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MUSEO D’ARTE ORIENTALE, IN ANTEPRIMA AL PUBBLICO. ANCORA FINO AL 13 MARZO OPERE ASIATICHE.
Testo del comunicato
URBANI: IL MUSEO OSPITERA’ LA FORMAZIONE
DEGLI OPERATORI CULTURALI IRACHENI
Rimarranno fino al 13 marzo nelle fastose sale di Palazzo Brancaccio, a Roma, in Via Merulana 248, sono alcune opere della donazione di 2092 preziosi oggetti d’arte provenienti da Tibet, Nepal, Iran, Pakistan, Cina e Giappone, presentata la scorsa settimana e che permette ora all’Italia di custodire la piu’ importante collezione di arte himalayana in Europa.
Ad oggi sono circa ventimila gli oggetti conservati dal museo, contando anche quest’ultima donazione; il nucleo originario è costituito dai reperti provenienti dagli scavi italiani in Pakistan, in Afghanistan e in Iran condotti dall’Ismeo (ora Isiao) e assegnati in deposito al museo secondo accordi con i governi dei vari paesi. Il museo, aperto al pubblico dal 1958, è stato fondato (insieme all’Ismeo) dal piu’ grande orientalista italiano del ‘900, Giuseppe Tucci, esploratore del Tibet e del Nepal e promotore delle campagne di scavo in Asia.
Le collezioni sono cresciute negli anni con acquisti, scambi e donazioni volti anche a impedire l’esportazione e la dispersione di reperti di grande valore, che in parte provengono da aree “a rischio” per eventi bellici e calamità naturali. Gioielli, affreschi, statue, tappeti e stoffe, dipinti, oggetti archeologici dalla preistoria in poi che raccontano la storia e le religioni dell’Asia e provengono da Iran, Afghanistan, Pakistan, Mesopotamia, Golfo Persico, Siria-Palestina, Anatolia, Yemen, India, Nepal, Tibet, Cina, Giappone, Corea.
Il museo possiede inoltre una biblioteca con novemila volumi, un vasto archivio fotografico con schede e immagini, un laboratorio di bioarcheologia. Gli esperti partecipano a campagne di scavo e conservazione in tutto il mondo.
“Da questo museo arrivano infatti le competenze specialistiche sull’arte orientale: da qui scaturiscono analisi e pareri per i progetti di conservazione dell’arte in Asia, della città di Bam in Iran e della città proibita in Cina, delle grotte indiane di Ajanta e Ellora, o degli scavi in Thailandia.
In questo luogo si svolgeranno i prossimi corsi di formazione per gli operatori culturali iracheni, addestrati alla tutela di un patrimonio inestimabile quanto vulnerabile” ha dichiarato il Ministro Giuliano Urbani.
:: GALLERIA IMMAGINI - alcune opere della donazione
Per informazioni e immagini:
Ufficio stampa Mibac 0667232261-2