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Conferenza: "L'archeologia navale in Friuli. Relitti e antiche rotte nell'Alto Adriatico".
Testo del comunicato
Sabato 19 novembre, alle ore 17.30, a Marano Lagunare, nella sede della Vecchia Pescheria, il prof. Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea presso l’Università di Udine, terrà una conferenza dal titolo “Archeologia navale in Friuli. Relitti e antiche rotte nell’Alto Adriatico”, dedicata ai relitti navali di età romana che sono stati individuati in Friuli a partire dagli anni Settanta, sia in contesti subacquei che umidi. L’incontro, organizzato dal curatore del Museo Archeologico della Laguna di Marano, dott.ssa Paola Maggi, sarà presentato dal Sindaco del Comune di Marano Lagunare, dott. Mario Cepile. Il tema trattato prende in parte spunto dalle recenti ricerche svolte dall’Università di Udine nel fiume Stella, nell’ambito del progetto “Anaxum”, promosso, nel 2011, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia e dall’Ateneo udinese: un progetto internazionale di archeologia subacquea e navale per la ricerca e lo studio di relitti e reperti navali nell’ambito del fiume Stella, la più importante via d’acqua originata dalle risorgive del basso Friuli. Prima che il trasporto su ruota prendesse, in epoca moderna, il sopravvento, furono le vie d’acqua a mettere in connessione popoli e civiltà. Un sistema articolato di trasporti che, sfruttando non solo i mari ma anche lagune, laghi e fiumi, consentiva lo spostamento di merci da un capo all’altro del mondo allora conosciuto, ad un costo infinitamente inferiore a quello richiesto via terra. Dobbiamo così immaginare, dice il prof. Capulli, una sorta di affollamento sulle mille rotte che resero nostrum il Mar Mediterraneo e che caratterizzarono la navigazione in epoca romana. Di questa intensa navigazione, i relitti di navi onerarie, scoperti a partire dagli anni Cinquanta dalla moderna archeologia subacquea, non rappresentano che una modestissima testimonianza. Alla luce di tutto ciò, non può stupire, pertanto, che alcuni importanti relitti navali siano stati individuati anche nelle acque del Friuli, in particolare nel territorio di Aquileia, la quarta città dell’impero romano, la cui morfologia, nell’antichità, era assai diversa dall’attuale. Infatti, mentre fiumi e canali connettevano Aquileia con l’entroterra, al suo porto fluviale arrivavano navi e merci da tutto il Mediterraneo. Del volto marittimo di questa metropoli di età romana si sono conservati molti reperti, oggi esposti o custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, come ad esempio la collezione di oltre cento gemme a soggetto nautico-navale. Dal vasto territorio che ad essa faceva capo provengono, invece, relitti di diversa tipologia costruttiva e caratteristiche nautiche, corrispondenti a differenti funzioni e ambienti di impiego. Tutto ciò offe un panorama qualitativamente assai rilevante per lo studio della storia della costruzione navale.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:22 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:22