Iscriviti alla newsletter
Cinema, Borgonzoni: “Nessun crollo occupazionale nell’audiovisivo: i dati vanno letti correttamente, il settore cambia e cresce nelle sue componenti autonome”
Testo del comunicato
“In queste ore alcuni commentatori parlano di un presunto crollo del 90% degli occupati nelle troupe cinematografiche nel 2024. Si tratta di una lettura parziale, fuorviante e poco rispettosa del settore stesso, che rischia di gettare nel caos e nella preoccupazione un intero settore, dei dati INPS, che considera esclusivamente un singolo contratto collettivo (codice G121), senza tener conto del quadro complessivo del Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo. I numeri raccontano un’altra realtà, come poi la raccontano anche i dati che il Ministero della Cultura ha da SLC CGIL Troupe che addirittura nei primi sette mesi del 2025, gli occupati sono più di 10.000. Preciso che parliamo di dati riferiti ai lavoratori tecnici delle troupe. I lavoratori locali non in trasferta esclusi. Si tratta in ogni caso di dati sottostimati a causa di mancate comunicazioni da parte delle produzioni. Il CNEL ci dice e per questo ringrazio il Presidente Brunetta e il suo Centro Studi, che nel 2023 i lavoratori iscritti al Fondo sono stati 367.535, in crescita del +4,9% rispetto al 2022; nel 2024, pur con una flessione, parliamo comunque di 342.212 lavoratori, cioè una variazione del −7% sul totale, ben lontana dal “crollo del 90%” evocato da alcuni. Anzi, nello stesso 2024 la retribuzione media annua è cresciuta del +3,2% e le giornate lavorate sono aumentate (+0,9%). Il dato che gira in queste ore riguarda solo il CCNL G121 (troupe tecniche e maestranze), che nel 2024 registra un forte ridimensionamento. Ma la stessa nota tecnica CNEL–INPS precisa che questo calo è dovuto in larga misura a migrazioni verso altri contratti collettivi e al ricorso crescente al lavoro autonomo, non a una scomparsa del lavoro. Per altre categorie professionali, come registi, sceneggiatori, orchestrali o amministrativi, si registrano addirittura crescite a doppia cifra. Ridurre tutto a un titolo sensazionalistico significa ignorare la complessità del settore e screditare ingiustamente migliaia di professionisti che continuano a lavorare, innovare e portare produzioni italiane e internazionali nei nostri territori, solo per provare ad attaccare il governo. Il Governo continuerà a sostenere il comparto audiovisivo con strumenti concreti, dalla formazione dei giovani alle agevolazioni fiscali, dalla promozione internazionale al rafforzamento degli Studios. Il cinema italiano non è al collasso: sta cambiando pelle, affrontando nuove sfide e creando opportunità che vanno lette con serietà, non con slogan”.