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Cantieri della cultura, nessuna disattenzione per il Mezzogiorno
Testo del comunicato
Gentile Direttore,
In merito a quanto riportato nelle pagine de La Repubblica- articolo a firma De Seta del 22 agosto ‘Chi scorda il Sud delle Città d’Arte’ - il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo intende precisare che gli interventi messi in campo per superare la grave crisi del turismo interessano l’intero territorio nazionale senza alcuna discriminazione territoriale. Le numerose misure di sostengo che si sono succedute in questi mesi riguardano tutti i soggetti che, da nord a sud, vivono di turismo.
Riguardo alle città d’arte si precisa che l’intervento è stato costruito per ristorare le perdite degli esercizi commerciali aperti al pubblico che più stanno soffrendo della contrazione del turismo internazionale. Per definire la platea degli aventi diritto è stato individuato un parametro oggettivo che tiene conto delle presenze turistiche straniere in relazione alla popolazione residente. Questo indice non rappresenta una classifica delle città ‘più meritevoli di ricevere i contributi’, è solo la fotografia dell’incidenza della crisi che deriva dalla contrazione del turismo estero che, si ricorda, rappresenta la metà del turismo nel nostro paese. Nell’articolo viene inoltre citato il Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” recentemente varato dal Ministero dopo aver avuto il parere favorevole della conferenza unificata Stato-Regioni e il passaggio al Consiglio Superiore dei beni Culturali. Viene criticato che la maggioranza di questi interventi sia ubicato nelle regioni del centro nord. Si dimentica tuttavia che il Piano strategico ha proprio il ruolo di riportare – ove possibile – equilibrio finanziario tra i corposi investimenti delle politiche di coesione, sia nazionali sia comunitarie, che prevedono l’allocazione di quasi tutte le risorse nel Sud (il Fondo Sviluppo e Coesione prevede un riparto pari all’80% alle Regioni meridionali e il 20% alle Regioni settentrionali) e, relativamente a quelle comunitarie in Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.
Parlare di una disattenzione nei confronti del Mezzogiorno è pertanto del tutto fuori luogo.
Ufficio stampa Mibact