Parco Archeologico medievale di Mileto antica
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Descrizione
Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica
Descrizione
Tra la Costa degli Dei e le alture del Monte Poro, in un paesaggio di uliveti, vigneti e dolci colline modellate dal tempo, si estendono i resti di Mileto Antica, una delle città più importanti dell'Italia medievale. Qui, nell'XI secolo, Ruggero I d'Altavilla pose la capitale della Contea normanna di Calabria, trasformando un antico centro fortificato in uno dei principali luoghi di governo, cultura e spiritualità dell'Europa mediterranea.
Il Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica, primo parco archeologico medievale della Calabria, occupa circa 40 ettari e tutela un vasto paesaggio storico nel quale archeologia, ambiente, memoria e ricerca convivono in un unico sistema culturale. Non si tratta soltanto di un insieme di monumenti o di rovine: il Parco conserva le tracce di una città che per secoli fu protagonista della storia del Mediterraneo e che oggi continua a restituire nuove conoscenze attraverso attività di studio, tutela e valorizzazione.
La strada della Storia passa da Mileto
Le più recenti attività di ricerca hanno confermato come il territorio di Mileto costituisca un complesso paesaggio storico caratterizzato da frequentazioni e insediamenti sviluppatisi nel corso di un lunghissimo arco temporale. Le testimonianze archeologiche documentano infatti una continuità di presenza umana che affonda le proprie radici ben prima della fondazione normanna e che rende questo territorio uno dei contesti più interessanti per la comprensione della storia della Calabria centro-meridionale.
La posizione strategica, in prossimità delle grandi vie di comunicazione che collegavano il Tirreno alla Sicilia e all'entroterra calabrese, favorì nei secoli l'incontro di culture, popoli e tradizioni differenti. Bizantini, Arabi, Normanni e successivamente Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli lasciarono qui testimonianze ancora oggi leggibili nel paesaggio e nella storia della città.
Mileto rappresenta perciò un luogo privilegiato per comprendere la formazione dell'identità storica del Mezzogiorno e il ruolo che la Calabria ebbe nei rapporti tra Europa e Mediterraneo durante il Medioevo.
La capitale di Ruggero I
La stagione più straordinaria della storia di Mileto ebbe inizio nella seconda metà dell'XI secolo quando Ruggero I d'Altavilla, protagonista della conquista normanna dell'Italia meridionale e della Sicilia, scelse la città come propria residenza e come capitale della Provincia Melitana.
Da Mileto vennero amministrati vasti territori della Calabria e furono poste le basi di quel processo politico e culturale che avrebbe portato alla nascita del Regno di Sicilia. La città divenne un centro vivace e cosmopolita, frequentato da mercanti, religiosi, viaggiatori e uomini di governo provenienti dall'Europa continentale, dall'Italia, dal mondo bizantino e dai territori islamici del Mediterraneo.
Qui Ruggero costruì il proprio palazzo, promosse la fondazione della diocesi, istituì una delle più importanti zecche normanne dell'Italia meridionale e diede impulso alla costruzione di monumenti destinati a influenzare l'architettura del Mezzogiorno per generazioni. A Mileto nacque inoltre Ruggero II, futuro re di Sicilia e artefice del grande regno normanno mediterraneo.
I luoghi del Parco
Il paesaggio archeologico si sviluppa attorno ai due rilievi che delimitavano il cuore della città medievale.
Sul colle orientale sorgono i resti dell'Abbazia della Santissima Trinità, fondata da Ruggero I e destinata a diventare uno dei più prestigiosi complessi monastici normanni dell'Italia meridionale.
L'abbazia fu un importante centro religioso, culturale e artistico, modello per numerose architetture sacre costruite successivamente in Calabria e Sicilia.
Sul colle opposto si trovano invece le testimonianze della Cattedrale normanna e del complesso vescovile, cuore amministrativo e religioso della capitale medievale. Qui la ricerca archeologica ha permesso di ricostruire progressivamente l'organizzazione urbana e monumentale della città dei Normanni.
Tra i due poli monumentali si estendeva l'abitato storico, oggi ancora in gran parte nascosto sotto la vegetazione e i sedimenti accumulati nel corso dei secoli. Percorrere il Parco significa attraversare un'intera città scomparsa, immergendosi in un paesaggio che conserva ancora la struttura dell'antico insediamento medievale.
Il sito comprende inoltre le cosiddette Làmie, i resti di edifici nobiliari e produttivi, testimonianze delle ultime fasi di vita della città prima della sua definitiva distruzione.
La città perduta
Dopo il periodo di massimo splendore normanno, Mileto continuò a essere un importante centro della Calabria per molti secoli. Tuttavia una lunga serie di terremoti colpì duramente il territorio tra il XVII e il XVIII secolo, compromettendo progressivamente edifici, monasteri, chiese e abitazioni.
Il terremoto del 1783 segnò la fine della città antica. L'entità delle distruzioni rese impossibile la ricostruzione dell'abitato nel sito originario e portò alla fondazione dell'attuale Mileto in una nuova posizione poco distante. Da quel momento la città medievale fu progressivamente abbandonata e le sue strutture monumentali vennero inghiottite dal tempo e dalla vegetazione.
Per oltre due secoli Mileto Antica è rimasta una capitale perduta, conservata soltanto nella memoria storica e nelle rovine che punteggiano il paesaggio. Oggi il Parco consente di riscoprire questa straordinaria eredità culturale e di leggere le tracce materiali di una vicenda che appartiene alla storia europea e mediterranea.
Il Parco oggi: ricerca, comunità e territorio
Le conoscenze attuali sul sito derivano da decenni di attività di ricerca, studio, documentazione e tutela che hanno progressivamente restituito visibilità a uno dei luoghi più significativi del Medioevo italiano.
Oggi il Parco è al centro di una nuova stagione di valorizzazione fondata sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, enti di ricerca, realtà del terzo settore e comunità locali. Le convenzioni e gli accordi attivati negli ultimi anni mirano a rafforzare il rapporto tra patrimonio culturale e territorio, promuovendo forme innovative di partecipazione, inclusione e sostenibilità.
Particolare attenzione è dedicata alla costruzione di una rete permanente di conoscenza che metta in dialogo il mondo della ricerca, le scuole, le associazioni culturali e i cittadini, favorendo una sempre più ampia condivisione dei valori storici e identitari di Mileto.
In questa prospettiva si inseriscono le iniziative di divulgazione, gli eventi pubblici, i percorsi didattici, la costruzione della Carta Archeologica del territorio, i programmi di studio del paesaggio storico e ambientale, nonché il progetto Mileto PArcheoLab, concepito come luogo di incontro tra ricerca, comunità e patrimonio culturale.
Un paesaggio culturale da vivere
Il Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica rappresenta oggi non solo un luogo della memoria, ma anche un laboratorio di futuro. La tutela dei monumenti vuole unirsi alla cura del paesaggio agrario storico, alla valorizzazione delle produzioni tradizionali e alla promozione di modelli sostenibili di gestione del territorio.
Oggi il Parco à delle principali tappe del Cammino del Normanno (https://parcodelleserre.it/), l'itinerario storico-culturale del Parco Regionale Naturale delle Serre che attraversa la Calabria collegando i luoghi della presenza normanna tra la costa tirrenica, le Serre e il versante ionico della regione. In questo percorso Mileto occupa una posizione centrale e simbolica: fu infatti la capitale scelta da Ruggero I d'Altavilla e il luogo dal quale prese forma il progetto politico che avrebbe portato alla nascita del Regno di Sicilia.
Percorrere il Parco significa quindi non soltanto visitare un'area archeologica, ma entrare in contatto con una rete di luoghi, paesaggi e memorie che raccontano una storia comune del Mediterraneo medievale. In questa prospettiva, Mileto si propone come porta d'accesso privilegiata alla conoscenza dell'eredità normanna dell'Italia meridionale e alle iniziative culturali collegate al percorso del Cammino del Normanno e alle celebrazioni dedicate alla storia normanna europea.
Visitare Mileto Antica significa quindi entrare in contatto con una capitale scomparsa, percorrere un paesaggio che racconta mille anni di storia e scoprire uno dei luoghi più affascinanti e ancora in parte inesplorati della Calabria.
Informazioni utili
Il Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica si trova lungo la Strada Provinciale n. 10 che collega Mileto all'Autostrada A2 del Mediterraneo (uscita Mileto) ed è raggiungibile in circa 20 minuti da Vibo Valentia.
L'accesso al Parco è gratuito.
Il Parco è visitabile grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, il Comune di Mileto e l’Accademia Milesia.
Le visite sono possibili durante eventi e iniziative pubbliche programmati nel corso dell'anno oppure una semplice richiesta di prenotazione.
Per organizzare una visita individuale, di gruppo, scolastica o associativa è possibile:
- inviare una e-mail a sabap-rc.mileto@cultura.gov.it;
- inviare un messaggio privato attraverso la pagina Instagram @mileto_parcheo;
- inviare un messaggio attraverso la pagina Facebook Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica;
- contattare telefonicamente i numeri dedicati del Parco (3398831429, 3932227193, 3911044290)
Contatti
· E-mail: sabap-rc.mileto@cultura.gov.it
· Sito istituzionale: https://sabap-rc.cultura.gov.it/?page_id=868
· Instagram: @mileto_parcheo
· Facebook: Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica
Modalità di accesso
· Prenotazione consigliata per gruppi e visite organizzate.
Accesso gratuito.
· Informazioni aggiornate su aperture ed eventi disponibili attraverso i canali istituzionali del Parco.
Claim: La strada della Storia passa da Mileto.
Posizione
Parco Archeologico medievale di Mileto antica
parco archeologico - 89852 Mileto (VV)
Contatti
- Tel
- 3398831429 - 3932227193- 3911044290
- sabap-rc.mileto@cultura.gov.it
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