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Cultura, Borgonzoni: “Mostra Venezia non diventi tribunale ideologico. L’arte non si censura”
Testo del comunicato
“Trovo francamente assurdo quello che sta accadendo a Venezia. Siamo arrivati al punto che degli artisti pretendono di censurarne altri solo per le loro idee personali. Le opinioni possono piacere o no, possono essere condivisibili o meno, ma l’arte non si censura. Quello che accade a Gaza è terrificante, come, non dimentichiamolo, è stato terrificante l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo dico senza esitazione: nessuno può pensare che sia giusto che muoiano civili, famiglie, bambini. Ogni vita umana ha lo stesso valore, e chi lo nega, nega il senso stesso della vita. Ma una cosa è condannare la violenza e chiedere la fine della guerra, un’altra è trasformare una mostra internazionale come Venezia in un tribunale ideologico che decide chi può presenziare e chi no. Questo atteggiamento ricorda solo le dittature e purtroppo è la deriva del politicamente corretto che da anni cerca di mettere il bavaglio a chi non si allinea. Gal Gadot ha dichiarato più volte di pregare perché questa guerra finisca e che la morte di innocenti, palestinesi o israeliani che siano, è sempre orribile. Gerard Butler è stato criticato per aver partecipato a raccolte fondi a sostegno dell’esercito israeliano. Bene, se qualcuno vuole, lo critichi per questo, ma a Venezia si valuta l’artista. Non si può mettere il veto a un artista perché qualcuno non sopporta la sua opinione, perché oggi è lui, domani può essere uno qualunque di noi. L’arte deve rimanere un ponte, uno spazio di libertà e di confronto e non di scontro. Chi chiede di censurare, in realtà, dimostra solo paura delle idee diverse. Ribadisco, giuste o sbagliate che siano. Lo dico con chiarezza: l’arte non si deve censurare”.