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Beni Culturali: Un indotto economico da 167 mld da incentivare
Testo del comunicato
Il giro d’affari delle attività collegate al patrimonio e alle attività culturali crea un valore aggiunto di 167 miliardi di euro e una occupazione di oltre 3,8 milioni di unità (al 2006). Il nucleo ristretto all’esclusivo intervento sui beni e le attività culturali sviluppa valori superiori al 10 per cento di quelli più generali. Sono alcuni dati che emergono da un recente studio voluto dal ministero per i Beni e le attività culturali e prodotto da Unioncamere tramite l’Istituto Guglielmo Tagliacarne, presentato a Lucca, in occasione della VI edizione di Lu.Be.C. Digital Technology. A illustrarlo Antonia P. Recchia, direttore generale per l’Organizzazione, innovazione, bilancio e personale del Mibac che ha svolto la relazione “Beni culturali ed economia: gli strumenti per crescere insieme”. L’obiettivo dello studio, realizzato con l’utilizzo di modelli econometrici rigorosi, è quello di dimostrare che esiste in Italia una vera e propria filiera produttiva connessa al patrimonio e alle attività culturali, corrispondente a una serie di attività, prodotti, lavori, servizi, il cui ciclo andava perimetrato e valorizzato, al di là delle affermazioni e consapevolezze convenzionali sul valore del patrimonio culturale come asset del sistema Italia in termini di immagine e di attrattività. “Poter documentare i grandi numeri del sistema produttivo che ruota intorno al patrimonio culturale è necessario per dimostrare che le somme impegnate per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio stesso sono degli investimenti e non dei costi per la finanza pubblica” afferma Recchia. Sono dimensioni economiche di tutto rispetto, che devono concorrere a fornire supporto decisionale anche in periodi congiunturali assai critici come quello attuale. L’Amministrazione pubblica fa tesoro di questi dati, adeguando al meglio, pur in un contesto di drastiche restrizioni di bilancio, la propria progettualità e la qualità dei sevizi erogati.
La progettualità si è incentrata su tematiche di particolare rilevanza che concernono il controllo territoriale, ambientale, locale, la sicurezza, la conservazione, l’organizzazione e i sistemi innovativi di fruizione, la diffusione territoriale. Senza trascurare obiettivi di supporto come l’internalizzazione di capacità, competenze,miglioramenti nella gestione: si va dall’aumento dell’efficienza in un quadro di maggiore economicità alla maggiore qualità ed efficacia nei servizi erogati, sia amministrativi che culturali; dall’innovazione nei sistemi della conoscenza e della conservazione al rafforzamento delle strutture e delle relazioni territoriali correlato all’identificazione di ruoli più efficaci e di riferimento nazionale per le strutture centrali. Durante la sessione pomeridiana in “Professionalità per la gestione dei beni culturali, formazione e competenze”, Recchia ha evidenziato i risultati emersi dall’indagine effettuata tramite Promo P.A. relativi alle professionalità coinvolte nella gestione dei beni culturali, con particolare attenzione volta agli enti locali. L’obiettivo del Mibac è, infatti, contribuire a delineare il quadro dei fabbisogni professionali del comparto allargato connesso alla gestione del patrimonio e delle attività culturali, al fine di fornire elementi conoscitivi utili ai soggetti competenti per la definizione di offerte formative coerenti con il mercato del lavoro.
fonte dati: IL VELINO
La progettualità si è incentrata su tematiche di particolare rilevanza che concernono il controllo territoriale, ambientale, locale, la sicurezza, la conservazione, l’organizzazione e i sistemi innovativi di fruizione, la diffusione territoriale. Senza trascurare obiettivi di supporto come l’internalizzazione di capacità, competenze,miglioramenti nella gestione: si va dall’aumento dell’efficienza in un quadro di maggiore economicità alla maggiore qualità ed efficacia nei servizi erogati, sia amministrativi che culturali; dall’innovazione nei sistemi della conoscenza e della conservazione al rafforzamento delle strutture e delle relazioni territoriali correlato all’identificazione di ruoli più efficaci e di riferimento nazionale per le strutture centrali. Durante la sessione pomeridiana in “Professionalità per la gestione dei beni culturali, formazione e competenze”, Recchia ha evidenziato i risultati emersi dall’indagine effettuata tramite Promo P.A. relativi alle professionalità coinvolte nella gestione dei beni culturali, con particolare attenzione volta agli enti locali. L’obiettivo del Mibac è, infatti, contribuire a delineare il quadro dei fabbisogni professionali del comparto allargato connesso alla gestione del patrimonio e delle attività culturali, al fine di fornire elementi conoscitivi utili ai soggetti competenti per la definizione di offerte formative coerenti con il mercato del lavoro.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:15 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:15