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Giro: "La cultura ha fame di riforme e di cambiamento"
Testo del comunicato
Francesco Giro, Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, ha dichiarato:
“Concordo con le parole del Maestro Riccardo Muti e, proprio perché le condivido, voglio ribadire che la cultura non ha bisogno solo di più risorse economiche dallo Stato (e mi auguro anche dal Privato) ma ha fame di riforme e di cambiamento di un sistema troppo chiuso in se stesso che in passato non ha sempre premiato la qualità ma ha favorito sprechi e privilegi intollerabili. E’ giustissimo difendere l’immenso patrimonio culturale, rappresentato dalla tradizione lirica italiana ma qualcuno non si è mai chiesto come mai nell’ultimo decennio le 14 fondazioni lirico sinfoniche abbiano prodotto un debito complessivo e consolidato che supera i 200 milioni di euro? Forse qualcosa non ha funzionato e sarebbe onesto incominciare ad ammetterlo e, da parte del Presidente Fini, invece delle solite critiche generiche, ci saremmo attesi perlomeno una menzione dello straordinario confronto parlamentare durato 40 ore ininterrotte, che ci hanno condotto all’approvazione di una riforma della lirica italiana dove finalmente si stabiliscono regole certe per una gestione oculata e di qualità dell’intero sistema. Perché non si dicono queste cose? Perché, oltre a pretendere risorse, non si sottolinea la necessità di un cambiamento di mentalità, cercando di emulare ciò che è stato fatto in altri paesi europei e negli Stati Uniti dove, in alcuni casi, come sa bene il Maestro Riccardo Muti, i teatri sono sati chiusi, risanati e riaperti?”
Roma, 21 Marzo 2011
MiBAC
Ufficio Stampa del Sottosegretario Francesco Giro
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
06 67232750
“Concordo con le parole del Maestro Riccardo Muti e, proprio perché le condivido, voglio ribadire che la cultura non ha bisogno solo di più risorse economiche dallo Stato (e mi auguro anche dal Privato) ma ha fame di riforme e di cambiamento di un sistema troppo chiuso in se stesso che in passato non ha sempre premiato la qualità ma ha favorito sprechi e privilegi intollerabili. E’ giustissimo difendere l’immenso patrimonio culturale, rappresentato dalla tradizione lirica italiana ma qualcuno non si è mai chiesto come mai nell’ultimo decennio le 14 fondazioni lirico sinfoniche abbiano prodotto un debito complessivo e consolidato che supera i 200 milioni di euro? Forse qualcosa non ha funzionato e sarebbe onesto incominciare ad ammetterlo e, da parte del Presidente Fini, invece delle solite critiche generiche, ci saremmo attesi perlomeno una menzione dello straordinario confronto parlamentare durato 40 ore ininterrotte, che ci hanno condotto all’approvazione di una riforma della lirica italiana dove finalmente si stabiliscono regole certe per una gestione oculata e di qualità dell’intero sistema. Perché non si dicono queste cose? Perché, oltre a pretendere risorse, non si sottolinea la necessità di un cambiamento di mentalità, cercando di emulare ciò che è stato fatto in altri paesi europei e negli Stati Uniti dove, in alcuni casi, come sa bene il Maestro Riccardo Muti, i teatri sono sati chiusi, risanati e riaperti?”
Roma, 21 Marzo 2011
MiBAC
Ufficio Stampa del Sottosegretario Francesco Giro
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
06 67232750
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:51 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:51