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EMERGENZA TERREMOTO E BENI CULTURALI Aggiornamento 4 giugno 2012
Testo del comunicato
Dopo il rinvio delle operazioni sul territorio reso necessario per le conseguenze del secondo episodio sismico che lunedì 28 maggio ha così duramente colpito le zone già interessate dal precedente sisma, parte la seconda fase di intervento che la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna ha approntato per la tutela del patrimonio culturale presente nelle aree terremotate.
A tutt’oggi, ma il dato è purtroppo parziale e tendente ad ulteriori importanti incrementi, le segnalazioni pervenute presso la Direzione Regionale dai sopralluoghi effettuati dai funzionari del Ministero, dalle comunicazioni di parte dei Comuni, delle curie e dei privati cittadini, sono circa 600 su un totale di 1159 beni tutelati direttamente o indirettamente presenti nell’area colpita.
Considerando che molti degli edifici coinvolti presentano crolli totali, parziali, o lesioni di diversa entità, si può facilmente cogliere la dimensione dell’impatto del sisma e la mole straordinaria del lavoro da svolgere.
Per affrontare con efficacia e tempestività questo complesso intervento, il Segretariato Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha emesso un decreto indirizzato alle Direzioni Regionali dell’Emilia-Romagna e della Lombardia con cui si costituisce la UCCN-Mibac, l’Unità di Crisi - Coordinamento Nazionale al fine di monitorare e coordinare le diverse fasi emergenziali connesse alla salvaguardia del patrimonio culturale.
Il decreto prevede la creazione di Unità di Crisi Regionali (quella Emiliano-Romagnola affidata al Direttore arch. Carla Di Francesco) articolate in tre Unità Operative.
La prima, l’Unità coordinamento tecnico degli interventi di messa in sicurezza sui beni architettonici, storico-artistici, archeologici, archivistici e librari (già operativa sul territorio con 36 tra architetti, tecnici, restauratori, storici dell’arte e archeologi del Ministero) svolge il compito di pianificare e realizzare a brevissimo termine gli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali immobili che rappresentano un immediato pericolo per l’incolumità degli abitanti e di valutare i casi nei quali, al contrario, queste condizioni non sono presenti.
La seconda, l’Unità depositi temporanei e laboratorio di pronto intervento sui beni mobili, che, come noto, è stata collocata all’indomani del primo sisma presso il Palazzo Ducale di Sassuolo e, in veste emergenziale, è già al lavoro, conserverà temporaneamente i beni mobili recuperati dagli edifici lesionati e, grazie ai tecnici dell’Istituto Superiore del Restauro del Ministero ed i restauratori dell’Opificio delle Pietre Duse di Firenze si occuperà delle prime cure.
La terza ed ultima, l’Unità rilievo dei danni al patrimonio culturale, composta dalle cosiddette squadre miste formate dal personale ministeriale ed ingegneri strutturisti, entrerà in azione con il compito di effettuare la stima economica dei danni causati dagli effetti devastanti del sisma.
Stante la priorità di dare alle popolazioni colpite una solidale risposta alle primarie necessità di vita e di assicurare le condizioni per la ripartenza delle attività produttive, è altresì importante per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per mano delle strutture presenti a livello locale, adempiere alla missione di non secondaria importanza sul piano sociale, culturale, identitario e dell’economia turistica, di mettere in campo tutte le risorse necessarie a riportare la normalità e la serenità nei territori che hanno subìto questa importante e drammatica calamità.
Come avviene ormai da più di due settimane, tale compito viene assolto in stretta collaborazione e con l’ausilio della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni, con la Protezione Civile, con i Comandi dei vigili del Fuoco e con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna
Ufficio stampa: dr-ero.ufficiostampa@beniculturali.it
Raffaele Gaudioso tel. 051. 4298243 – raffaele.gaudioso@beniculturali.it
Sara Piagno tel. 051. 4298244 – sara.piagno@beniculturali.it
A tutt’oggi, ma il dato è purtroppo parziale e tendente ad ulteriori importanti incrementi, le segnalazioni pervenute presso la Direzione Regionale dai sopralluoghi effettuati dai funzionari del Ministero, dalle comunicazioni di parte dei Comuni, delle curie e dei privati cittadini, sono circa 600 su un totale di 1159 beni tutelati direttamente o indirettamente presenti nell’area colpita.
Considerando che molti degli edifici coinvolti presentano crolli totali, parziali, o lesioni di diversa entità, si può facilmente cogliere la dimensione dell’impatto del sisma e la mole straordinaria del lavoro da svolgere.
Per affrontare con efficacia e tempestività questo complesso intervento, il Segretariato Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha emesso un decreto indirizzato alle Direzioni Regionali dell’Emilia-Romagna e della Lombardia con cui si costituisce la UCCN-Mibac, l’Unità di Crisi - Coordinamento Nazionale al fine di monitorare e coordinare le diverse fasi emergenziali connesse alla salvaguardia del patrimonio culturale.
Il decreto prevede la creazione di Unità di Crisi Regionali (quella Emiliano-Romagnola affidata al Direttore arch. Carla Di Francesco) articolate in tre Unità Operative.
La prima, l’Unità coordinamento tecnico degli interventi di messa in sicurezza sui beni architettonici, storico-artistici, archeologici, archivistici e librari (già operativa sul territorio con 36 tra architetti, tecnici, restauratori, storici dell’arte e archeologi del Ministero) svolge il compito di pianificare e realizzare a brevissimo termine gli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali immobili che rappresentano un immediato pericolo per l’incolumità degli abitanti e di valutare i casi nei quali, al contrario, queste condizioni non sono presenti.
La seconda, l’Unità depositi temporanei e laboratorio di pronto intervento sui beni mobili, che, come noto, è stata collocata all’indomani del primo sisma presso il Palazzo Ducale di Sassuolo e, in veste emergenziale, è già al lavoro, conserverà temporaneamente i beni mobili recuperati dagli edifici lesionati e, grazie ai tecnici dell’Istituto Superiore del Restauro del Ministero ed i restauratori dell’Opificio delle Pietre Duse di Firenze si occuperà delle prime cure.
La terza ed ultima, l’Unità rilievo dei danni al patrimonio culturale, composta dalle cosiddette squadre miste formate dal personale ministeriale ed ingegneri strutturisti, entrerà in azione con il compito di effettuare la stima economica dei danni causati dagli effetti devastanti del sisma.
Stante la priorità di dare alle popolazioni colpite una solidale risposta alle primarie necessità di vita e di assicurare le condizioni per la ripartenza delle attività produttive, è altresì importante per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per mano delle strutture presenti a livello locale, adempiere alla missione di non secondaria importanza sul piano sociale, culturale, identitario e dell’economia turistica, di mettere in campo tutte le risorse necessarie a riportare la normalità e la serenità nei territori che hanno subìto questa importante e drammatica calamità.
Come avviene ormai da più di due settimane, tale compito viene assolto in stretta collaborazione e con l’ausilio della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni, con la Protezione Civile, con i Comandi dei vigili del Fuoco e con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna
Ufficio stampa: dr-ero.ufficiostampa@beniculturali.it
Raffaele Gaudioso tel. 051. 4298243 – raffaele.gaudioso@beniculturali.it
Sara Piagno tel. 051. 4298244 – sara.piagno@beniculturali.it
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:54 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:54