Pubblicato il:
Iscriviti alla newsletter
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: recuperi opere d'arte
Testo del comunicato
In Roma, Camaiore (LU), Pontecurone (AL), Mantova e Vetralla (VT), militari del Reparto Operativo TPC, in collaborazione con personale dell’Arma territoriale, al termine dell’operazione “Denario”, hanno tratto in arresto due persone, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, e sottoposto a misure cautelari personali altre tre persone, poiché promotori e referenti di articolata associazione criminale, finalizzata alla ricerca illecita, all’impossessamento e alla ricettazione di reperti archeologici provenienti da scavo clandestino. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha permesso il deferimento in stato di libertà di 35 (trentacinque) persone collegate, a vario titolo, con il gruppo criminale e l’individuazione dei promotori del sodalizio attraverso controlli alle mostre, pedinamenti, mirati servizi di osservazione ed attività tecniche. Le cinque persone colpite dai provvedimenti dell’A. G., avvalendosi di referenti locali, in particolare Lazio, Puglia e Campania, hanno ricevuto reperti e monete procacciate clandestinamente da una vasta rete di “tombaroli” e “cercatori”, poi rivenduti, a volte dopo appositi trattamenti tecnici per esaltarne la buona qualità e l’ottimo stato di conservazione, a collezionisti e mercanti nazionali (soprattutto in Piemonte e Lombardia) ed esteri (principalmente in Svizzera e San Marino). Le conferme delle ipotesi investigative sono emerse, nel tempo, da finalizzate attività di perquisizione e sequestro effettuate dai militari. Le varie operazioni hanno consentito il recupero, complessivamente, di oltre 5000 monete antiche di varia epoca e tipologia, di 1000 reperti archeologici di diversa natura e di 38 metal detector, per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro. Il complesso dei riscontri così ottenuti ha permesso di delineare l’organigramma della struttura criminale, con compiti e mansioni differenziati. Oltre ai “cercatori”, sono stati individuati: soggetti incensurati che avevano il compito di occultare e detenere reperti illecitamente acquisiti; artigiani che producevano monete false da mescolare a quelle autentiche; commercianti di metal detector ed esperti di materiale elettronico che, oltre a vendere le attrezzature, le “testavano” e le utilizzavano per ricerche illecite; liberi professionisti e appassionati collezionisti, che compravano consapevolmente oggetti archeologici di provenienza illecita. Le consulenze tecniche sui beni in sequestro hanno evidenziato il particolare pregio, sia storico-scientifico che puramente venale, di molte monete recuperate, tra cui: numerose serie di denari in argento di età repubblicana della zecca di Roma, posta sul Campidoglio, negli ambienti del tempio di Giunone Moneta, “firmati” dai magistrati monetali responsabili della produzione; le serie monetali di Selinunte in Sicilia, con pezzi fusi e coniati del V e IV secolo a.C., ovvero all’inizio della comparsa della moneta nei mercati, quindi di estremo interesse storico e numismatico; monete medievali di città italiane dal XII al XV sec. (tra cui Lucca, Firenze, Bologna, ecc.), che spesso testimoniano la ripresa e l’espansione dei traffici commerciali di una città.
ARCHEOLOGIA: RECUPERATA IN U. K. STATUA IN MARMO RUBATA A ROMA NEL 2002 DALL’ ISTITUTO CULTURALE NORVEGESE.
Nei mesi scorsi, militari della sezione archeologia hanno individuato, in Londra (Gran Bretagna), una statua acefala raffigurante Zeus con aquila, in marmo greco di circa cm 73, databile al I sec. d. C., nella disponibilità di una galleria antiquaria londinese. Il reperto è risultato censito nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale e pubblicata nel bollettino n. 24 delle opere d’arte trafugate “Arte in ostaggio”, edito dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. I successivi riscontri hanno confermato trattarsi del provento di un furto, avvenuto in Roma, con anomala dinamica, in data 31.05.2002, presso la biblioteca dell’Istituto norvegese di archeologia e storia dell’arte dell’università di Oslo, la cui sede è ubicata nel centrale quartiere di Trastevere della Capitale, così come denunciato, all’epoca dei fatti, dalla dott.ssa Frigaard Berit, amministratrice dell’istituto culturale, presso la locale Stazione Carabinieri. I militari operanti hanno quindi contattato il gallerista inglese, al quale sono state rappresentate le evidenze investigative che hanno dimostrato la provenienza furtiva della statua, per cui questi ha deciso di restituire il bene spontaneamente, senza che fosse necessario intraprendere un’azione rogatoriale internazionale. Il reperto, di pregevolissimo interesse storico ed artistico e del valore commerciale di oltre settecentomila euro, è stato consegnato, negli uffici dell’Ambasciata d’Italia a Londra, ai Carabinieri del Reparto Operativo TPC. La statua, rimpatriata in Italia, viene oggi restituita all’Istituto norvegese di archeologia e storia dell’arte, legittimo proprietario, alla presenza dell’Ambasciatore di Norvegia in Italia, S. E. Einar Bull, per tornare nelle sale da dove era stata portata via otto anni fa.
Roma, 15 ottobre 2010.
fonte dati: Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC
tel. 06/585631 – 06/58563255.
ARCHEOLOGIA: RECUPERATA IN U. K. STATUA IN MARMO RUBATA A ROMA NEL 2002 DALL’ ISTITUTO CULTURALE NORVEGESE.
Nei mesi scorsi, militari della sezione archeologia hanno individuato, in Londra (Gran Bretagna), una statua acefala raffigurante Zeus con aquila, in marmo greco di circa cm 73, databile al I sec. d. C., nella disponibilità di una galleria antiquaria londinese. Il reperto è risultato censito nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale e pubblicata nel bollettino n. 24 delle opere d’arte trafugate “Arte in ostaggio”, edito dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. I successivi riscontri hanno confermato trattarsi del provento di un furto, avvenuto in Roma, con anomala dinamica, in data 31.05.2002, presso la biblioteca dell’Istituto norvegese di archeologia e storia dell’arte dell’università di Oslo, la cui sede è ubicata nel centrale quartiere di Trastevere della Capitale, così come denunciato, all’epoca dei fatti, dalla dott.ssa Frigaard Berit, amministratrice dell’istituto culturale, presso la locale Stazione Carabinieri. I militari operanti hanno quindi contattato il gallerista inglese, al quale sono state rappresentate le evidenze investigative che hanno dimostrato la provenienza furtiva della statua, per cui questi ha deciso di restituire il bene spontaneamente, senza che fosse necessario intraprendere un’azione rogatoriale internazionale. Il reperto, di pregevolissimo interesse storico ed artistico e del valore commerciale di oltre settecentomila euro, è stato consegnato, negli uffici dell’Ambasciata d’Italia a Londra, ai Carabinieri del Reparto Operativo TPC. La statua, rimpatriata in Italia, viene oggi restituita all’Istituto norvegese di archeologia e storia dell’arte, legittimo proprietario, alla presenza dell’Ambasciatore di Norvegia in Italia, S. E. Einar Bull, per tornare nelle sale da dove era stata portata via otto anni fa.
Roma, 15 ottobre 2010.
fonte dati: Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC
tel. 06/585631 – 06/58563255.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:15 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:15