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Archeologia italica:apporti e prospettive da nuovi studi
Testo del comunicato
E' il titolo della tavola rotonda che si svolgerà il 25 novembre dalle 9,30 alle 13,30 presso l'aula Crociera Alta dell'Università degli Studi di Milano alla quale parteciperanno Luigi Malnati,Direttore Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stéphane Bourdin,Ecole Francaise de Rome, Gianluca Tagliamonte,Università di Lecce, Alessandra Coen,II Università degli Studi di Napoli. Tema della discussione è il progresso delle ricerche e degli studi sulla civiltà italica preromana, in particolare della penisola centro-orientale costiera e interna,alla luce della ricca messe di iniziative poste in atto nel primo decennio di questo secolo da ricercatori di Soprintedenze,Università,Accademie e istituzioni varie. Occasione dell'incontro è la pubblicazione del secondo volume dedicato alla necropoli di Campovalano(Teramo) e alla sua fase di VII-VI secolo avanti Cristo, una delle epoche di maggiore vitalità culturale e produttiva dell'Italia antica: "La necropoli di Campovalano.Tombe orientalizzanti e arcaiche,II" a cura di Cristina Chiaramonte Trerè, Vicenzo d'Ercole, Cecilia Scotti, BAR International Series 2174. Nel panorama delle necropoli dell’età del Ferro, che costituiscono il fondamento della regione Abruzzo nel I millennio a.C., l’unica finora integralmente pubblicata, con tre volumi editi, tra il 2001 ed il 2004, a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo era stata quella di Fossa (AQ). Ora, nella prestigiosa serie internazionale del British Archaeological Report (BAR), è la volta della pubblicazione relativa alla necropoli di Campovalano (TE) . Il primo volume sulla Campovalano orientalizzante ed arcaica a cura di Cristina Chiaramente Trerè e Vincenzo d’Ercole era stato pubblicato nel 2003. In questo secondo volume si completa il quadro relativo alle sepolture datate tra VIII e il V sec. a.C.. Il terzo volume, già in stampa, previsto per i 2012, curato da Vincenzo d’Ercole e Alberta Martellone, sarà dedicato alle sepolture tra il IV e il II sec.a.C. Così come con la pubblicazione di Fossa si è avuta l’identificazione archeologica del popolo dei Vestini Cismontani con questa su Campovalano si avrà finalmente un punto di riferimento completo per il popolo che abitava l’attuale provincia di Teramo e che i romani identificheranno come Pretuzi. Gli scavi nella piana di Campovalano sono iniziati nel 1967 da Adriano La Regina e Valerio Cianfarani, nel 1977 Gaetano Messineo effettuò un’altra campagna di scavi che portò a 210 il numero di sepolture. A partire dal 1980 gli scavi sono stati diretti da Vincenzo d’Ercole ed il numero totale delle sepolture è passato a 620. Il lavoro di edizione si è avvalso della collaborazione delle Università di Torino e Milano che hanno dedicato numerose tesi di laurea allo studio della necropoli. Nel corso di questi cinquant’anni tutte le attività di scavo, restauro, documentazione e valorizzazione della necropoli sono state curate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo con l’ impegno dei suoi archeologi e del suo personale tecnico-scientifico.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:22 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:22