerato, a ragion veduta, uno dei capolavori del Barocco europeo. Capolavoro che non poteva mancare all’appuntamento con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, occasione nella quale la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte restituisce alla città di Torino, ai cittadini e ai turisti, un luogo simbolo. E lo fa con l’inaugurazione di un nuovo percorso museale che contempla: l’Appartamento di Mezzogiorno, l’Appartamento di Mezzanotte, lo scalone monumentale, che conduce al Parlamento Subalpino, anch’esso visitabile, e zone in precedenza sempre chiuse al pubblico come le scale elicoidali “gemelle” e i suggestivi sotterranei. Il percorso contempla, inoltre, la visita allo studio del conte di Cavour.
Si tratta di un grande evento che, come ha sottolineato Edith Gabrielli, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in occasione della conferenza stampa “merita strumenti aggiornati per comprendere meglio l’architettura ed ancora più gli affreschi del palazzo”. Da qui l’idea di una mostra, fino al 26 giugno 2011, su Stefano Maria Legnani, detto Legnanino, di origine lombarda, al quale si devono quasi tutte le decorazioni a fresco di Palazzo Carignano. Ideata e curata dalla stessa Gabrielli, l’esposizione vanta circa 30 opere, provenienti da chiese, palazzi e musei di tutta Italia. In buona parte attribuibili al Legnanino, come la pala per la chiesa romana di San Francesco a Ripa, altre invece testimoniano il lavoro dei maestri e dei contemporanei; da Carlo Maratta ad Andrea Pozzo fino ad arrivare a Daniel Seiter, del quale si presenta la splendida pala per la chiesa di Santa Cristina a Torino (attualmente sotto sequestro giudiziario).
Inoltre, al fine di promuovere la conoscenza delle grandi imprese di Stefano Maria Legnani, il biglietto della mostra consentirà l’ingresso gratuito a Palazzo Barolo e alla cappella della Congregazione dei Banchieri e dei Mercanti, oltre all’ingresso (ridotto) al Museo Nazionale del Risorgimento, così come sarà riconosciuto l’ingresso ridotto in mostra a coloro in possesso del biglietto del Museo del Risorgimento. Il percorso di visita stabile, come detto inizialmente, è il primo nucleo di un progetto più ampio. “L’iniziativa – ha concluso Edith Gabrielli – va letta nel contesto di un piano di rilancio di tutti i musei statali […]. Penso in primo luogo a Villa della Regina […] che non soltanto verrà a sua volta riaperta stabilmente al pubblico, ma diventerà il magnifico teatro di un grande convegno internazionale di studi, significamente intitolato 'Musei-Torino 2011: da crisi a opportunità'. Ma penso anche alla Galleria Sabauda, destinata di qui a qualche mese a trovare una nuova e più degna collocazione nella cosiddetta ‘Manica Lunga’, subito dietro a Palazzo Reale, dove proprio in questi giorni fervono i lavori di restauro e adeguamento”.
fonte dati: www.QuotidianoArte.it
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:17 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:17