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Musei: A Ferrara, il dipinto di Bononi dai depositi di Brera
Testo del comunicato
Iniziativa rientra nel progetto "100 opere tornano a casa" voluto dal Ministro Franceschini
Grazie al progetto del Ministero della Cultura “100 opere tornano a casa”, ritorna oggi a Ferrara dai depositi della Pinacoteca di Brera, dopo un lungo periodo di assenza, il dipinto “San Bruno in preghiera con altri monaci” di Carlo Bononi. L’opera andrà ad integrare la collezione permanente della Pinacoteca Nazionale di Ferrara (Gallerie Estensi). Il dipinto sarà svelato questa sera alle 19.30, in occasione dell'apertura straordinaria della Pinacoteca.
Si tratta di un’importante pala d’altare, fra le più rilevanti del Bononi, dipinta nel 1624 per la chiesa di San Cristoforo della Certosa a Ferrara, che sarà esposta a sinistra dell’altro famoso dipinto del Bononi “Angelo custode”.
Il progetto, presentato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini sabato 11 dicembre alla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini di Roma, vede infatti le Gallerie Estensi, insieme al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, tra le prime e principali protagoniste dell'iniziativa. Seguiranno la tela del Bononi, all’inizio del nuovo anno, tre opere di Benvenuto Tisi detto il Garofalo: la “Crocifissione con la Vergine, la Maddalena e i Santi Giovanni e Vito” sempre dalla Pinacoteca di Brera e “Pesca miracolosa” e “Noli me tangere” dalla Galleria Borghese. Queste opere andranno ad arricchire la collezione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.
“Questo progetto - dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini - restituisce nuova vita a opere d’arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Nell’intero sistema museale dello Stato sono esposte circa 480 mila opere, il resto circa 4 milioni è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti in questa iniziativa. Queste cento opere sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato. Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l’opera d’arte. Le opere verranno concesse in prestito decennale, continuamente rinnovabile, ai musei di destinazione”.
La selezione delle opere e dei luoghi della cultura, curata dalla DG Musei insieme alle direttrici e ai direttori dei musei, ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. La scelta è avvenuta in base a tre criteri: opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; opere che integrano le collezioni del museo destinatario; opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.
La valorizzazione del progetto prevede, inoltre, la collaborazione con la Rai che, attraverso Rai Doc, realizzerà un nuovo format, composto da un documentario breve e una serie di tredici episodi in presa diretta che saranno trasmessi dalle reti generaliste. Verranno raccontati la restituzione e il restauro delle opere d’arte partendo dai musei delle grandi città italiane, dai depositi dove l’opera è stata custodita e dai laboratori dove le sapienti mani dei restauratori l’hanno riportata a nuova vita. I direttori dei musei di provenienza e di quelli riceventi, i restauratori, gli storici dell’arte e gli esperti spiegheranno agli spettatori la storia dell'opera e le ragioni per cui è finita lontano dai luoghi che l’hanno vista nascere, offrendo anche spunti sulle attività dei professionisti dei beni culturali. Il format seguirà il viaggio delle opere d’arte che, una volta messe in sicurezza, saranno trasportate a bordo di pulmini speciali brandizzati con il logo “100 opere tornano a casa”, per raggiungere il museo che le accoglierà. Questo percorso, ripreso anche con i droni, diventa l’occasione per raccontare la diversità dei territori e dei luoghi d’Italia, per scoprire meglio le radici, la cornice storica, geografica, il paesaggio che ha ispirato gli artisti.
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Roma, 15 dicembre 2021
Ufficio Stampa Mic