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13/10/2017 | SISMA CENTRO ITALIA, CASTELSANTANGELO SUL NERA (MC): MONASTERO DI SAN LIBERATORE, LIBERATI GLI AFFRESCHI E RECUPERATO L'ARCHIVIO ANTICO
Testo del comunicato
Eccellente lavoro svolto nelle giornate dal 10 al 13 ottobre 2017 dalla squadra di volontari del MiBACT composta da Gaspare Baggieri e Rossana Vitiello, i quali hanno seguito i lavori di rimozione delle macerie del Monastero di San Liberatore a Castelsantangelo sul Nera (MC), restituendolo, nonostante la precarietà, i crolli e perdita di corpi del fabbricato centrale, agli immediati interventi di messa in sicurezza.
Il complesso, documentato a partire dal 1113, è collocato nella parte alta del borgo, al di sopra un pendio su cui si snoda la cinta muraria quattrocentesca. Particolare impegno è stato dedicato alla sorveglianza della rimozione dei materiali antistanti l’ingresso alla cappella. L’enorme quantità di macerie aveva seppellito il piccolo ambiente voltato a crociera decorato all’interno con importanti affreschi di scuola umbro-marchigiana dei secoli XV e XVI, alcuni assegnati dagli studi alla scuola di Paolo da Visso e ritenuti tra i più significativi del territorio. La parete di fondo del sacello, danneggiata in più punti con distacco di parti affrescate (buona parte recuperati dal dott. Baggieri già nel mese di novembre del 2016), è occupata dall’immagine di Cristo liberatore tra San Benedetto e la Madonna della Misericordia, sotto al cui manto raccoglie i fedeli; la lunetta è inquadrata da un grande arco con l’Annunciazione e una teoria di angeli e santi. Altri affreschi, anche questi in parte danneggiati, decorano i pilastri (a sinistra Gesù risorto e San Rocco, a destra Gesù risorto e Madonna col Bambino) e la parete a sinistra (San Bernardino da Siena accanto a due santi non identificati per via delle lacune; Crocifissione, Madonna col Bambino, Santa Lucia).
La rimozione delle macerie davanti all’ingresso della cappella ha avuto la precedenza in quanto la volta a crociera risultava inzuppata d’acqua presente ancora sul pavimento in forma di pozzanghera. E’ stata sollecitata pertanto la messa in sicurezza dell’ambiente e lo sgombero delle macerie sovrastanti la copertura che costituiscono un peso esagerato e quindi pericoloso per la sua stabilità.
Nel corso del lavori sono stati recuperati numerosi frammenti dell’affresco della parete di fondo e della parete a sinistra. Questi, suddivisi in base alla superficie muraria di provenienza, sono stati collocati all’interno di due contenitori a base rettangolare in legno e cartone, e ricoverati in un deposito del monastero. Il recupero di questi frammenti consentirà, una volta avviato il restauro, la completa restituzione dei dipinti che attualmente presentano diverse parti mancanti. Sono stati tratti in salvo in mezzo alle macerie un bassorilievo del sec. XVII con le insegne papali e alcuni beni storico artistici (reliquiari, ex voto, frammenti di un Cristo crocifisso in legno) in cattivo stato di conservazione. Sono inoltre stati rinvenuti, purtroppo gravemente danneggiati, una serie di volumi dei secoli XVII e XVIII appartenenti all’antico archivio del monastero.
Una corposa selezione di materiale lapideo è stata sistemata in uno spazio adiacente all’edificio, questa dovrà essere reimpiegata nel futuro restauro dell’importante complesso architettonico.
UCCR Marche - 13 ottobre 2017
Report: Gaspare Baggieri, Rossana Vitiello
Fotografie MiBACT-UCCR Marche: di Gaspare Baggieri, Rossana Vitiello
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:28:03 / Ultimo aggiornamento 2025-02-13 10:34:27