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INCONTRO E MOSTRAPensare, fare, raccontare l'Italia
Testo del comunicato
In occasione della XIII settimana della cultura, per celebrare il 150 anniversario dell'Unità d'Italia, il 12 aprile alle 16, incontro tra Paolo Macry e Arianna Arisi Rota, autrice de I piccoli cospiratori. Politica ed emozioni nei primi mazziniani, che indaga il rapporto tra Giuseppe Mazzini, il leader assente e i giovani che ne accolgono il messaggio nella penisola italiana.
L’appuntamento fa parte di un ciclo di conversazioni fra studiosi ed autori di nuove ricerche su personaggi, luoghi e dispute legate al Risorgimento, cui fa da contrappunto, allestita nelle vetrine del Salone Teresiano dal 9 febbraio al 14 aprile, un’esposizione, curata da Bruno Ziglioli, di testi, pamphlet, memorie del periodo risorgimentale conservati nelle raccolte della Biblioteca Universitaria.
La mostra, organizzata dalla Biblioteca Universitaria e dal Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Comune, Assessorato alle biblioteche Civiche, espone 165 documenti e disegna il fluire delle idee, delle memorie e delle interpretazioni del periodo risorgimentale nel corso della storia d’Italia, secondo una prospettiva di Risorgimento “lungo”, che affonda le sue radici negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione francese.
La prima sezione (Immaginare-Pensare: dal periodo giacobino all’Unità) raccoglie i testi degli autori che si posero nella prospettiva dell’unificazione italiana, seppure da punti di vista molto diversi tra loro (dai repubblicani unitari o federalisti come Mazzini o Cattaneo ai moderati di varia formazione come Balbo, Gioberti, d’Azeglio). L’esposizione si apre con il Discorso pronunciato il 10 gennaio 1797 da Giovanni Rasori, professore di Medicina dell’Università di Pavia, in occasione dell’inaugurazione in Ateneo dell’Albero della Libertà, e con la celebre Orazione di Foscolo, letta a Pavia il 22 gennaio 1809, per proseguire con il primo numero de “Il Conciliatore” (3 settembre 1818) e con altre opere, per la maggior parte presentate nelle prime edizioni.
La seconda sezione (Fare-Insegnare: l’Italia liberale) evidenzia il tentativo di costruzione di una identità nazionale («fare gli italiani») attuato attraverso la celebrazione e la mitizzazione dell’epopea risorgimentale, e grazie alle prime ricostruzioni storiche, di poco successive agli eventi. Nei decenni postunitari grande importanza nel calendario civile assumevano le commemorazioni dei fatti e degli uomini del Risorgimento: nel 1878 la morte di Vittorio Emanuele II, nel 1882 la morte di Garibaldi, nel 1898 il 50° anniversario della concessione dello Statuto Albertino, fino al Giubileo della Patria, nel 1911, che celebrò il 50° anniversario dell’Unità, mentre l’Italia si preparava alla campagna coloniale di Libia. La prima guerra mondiale comportò la ripresa del discorso risorgimentale da parte degli interventisti democratici e irredentisti come Cesare Battisti, e nel contempo la sua radicale trasformazione in senso nazionalista e imperialista, secondo una visione successivamente fatta propria dal movimento fascista.
La terza sezione (Raccontare-Interpretare: l’età fascista) descrive la rivisitazione del Risorgimento compiuta dalla propaganda e dalla storiografia di regime. In questa rappresentazione, il raggiungimento dell’Unità nel corso dell’Ottocento costituiva soltanto la premessa per la fondazione effettiva dello Stato nazionale, operata dal fascismo. A tale visione si contrapposero gli intellettuali antifascisti i quali, riconoscendo le radici della dittatura proprio nelle debolezze dell’Italia uscita dal Risorgimento, proposero con forza l’aggiornamento e la realizzazione di quegli ideali di libertà e democrazia che erano stati alla base del processo risorgimentale, tanto in una prospettiva liberale variamente declinata quanto in una prospettiva socialista e comunista. Le loro opere, alcune scritte durante lunghi periodi di detenzione nelle carceri fasciste (è il caso di Gramsci), altre bandite dal regime, furono pubblicate in Italia soltanto dopo la Liberazione.
La quarta sezione (Raccontare-Interpretare: l’Italia repubblicana) è dedicata alle opere storiografiche, di alta qualità scientifica, pubblicate negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, fino alla celebrazione del primo centenario dell’Unità.
La mostra si chiude con una piccola sezione che raccoglie alcuni testi di Mino Milani – scrittore e studioso pavese tra i più apprezzati cultori di storia risorgimentale, in particolare dell’epopea garibaldina – dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Le opere, messe gentilmente a disposizione dall’Autore, sono illustrate da grandi disegnatori come Mario Uggeri e Michael Welply, e presentano una struttura narrativa di grande impatto evocativo, sospesa tra la fiaba, il romanzo di avventura e il genere western.
9 febbraio – 14 aprile
ore 8.15-18.45 lun. – ven. / 8.15-13.45 sab.
12 aprile ore 16.00 (incontro)
Biblioteca Universitaria, Salone Teresiano
Strada nuova, 65 Pavia
Tel. 0382 24764-33223 Fax 0382 25007
bu-pv@beniculturali.it - www.biobliotecauniversitariapavia.it
Promosso da: Biblioteca Universitaria di Pavia, Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Pavia, Comune di Pavia - Assessorato alle Biblioteche Civiche.
L’appuntamento fa parte di un ciclo di conversazioni fra studiosi ed autori di nuove ricerche su personaggi, luoghi e dispute legate al Risorgimento, cui fa da contrappunto, allestita nelle vetrine del Salone Teresiano dal 9 febbraio al 14 aprile, un’esposizione, curata da Bruno Ziglioli, di testi, pamphlet, memorie del periodo risorgimentale conservati nelle raccolte della Biblioteca Universitaria.
La mostra, organizzata dalla Biblioteca Universitaria e dal Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Comune, Assessorato alle biblioteche Civiche, espone 165 documenti e disegna il fluire delle idee, delle memorie e delle interpretazioni del periodo risorgimentale nel corso della storia d’Italia, secondo una prospettiva di Risorgimento “lungo”, che affonda le sue radici negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione francese.
La prima sezione (Immaginare-Pensare: dal periodo giacobino all’Unità) raccoglie i testi degli autori che si posero nella prospettiva dell’unificazione italiana, seppure da punti di vista molto diversi tra loro (dai repubblicani unitari o federalisti come Mazzini o Cattaneo ai moderati di varia formazione come Balbo, Gioberti, d’Azeglio). L’esposizione si apre con il Discorso pronunciato il 10 gennaio 1797 da Giovanni Rasori, professore di Medicina dell’Università di Pavia, in occasione dell’inaugurazione in Ateneo dell’Albero della Libertà, e con la celebre Orazione di Foscolo, letta a Pavia il 22 gennaio 1809, per proseguire con il primo numero de “Il Conciliatore” (3 settembre 1818) e con altre opere, per la maggior parte presentate nelle prime edizioni.
La seconda sezione (Fare-Insegnare: l’Italia liberale) evidenzia il tentativo di costruzione di una identità nazionale («fare gli italiani») attuato attraverso la celebrazione e la mitizzazione dell’epopea risorgimentale, e grazie alle prime ricostruzioni storiche, di poco successive agli eventi. Nei decenni postunitari grande importanza nel calendario civile assumevano le commemorazioni dei fatti e degli uomini del Risorgimento: nel 1878 la morte di Vittorio Emanuele II, nel 1882 la morte di Garibaldi, nel 1898 il 50° anniversario della concessione dello Statuto Albertino, fino al Giubileo della Patria, nel 1911, che celebrò il 50° anniversario dell’Unità, mentre l’Italia si preparava alla campagna coloniale di Libia. La prima guerra mondiale comportò la ripresa del discorso risorgimentale da parte degli interventisti democratici e irredentisti come Cesare Battisti, e nel contempo la sua radicale trasformazione in senso nazionalista e imperialista, secondo una visione successivamente fatta propria dal movimento fascista.
La terza sezione (Raccontare-Interpretare: l’età fascista) descrive la rivisitazione del Risorgimento compiuta dalla propaganda e dalla storiografia di regime. In questa rappresentazione, il raggiungimento dell’Unità nel corso dell’Ottocento costituiva soltanto la premessa per la fondazione effettiva dello Stato nazionale, operata dal fascismo. A tale visione si contrapposero gli intellettuali antifascisti i quali, riconoscendo le radici della dittatura proprio nelle debolezze dell’Italia uscita dal Risorgimento, proposero con forza l’aggiornamento e la realizzazione di quegli ideali di libertà e democrazia che erano stati alla base del processo risorgimentale, tanto in una prospettiva liberale variamente declinata quanto in una prospettiva socialista e comunista. Le loro opere, alcune scritte durante lunghi periodi di detenzione nelle carceri fasciste (è il caso di Gramsci), altre bandite dal regime, furono pubblicate in Italia soltanto dopo la Liberazione.
La quarta sezione (Raccontare-Interpretare: l’Italia repubblicana) è dedicata alle opere storiografiche, di alta qualità scientifica, pubblicate negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, fino alla celebrazione del primo centenario dell’Unità.
La mostra si chiude con una piccola sezione che raccoglie alcuni testi di Mino Milani – scrittore e studioso pavese tra i più apprezzati cultori di storia risorgimentale, in particolare dell’epopea garibaldina – dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Le opere, messe gentilmente a disposizione dall’Autore, sono illustrate da grandi disegnatori come Mario Uggeri e Michael Welply, e presentano una struttura narrativa di grande impatto evocativo, sospesa tra la fiaba, il romanzo di avventura e il genere western.
9 febbraio – 14 aprile
ore 8.15-18.45 lun. – ven. / 8.15-13.45 sab.
12 aprile ore 16.00 (incontro)
Biblioteca Universitaria, Salone Teresiano
Strada nuova, 65 Pavia
Tel. 0382 24764-33223 Fax 0382 25007
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Promosso da: Biblioteca Universitaria di Pavia, Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Pavia, Comune di Pavia - Assessorato alle Biblioteche Civiche.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:17 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:17