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Cinema: Il made in Italy premiato: a gennaio vola al 65 per cento
Testo del comunicato
Il cinema italiano vola ad alta quota. Nel 2010 gli incassi hanno segnato il 17,9 per cento pari a 734,2 milioni di euro (sicuramente favorito dal biglietto più costoso del 3D) mentre le presenze di spettatori hanno ottenuto un ottimo 11 per cento pari a 109,9 milioni di biglietti venduti. L’anno scorso sono usciti 380 nuovi film di cui 131 italiani ( 16 per cento rispetto al 2009). La quota di mercato del made in Italy riprende il valore già molto positivo del 2008: il 27,3 per cento (5 punti percentuali in più rispetto al 2009). Sommando a questo dato un buon 2 per cento portato dalle coproduzioni, la quota di mercato al box office dei film italiani raggiunge il 29,3 per cento. Va segnalato che i film di nazionalità italiana (comprese le coproduzioni) hanno sfiorato quota 32 per cento nel conteggio delle presenze (circa 8 punti percentuali in più rispetto al 2009). I film italiani che hanno incassato di più nel 2010 sono stati “Benvenuti al Sud” (29 milioni 691 mila euro), “Io, loro e Lara” (15 milioni 788 mila euro) e “Natale in Sudafrica” (14 milioni 113 mila euro). I primi due film più visti in generale sono stati il “leone” “Avatar” in 3D con 65 milioni 677 mila euro e “Alice in Wonderland” con 30 milioni 396 mila euro. “Il 2010 è stata un’ottima annata, cominciata con ‘Avatar’ ma questa è iniziata ancora meglio con ‘Che bella giornata’”, ha affermato Paolo Ferrari, presidente dell’Anica, in occasione della presentazione a Roma dei dati 2010 sul cinema. “Siamo arrivati al punto di rottura che si è registrato anni fa con la fiction: il pubblico premia il prodotto italiano – ha dichiarato Riccardo Tozzi, presidente sezione produttori Anica -. L’anno è cominciato bene con il dato italiano a gennaio del 65 per cento. Dobbiamo continuare a investire nella commedia e sulla seconda gamba del cinema italiano che è il cinema d’autore”.
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Nella tv generalista il cinema italiano continua a conquistare le piccole reti che lo programmano regolarmente. Complessivamente le reti generaliste italiane l’anno scorso hanno programmato 4.253 film (contro i 4.088 del 2009), il 33,2 per cento dei quali italiani e l’11,7 per cento europei (esclusa l’Italia). Lo share ottenuto dai film italiani supera – sull’intera giornata – la media di rete nel caso di Itaslia1, Rete4 e La7. Sulle reti ammiraglie, come sempre, la performance dei film italiani registra i dati più negativi: Rai1 – 10,85 e Canale5 -3,58 punti percentuali rispetto alla media di rete (anche se il film italiano più visto è stato “Una moglie bellissima”, andato in onda in prima serata su Canale5, con 6 milioni 313 mila telespettatori e il 23,82 per cento di share, e i risultati di audience più alti sono nella top ten tutti appannaggio della rete ammiraglia Mediaset, tranne un sesto posto occupato da Rai1 con “Il 7 e l’8” visto da 4 milioni 826 mila telespettatori e il 22,11 per cento di share).
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Dopo il calo congiunturale del 2009, l’anno scorso il numero di film prodotti è tornato a salire: 141 titoli (comprese le coproduzioni ), rispetto ai 131 del 2009 e ai 154 del 2008. In particolare è aumentato il numero di titoli di produzione al 100 per cento italiana (114 rispetto ai 97 del 2009), mentre le coproduzioni hanno visto una leggera flessione (27 rispetto alle 34 dell’anno precedente). L’investimento medio per i film al 100 per cento italiani resta sostanzialmente invariato rispetto al 2009, attestandosi sui 2,2 milioni di euro. Gli investimenti privati nel 2010 sono aumentati rispetto all’anno precedente (277 vs 258 milioni nel 2009, pari a un buon 7,3 per cento), mentre hanno continuato a ridursi gli investimenti pubblici in produzione (35,4 milioni contro i 38 milioni del 2009, anno che già aveva visto un investimento statale dimezzato rispetto ai 70,9 milioni del 2008), per un totale di 312,2 milioni di euro. Il tax credit è stato importante per l’incremento degli investimenti privati, hanno osservato sia Ferrari che Tozzi, che si augurano il rinnovo di questo incentivo fiscale. Di fronte alle barricate del mondo del cinema – l’ultima annunciata ieri dagli esercenti cinematografici contro la tassa di scopo sul biglietto di sala - Giampaolo Letta, vice presidente Anica, invita a sedersi a un tavolo “per trovare soluzioni comuni di intervento statale”, conscio dei problemi attuali che hanno toccato anche i contributi dell’editoria. Presente Paolo Protti, presidente dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici), ha osservato: “I 46 milioni di fus destinati oggi al mondo del cinema sono la metà dell’anno scorso, contemplando all’interno anche voci che prima erano fuori dal fus come la Biennale e Cinecittà: quindi la metà della metà diventa niente, mettendo a rischio la seconda gamba del cinema italiano com’è stato detto, cioè il cinema d’autore. Il tax credit – ha sottolineato Protti richiamando l’appello al rinnovo di Ferrari e di Tozzi - fa muovere le aziende, è un volano per il cinema e non deve sparire. Ieri alla conferenza stampa contro la tassa di scopo sul biglietto abbiamo invitato a sederci insieme per discuterne, ma – ha sottolineato – le aziende non possono sostenere l’aumento di un euro in più di prelievo prospettato sul biglietto a dicembre e di cui si continua a vociferare oggi”.
fonte dati: IL VELINO
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Nella tv generalista il cinema italiano continua a conquistare le piccole reti che lo programmano regolarmente. Complessivamente le reti generaliste italiane l’anno scorso hanno programmato 4.253 film (contro i 4.088 del 2009), il 33,2 per cento dei quali italiani e l’11,7 per cento europei (esclusa l’Italia). Lo share ottenuto dai film italiani supera – sull’intera giornata – la media di rete nel caso di Itaslia1, Rete4 e La7. Sulle reti ammiraglie, come sempre, la performance dei film italiani registra i dati più negativi: Rai1 – 10,85 e Canale5 -3,58 punti percentuali rispetto alla media di rete (anche se il film italiano più visto è stato “Una moglie bellissima”, andato in onda in prima serata su Canale5, con 6 milioni 313 mila telespettatori e il 23,82 per cento di share, e i risultati di audience più alti sono nella top ten tutti appannaggio della rete ammiraglia Mediaset, tranne un sesto posto occupato da Rai1 con “Il 7 e l’8” visto da 4 milioni 826 mila telespettatori e il 22,11 per cento di share).
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Dopo il calo congiunturale del 2009, l’anno scorso il numero di film prodotti è tornato a salire: 141 titoli (comprese le coproduzioni ), rispetto ai 131 del 2009 e ai 154 del 2008. In particolare è aumentato il numero di titoli di produzione al 100 per cento italiana (114 rispetto ai 97 del 2009), mentre le coproduzioni hanno visto una leggera flessione (27 rispetto alle 34 dell’anno precedente). L’investimento medio per i film al 100 per cento italiani resta sostanzialmente invariato rispetto al 2009, attestandosi sui 2,2 milioni di euro. Gli investimenti privati nel 2010 sono aumentati rispetto all’anno precedente (277 vs 258 milioni nel 2009, pari a un buon 7,3 per cento), mentre hanno continuato a ridursi gli investimenti pubblici in produzione (35,4 milioni contro i 38 milioni del 2009, anno che già aveva visto un investimento statale dimezzato rispetto ai 70,9 milioni del 2008), per un totale di 312,2 milioni di euro. Il tax credit è stato importante per l’incremento degli investimenti privati, hanno osservato sia Ferrari che Tozzi, che si augurano il rinnovo di questo incentivo fiscale. Di fronte alle barricate del mondo del cinema – l’ultima annunciata ieri dagli esercenti cinematografici contro la tassa di scopo sul biglietto di sala - Giampaolo Letta, vice presidente Anica, invita a sedersi a un tavolo “per trovare soluzioni comuni di intervento statale”, conscio dei problemi attuali che hanno toccato anche i contributi dell’editoria. Presente Paolo Protti, presidente dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici), ha osservato: “I 46 milioni di fus destinati oggi al mondo del cinema sono la metà dell’anno scorso, contemplando all’interno anche voci che prima erano fuori dal fus come la Biennale e Cinecittà: quindi la metà della metà diventa niente, mettendo a rischio la seconda gamba del cinema italiano com’è stato detto, cioè il cinema d’autore. Il tax credit – ha sottolineato Protti richiamando l’appello al rinnovo di Ferrari e di Tozzi - fa muovere le aziende, è un volano per il cinema e non deve sparire. Ieri alla conferenza stampa contro la tassa di scopo sul biglietto abbiamo invitato a sederci insieme per discuterne, ma – ha sottolineato – le aziende non possono sostenere l’aumento di un euro in più di prelievo prospettato sul biglietto a dicembre e di cui si continua a vociferare oggi”.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:16 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:16