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Donazione di circa 600 pubblicazioni della Biblioteca di Vittorio Spinazzola alla Biblioteca della Soprintendenza
Testo del comunicato
Circa 600 pubblicazioni provenienti dalla biblioteca di Vittorio Spinazzola arricchiranno la biblioteca della Soprintendenza Archeologica Speciale di Napoli e Pompei.
A donare i testi alla Soprintendenza è stato Francesco Scotto di Freca, nipote di Vittorio Spinazzola. Le opere dell’archivio Spinazzola facevano parte della biblioteca di Salvatore Aurigemma e Alda Levi, moglie dello Spinazzola. Molte di queste opere ripercorrono l’attività di studio e di scavo dei due studiosi dagli anni 10 agli anni 60 del secolo scorso, in varie regioni d’Italia. Ai due studiosi si deve, dopo la morte dello Spinazzola nel 1943, la pubblicazione finale dell’opera in due volumi di grande formato Pompei alla luce dei nuovi scavi di via dell’abbondanza, con un atlante di tavole a colori.
Il nome dello Spinazzola è legato, difatti, all’attività svolta a Pompei come direttore degli scavi tra il 1911 e il 1923, con gli scavi “nuovi” di Via dell’Abbondanza. Il suo lavoro di scavo è stato innovativo non solo per l’introduzione di nuove metodiche di scavo e di restauro, ma soprattutto per la sistematicità con cui applicò tecniche già sperimentate a tutta la città antica, contribuendo a collegare la zona del Foro a quella dell’Anfiteatro , scavate precedentemente dai francesi.
Le pubblicazioni sono in più lingue, dal latino all’inglese, al tedesco e datate a partire dalla fine dell’800.
La donazione fa onore a Francesco Scotto di Freca, benemerito per gli studi su Pompei.
Pompei, 17 ottobre 2008
Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei
Via Villa dei Misteri, 2 80045 Pompei
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