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Bondi: "pregiudizi del cinema su di me, che amarezza"
Testo del comunicato
Intervista al Ministro Sandro Bondi pubblicata il 3 settembre 2010 a pag. 53 sul Corriere della Sera.
Perché non è a Venezia?
«Sono sempre stato presente, quest'anno, per ragioni di carattere familiare, non so ancora se mi potr recare, come desidererei».
Cosa pensa dei fischi che hanno accolto sul red carpet, Gianni Letta?
«Ma il dottor Letta, che ringrazio per la sua sensibifità culturale e istituzionale, è stato accolto da una vera e propria ovazione dal pubblico in sala».
Come le sembra il programma, andrà a vedere il film su Vailanzasca?
«Molto interessante, e lo si deve al curatore, il dottor Mtiller. E un punto di riferimento imprescindibile della cultura in tutto il mondo».
Quarantuno titoli italiani, un festival autarchico.
«Ogni anno ha una propria peculiarità, e questo contribuisce al suo successo e alle discussioni». a detto che per la cultura lei ha fatto pi della sinistra.
Ma perché allora col mondo del cinema non riesce ad avere un dialogo?
«Non voglio dire di avere fatto di pi . Certamente ho fatto la mia parte. La mia amarezza nasce dal fatto che, per ragioni politiche e ancor pi ideologiche, ci non mi viene affatto riconosciuto. o portato a termine un provvedimento essenziale come il tax credit e il tax shelter, abbiamo approvato un disegno di legge di riforma del cinema. Se ci fosse un orientamento favorevole dell'opposizione, darei vita a un decreto legge per rendere immediatamente valide le norme per il rifinanziamento del tax ere- dite i nuovi criteri per l'assegnazione dei contributi dello Stato».
Il cinema ha gli «spiccioli» del Fus, quest'anno dallo Stato 75 mIlioni e si spera nel reintegro di 15. Il 2011?
«Non sarà facile reperire nuove risorse o aggiuntive in queste condizioni economiche. Incoragger un provvedimento per spingere il mecenatismo dei privati e delle comunità locali».
Il cinema italiano ha pi spettatori e quote di mercato.
«La crescita è stata costante, sia dal punto di vista commerciale che artistico. Tutto ci spinge il pubblico a una maggiore curiosità. La Mostra del cinema ha aiutato non poco. Manca solo il Leone d'oro che non conquistiamo dal 1998».
Qual è il cinema con cui è cresciuto?
«Nell'adolescenza, Akira Kurosawa è stato il mio regista prediletto. Fra gli italiani, Bernardo Bertolucci è tra queffi che ammiro di pi . Dei nuovi talenti, Sergio Castellitto e Toni Servillo».
L'ultimo film che ha visto?
«Quelli con Ugo Tognazzi. Aveva una grande umanità».
Alla luce delle polemiche che ci furono, pensa sia stato corretto non andare a Cannes che ospit Sabina Guzzanti?
«A parte i riconoscimenti tributati da Vendola per strumentali ragioni politiche, non mi pare che il film sarà ricordato, se non appunto per questa spiacevole polemica».
Perché non è a Venezia?
«Sono sempre stato presente, quest'anno, per ragioni di carattere familiare, non so ancora se mi potr recare, come desidererei».
Cosa pensa dei fischi che hanno accolto sul red carpet, Gianni Letta?
«Ma il dottor Letta, che ringrazio per la sua sensibifità culturale e istituzionale, è stato accolto da una vera e propria ovazione dal pubblico in sala».
Come le sembra il programma, andrà a vedere il film su Vailanzasca?
«Molto interessante, e lo si deve al curatore, il dottor Mtiller. E un punto di riferimento imprescindibile della cultura in tutto il mondo».
Quarantuno titoli italiani, un festival autarchico.
«Ogni anno ha una propria peculiarità, e questo contribuisce al suo successo e alle discussioni». a detto che per la cultura lei ha fatto pi della sinistra.
Ma perché allora col mondo del cinema non riesce ad avere un dialogo?
«Non voglio dire di avere fatto di pi . Certamente ho fatto la mia parte. La mia amarezza nasce dal fatto che, per ragioni politiche e ancor pi ideologiche, ci non mi viene affatto riconosciuto. o portato a termine un provvedimento essenziale come il tax credit e il tax shelter, abbiamo approvato un disegno di legge di riforma del cinema. Se ci fosse un orientamento favorevole dell'opposizione, darei vita a un decreto legge per rendere immediatamente valide le norme per il rifinanziamento del tax ere- dite i nuovi criteri per l'assegnazione dei contributi dello Stato».
Il cinema ha gli «spiccioli» del Fus, quest'anno dallo Stato 75 mIlioni e si spera nel reintegro di 15. Il 2011?
«Non sarà facile reperire nuove risorse o aggiuntive in queste condizioni economiche. Incoragger un provvedimento per spingere il mecenatismo dei privati e delle comunità locali».
Il cinema italiano ha pi spettatori e quote di mercato.
«La crescita è stata costante, sia dal punto di vista commerciale che artistico. Tutto ci spinge il pubblico a una maggiore curiosità. La Mostra del cinema ha aiutato non poco. Manca solo il Leone d'oro che non conquistiamo dal 1998».
Qual è il cinema con cui è cresciuto?
«Nell'adolescenza, Akira Kurosawa è stato il mio regista prediletto. Fra gli italiani, Bernardo Bertolucci è tra queffi che ammiro di pi . Dei nuovi talenti, Sergio Castellitto e Toni Servillo».
L'ultimo film che ha visto?
«Quelli con Ugo Tognazzi. Aveva una grande umanità».
Alla luce delle polemiche che ci furono, pensa sia stato corretto non andare a Cannes che ospit Sabina Guzzanti?
«A parte i riconoscimenti tributati da Vendola per strumentali ragioni politiche, non mi pare che il film sarà ricordato, se non appunto per questa spiacevole polemica».
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:14 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:14