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CARABINIERI: CON OPERAZIONE MOZART SI SCOPRONO MUSEI ABUSIVI, IL 7 OTTOBRE ALLE 11.00 I DETTAGLI ALLA STAMPA
Testo del comunicato
Il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale comunica che venerdì 7 ottobre 2005 alle ore 11.00 a Roma, nella caserma di via Anicia, 24 (zona Trastevere vicino a via Induno), avrà luogo la conferenza stampa di dettaglio dell’operazione “Mozart”, iniziata in seguito a segnalazioni ripetute di scavi illeciti nell’area archeologica di Crustumerium, vicino Roma, e che ha permesso di individuare veri e propri musei abusivi (privati) a Linz, in Austria.
Saranno presenti il direttore generale per l’archeologia italiana, Anna Maria Reggiani, il soprintendente dell’archeologia romana Angelo Bottini, il comandante del reparto operativo dei militari dell’arte, Ferdinando Musella.
E’ disponibile un video di circa venti minuti.
ARCHEOLOGIA: CARABINIERI SCOPRONO MUSEI ABUSIVI IN AUSTRIA REPERTI PROVENIENTI DA CRUSTUMERIUM VICINO ROMA
Veri e propri musei abusivi, privati,
allestiti a Linz , in Austria, con reperti archeologici
provenienti dall’area archeologica di Crustumerium, vicino Roma.
A fare la scoperta sono stati i carabinieri del comando Tutela
patrimonio culturale.
I dettagli sull’indagine, che e’ stata denominata ’’Mozart’
sono stati forniti oggi nella caserma dei carabinieri di via Anicia.
Secondo quanto si e’ appreso, i musei
clandestini individuati in Austria dai carabinieri per la Tutela
dei Beni Culturali, sono diversi e non solo nella citta’ di
Linz.
E i reperti archeologici ritrovati dagli investigatori italiani
sono migliaia, in gran parte provenienti dall’area archeologica
di Crustumerium, ma anche da altre zone d’Italia. Molti oggetti,
circa 600, sono stati confiscati e sono gia’ rientrati in
Italia, dove dovranno essere esaminati dagli esperti del
settore.
Originalissimi nelle forme, rari anche
per le figure pittoriche in cui predomina il rosso, gli oggetti
e i vasi provenienti dalle necropoli di Crustumerium,
recuperati dai carabinieri dei Beni Culturali in Austria, sono
da anni preda molto ambita dei cosiddetti ’tombaroli’.
Tanto che
gia’ nel ’97 la magistratura italiana scopri’ in una galleria di
Manhattan un’intera collezione di questi manufatti, che anche in
quel caso vennero restituiti all’Italia.
Scoperta solo a meta’ degli anni ’70, Crustumerium,
raccoglie i resti di una delle piu’ antiche citta’ del Lazio
protostorico, identificata con la leggendaria citta’ del ’Ratto
delle Sabine’, quella che secondo la tradizione combatte’ contro
la Roma di Romolo e Remo per liberare le sue donne rapite nel
mitico ratto.
La citta’ sorgeva sulle alture dominanti la pianura del
Tevere, a controllo della via Salaria. Gia’ dalla prima eta’ del
ferro (X-IX sec aC) l’insediamento occupava una superficie di 60
ettari costituita da gruppi di capanne. La sua importanza
strategica attiro’ le mira dei Romani, che ne tentarono
ripetutamente la conquista. Secondo la tradizione, Romolo,
assieme alle Sabine, aveva rapito anche donne di Crustumerium,
ma la citta’ cadde definitivamente in mani romane solo nel 499
a. C. E da li’ comincio’ la sua decadenza.
Gli scavi, cominciati nel ’76 dopo la scoperta fatta dagli
archeologi Stefania Gigli e Lorenzo Quilici, interessano
un’area di circa 60 ettari all’altezza del fosso della
Marcigliana, tra il chilometro 16 e il chilometro 18 della via
Salaria. Di proprieta’ del principe Massimiliano Grazioli
(rapito nel ’77 e mai piu’ ritrovato) l’area e’ stata acquistata
dallo stato nel ’98 e trasformata in parco archeologico, con
una mostra permanente a cura della soprintendenza archeologica
del Lazio.
In questi anni gli archeologi hanno portato alla luce, oltre
ad una grande opera di difesa della citta’ (un fossato di circa
900 metri, largo 30 e profondo 12-13, che secondo gli archeologi
’’si pone accanto ai maggiori esempi del Lazio, come quelli di
Ardea, Satricum, Anzio’’) numerose sepolture della necropoli che
circonda l’abitato. Le piu’ ricche, spiegano dalla
soprintendenza archeologica del Lazio, sono dell’VIII e del VII
secolo a C e racchiudono splendidi corredi, con anfore, vasi e
tazze le cui forme, mai viste altrove, sono testimoni di uno
stile originalissimo, cosi’ come particolarmente raro e’ anche
lo stile delle figure pittoriche dalle colorazioni rosse.
Proprio per la vastita’ dell’area, pero’, e per la bellezza di
molti reperti, Crustumerium e’ da sempre nel mirino degli scavi
clandestini, soprattutto prima che si riuscisse a realizzare il
parco archeologico. Gia’ nel 1997 per esempio, le autorita’
italiane scoprirono una collezione di vasi provenienti da
Crustumerium in una galleria d’arte di Manhattan. La galleria,
che fu costretta alla restituzione, aveva acquistato la
collezione di vasi dieci anni prima, nel 1987, da un’altra
galleria Newyorchese per circa 24.500 dollari e aveva anche
pubblicato la collezione in un catalogo.
Per informazioni:
Ufficio stampa Mibac
0667232261 – 2763