Museo nazionale di archeologia del mare
Apertura
Prenotazione Facoltativa
Orario di apertura:
- Lun
- Chiuso
- Mar
- Chiuso
- Mer
- Chiuso
- Gio
- Chiuso
- Ven
- 10:00 - 18:00
- Sab
- 10:00 - 18:00
- Dom
- 10:00 - 18:00
Informazioni apertura
InfoPer prenotare:
- Tel
- 3791805649
- drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it
Biglietteria
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- 10:00 - 17:00
- Sab
- 10:00 - 17:00
- Dom
- 10:00 - 17:00
Informazioni biglietteria
InfoDescrizione
Il Museo è
articolato in due sezioni.
La visita inizia
con la prima
parte espostiva TERREDACQUE da mostra a museo, allestita già nel 2014 dall'allora Soprintendenza
per i beni archeologici del Veneto.
In queste sale, situate al primo piano del Museo, sono stati esposti i reperti
più significativi rinvenuti a Caorle e in siti limitrofi, databili in un ampio
arco cronologico che va dall'età del Bronzo recente (XIII—prima metà XII secolo a.C.)
all'epoca moderna. Il progetto espositivo, elaborato dalla Soprintendenza,
mirava a far conoscere ai visitatori l’evoluzione storico-archeologica
dell’area: dal villaggio protostorico di San Gaetano al Portus Reatinum di Plinio al moderno centro di Caorle.
Nelle sale al
piano terra è invece raccontata la storia del brick Mercurio,
un’imbarcazione da guerra a due alberi, armata con due vele quadre e una vela
trapezoidale con un solo ponte, costruita in età napoleonica e ceduta dai
Francesi alla flotta italiana. Il vascello saltò in aria il 22 febbraio del
1812, perché colpito al Santa Barbara, cioè nelle polveri poste a poppa,
durante la battaglia di Grado, combattuta dagli Italo-francesi contro gli
Inglesi. Solo tre marinai dell’intero equipaggio, costituito in particolar modo
da Veneziani, riuscirono a salvarsi, gli altri morirono nella terribile
esplosione. Il ruolo di bordo, conservato nell'Archivio di Stato di Venezia, ha fornito importanti informazioni
sull'equipaggio, comandato da Giovanni Palicucchia. Da questo documento sappiamo che sulla nave
era imbarcata anche una donna, la moglie dell’unico custode e che a bordo Francesco
Martinelli e Lodovico Garbisa,
entrambi veneziani, si occupavano dell’attività di calafataggio.
In seguito al
rinvenimento casuale a sette miglia da punta Tagliamento di un pezzo di
artiglieria connesso allo sfortunato brick, la Soprintendenza per i beni
archeologici del Veneto nel 2001 avviò indagini subacquee in cui furono
individuate altre evidenze archeologiche così significative che portarono allo
svolgimento dal 2004 al 2011 di campagne estive di scavo stratigrafico
nell'area in cui affondò il Mercurio. Le indagini subacquee hanno permesso di
ottenere moltissime informazioni sul relitto e hanno portato al recupero di
utensili per la vita di bordo, di elementi dell’artiglieria, di due carronate
del vascello, di una petriera, di armi, di munizioni e di oggetti personali del
suo equipaggio. Gli importanti risultati scientifici conseguiti dal progetto di
ricerca sviluppato dall'Università di Venezia hanno indotto la Direzione
regionale Musei Veneto a
dedicare una sezione del Museo Nazionale di Archeologia del Mare di Caorle a questo relitto.
Nella nuova
sezione dedicata al Mercurio, per rendere la visita più immersiva ed
“esperienziale”, adatta a diversi tipi di pubblico, sono stati realizzati dei
dispositivi multimediali e interattivi, schermi touch che permettono di
esplorare la ricostruzione del Mercurio o lo scavo del relitto, dispositivi che
permettono di sfogliare documenti digitalizzati come il ruolo di bordo e le
videoproiezioni usate per “aumentare” la capacità narrativa degli oggetti e
degli eventi più significativi. In un’altra sala si trovano la ricostruzione
della poppa in scala reale, armata con le carronate, la riproduzione in scala
1:2 delle ordinate del vascello, entrambe progettate con grandissima competenza
scientifica da Ugo Pizzarello,
e alcune vetrine in cui sono stati esposti i reperti rinvenuti nello scavo
subacqueo corredati da pannelli. La parte relativa all'allestimento
multimediale è stata realizzata con il coordinamento di Cristina Barbiani e
Fabio D’Agnano in collaborazione con il Laboratorio di Fotogrammetria Circe, il Master
Digital Exhibit e il Master in Architettura Digitale dello Iuav. Nella sezione multimediale vi è anche una
postazione dedicata alla realtà virtuale, che permetterà di provare l’emozione
dell’immersione subacquea nell'area dello scavo del relitto. Questo dispositivo
è stato elaborato da Stefania Manfio e Massimiliano Secci grazie ad un finanziamento europeo.
La visita inizia
con la prima
parte espostiva TERREDACQUE da mostra a museo, allestita già nel 2014 dall'allora Soprintendenza
per i beni archeologici del Veneto.
In queste sale, situate al primo piano del Museo, sono stati esposti i reperti
più significativi rinvenuti a Caorle e in siti limitrofi, databili in un ampio
arco cronologico che va dall'età del Bronzo recente (XIII—prima metà XII secolo a.C.)
all'epoca moderna. Il progetto espositivo, elaborato dalla Soprintendenza,
mirava a far conoscere ai visitatori l’evoluzione storico-archeologica
dell’area: dal villaggio protostorico di San Gaetano al Portus Reatinum di Plinio al moderno centro di Caorle.
Nelle sale al
piano terra è invece raccontata la storia del brick Mercurio,
un’imbarcazione da guerra a due alberi, armata con due vele quadre e una vela
trapezoidale con un solo ponte, costruita in età napoleonica e ceduta dai
Francesi alla flotta italiana. Il vascello saltò in aria il 22 febbraio del
1812, perché colpito al Santa Barbara, cioè nelle polveri poste a poppa,
durante la battaglia di Grado, combattuta dagli Italo-francesi contro gli
Inglesi. Solo tre marinai dell’intero equipaggio, costituito in particolar modo
da Veneziani, riuscirono a salvarsi, gli altri morirono nella terribile
esplosione. Il ruolo di bordo, conservato nell'Archivio di Stato di Venezia, ha fornito importanti informazioni
sull'equipaggio, comandato da Giovanni Palicucchia. Da questo documento sappiamo che sulla nave
era imbarcata anche una donna, la moglie dell’unico custode e che a bordo Francesco
Martinelli e Lodovico Garbisa,
entrambi veneziani, si occupavano dell’attività di calafataggio.
In seguito al
rinvenimento casuale a sette miglia da punta Tagliamento di un pezzo di
artiglieria connesso allo sfortunato brick, la Soprintendenza per i beni
archeologici del Veneto nel 2001 avviò indagini subacquee in cui furono
individuate altre evidenze archeologiche così significative che portarono allo
svolgimento dal 2004 al 2011 di campagne estive di scavo stratigrafico
nell'area in cui affondò il Mercurio. Le indagini subacquee hanno permesso di
ottenere moltissime informazioni sul relitto e hanno portato al recupero di
utensili per la vita di bordo, di elementi dell’artiglieria, di due carronate
del vascello, di una petriera, di armi, di munizioni e di oggetti personali del
suo equipaggio. Gli importanti risultati scientifici conseguiti dal progetto di
ricerca sviluppato dall'Università di Venezia hanno indotto la Direzione
regionale Musei Veneto a
dedicare una sezione del Museo Nazionale di Archeologia del Mare di Caorle a questo relitto.
Nella nuova
sezione dedicata al Mercurio, per rendere la visita più immersiva ed
“esperienziale”, adatta a diversi tipi di pubblico, sono stati realizzati dei
dispositivi multimediali e interattivi, schermi touch che permettono di
esplorare la ricostruzione del Mercurio o lo scavo del relitto, dispositivi che
permettono di sfogliare documenti digitalizzati come il ruolo di bordo e le
videoproiezioni usate per “aumentare” la capacità narrativa degli oggetti e
degli eventi più significativi. In un’altra sala si trovano la ricostruzione
della poppa in scala reale, armata con le carronate, la riproduzione in scala
1:2 delle ordinate del vascello, entrambe progettate con grandissima competenza
scientifica da Ugo Pizzarello,
e alcune vetrine in cui sono stati esposti i reperti rinvenuti nello scavo
subacqueo corredati da pannelli. La parte relativa all'allestimento
multimediale è stata realizzata con il coordinamento di Cristina Barbiani e
Fabio D’Agnano in collaborazione con il Laboratorio di Fotogrammetria Circe, il Master
Digital Exhibit e il Master in Architettura Digitale dello Iuav. Nella sezione multimediale vi è anche una
postazione dedicata alla realtà virtuale, che permetterà di provare l’emozione
dell’immersione subacquea nell'area dello scavo del relitto. Questo dispositivo
è stato elaborato da Stefania Manfio e Massimiliano Secci grazie ad un finanziamento europeo.
Servizi
-
Sala per la didattica
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Didascalie
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Percorsi segnalati
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Postazioni multimediali
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Ristorazione
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Guardaroba
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Visite guidate
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Sala convegni
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Prestito
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Spazi espositivi
Posizione
Museo nazionale di archeologia del mare
strada Nuova - 30021 Caorle (VE)
Contatti
- Tel
- + 39 0421 83149
- drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it drm-ven@pec.cultura.gov.it
- Website
- https://museiveneto.cultura.gov.it/musei/museo-nazionale-di-archeologia-del-mare
- Social
- Facebook Instagram Youtube
Dott. Federico Bonfanti
Eventi
Marzo 2026 al Museo nazionale archeologia del Mare di Caorle
La grotta del suono - 35.000 anni di note - | Museo nazionale archeologia del Mare di Caorle
Apertura Pasquetta 2026 | Museo nazionale archeologia del Mare di Caorle
Carosello galleria
Piano Terra | Sala multimediale
Attività didattica
Cortile esterno del museo
Piano Terra | Sala multimediale
Installazione interattiva sul brigantino Mercurio (nave da guerra, sec. XIX).
Piano Primo | Progetto europeo Arca Adriatica
Installazione interattiva sulle tecniche di pesca tradizionale dell'alto Adriatico.
Piano Terra | Sala multimediale
Tavolo touchscreen di approfondimento sui materiali recuperati del relitto del brigantino Mercurio (nave da guerra, sec. XIX).
Piano Primo | Ancora di età moderna
Piano Primo | Ricostruzione di un'ancora di età romana
Cortile esterno del museo
Piano Terra | Ricostruzione scala 1:1 della poppa del brigantino Mercurio (nave da guerra, sec. XIX)
Piano Terra | Ricostruzione scala 1:2 dello scafo del brigantino Mercurio (nave da guerra, sec. XIX)