Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia - Museo nazionale archeologico cerite
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InfoCIRCUITO sito Unesco (Museo e Necropoli di Cerveteri; Museo e Necropoli di Tarquinia) con validità 4 mesi:
intero € 21,00, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiC.
ABBONAMENTO annuale MyPaCT per tutti € 30,00.
ABBONAMENTO agevolato annuale per residenti € 20,00.
Descrizione
Il Museo Archeologico Nazionale Cerite, inaugurato nel 1967 e situato nel centro storico della città, ospita i ritrovamenti provenienti dalle necropoli e dall’area urbana di Cerveteri. La sede museale è collocata nel castello appartenuto alla famiglia Ruspoli: la rocca duecentesca, con le sue torri posizionate ai vertici di un corpo di fabbrica rettangolare, ha l’aspetto di un poligono fortificato che è anche un palinsesto delle principali fasi di occupazione di questo settore urbano. Le strutture medievali inglobano infatti costruzioni precedenti come i tratti di mura etrusche che, nel IV sec. a.C., cingevano l’acropoli della città antica.
Le raccolte del museo documentano le varie fasi di occupazione del territorio cerite dal periodo etrusco a quello romano e custodiscono importanti capolavori del mondo antico: il cratere di Euphronios e la Kylix (coppa monumentale), anch’essa firmata da Euphronios come ceramista e da Onesimos come ceramografo, sono sicuramente tra i reperti iconici del museo e rientrano tra le massime espressioni dell’arte e della ceramografia greca arcaica.
Il Cratere e la Kylix, frutto di scavi ed esportazione illegali, hanno fatto ritorno a Cerveteri dopo un fortunato recupero ad opera dei Carabinieri e sono stati riportati in Italia nel 2015 a seguito della restituzione da parte dei musei americani.
Organizzata secondo un criterio cronologico, l’esposizione al piano terra offre testimonianze che, a partire dalla fase più antica di occupazione delle aree funerarie, con i corredi sepolcrali della necropoli del Sorbo e di Monte Tosto (IX-VII sec. a.C), arrivano a comprendere il periodo di massima fioritura della città (VII-VI sec. a.C.). I ricchi corredi provenienti dalla necropoli della Banditaccia, di Monte dell’Oro, della Bufaloreccia e di Monte Abatone sono un riflesso delle disponibilità e del raggio d’azione internazionale dei “principi” ceretani nel periodo compreso tra l’età “Orientalizzante” e quella alto-arcaica. Oltre ai prodotti esotici e ai materiali di importazione, in questa sezione trovano posto alcuni capolavori della ceramografia locale come il cratere di stile geometrico del Pittore dell’Eptacordo (VII sec. a.C.) o il cratere dei “Gobbi” che, ispirandosi alle produzioni corinzie dell’alto arcaismo, offre una particolare interpretazione locale delle eroiche imprese di Eracle.
La sala superiore, accanto ai due capolavori greci di Euphronios, ospita una ricca selezione di vasi figurati e di corredi sepolcrali che riflettono l’evoluzione delle pratiche funerarie durante la lunga frequentazione delle necropoli dalla piena età arcaica all’età ellenistica (VI, V e IV secolo a.C.). Specifiche sezioni del primo piano sono poi destinate al racconto dei numerosi santuari della città antica (Vigna Parrocchiale, Vigna Marini Vitalini, Sant’Antonio e Manganello) che con i loro materiali, a partire dalle variopinte terrecotte architettoniche e votive, restituiscono un’immagine vivida delle capacità artigianali, dei gusti estetici e delle forme di devozione della società ceretana dall’età arcaica alle soglie dell’età romana.
L’utilizzo della necropoli durante il periodo ellenistico (IV sec. a.C.) è documentato infine dai monumentali sarcofagi in pietra dall’area delle Tombe del Comune della Banditaccia e dalla ricostruzione, alla fine del percorso espositivo, di una serie di sculture dalla località Greppe S. Angelo. Questo raro complesso tombale rupestre, pur rinviando a modelli architettonici macedoni, era infatti arricchito da un eccezionale programma iconografico di squisita elaborazione locale dominato dalla versione in pietra dell’immagine di Charun, demone etrusco della morte.
Il Museo, inoltre, è dotato di installazioni multimediali quali vetrine touch con oggetti “parlanti”, raccontati dalla voce di Piero Angela che approfondisce la vita quotidiana e la cultura etrusca, e l’installazione e-Archeo HI® dove l’utente interagisce con l’ologramma di un personaggio narrante a grandezza naturale veramente esistito, Vel Apucu, antico imprenditore
etrusco, avendo l’impressione di dialogare con lui sugli etruschi di Cerveteri, le loro vicende e le principali testimonianze artistiche.
Il Museo Archeologico Nazionale Cerite costituisce uno dei quattro poli che, assieme alla necropoli della Banditaccia, alla necropoli dei Monterozzi e al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia a Palazzo Vitelleschi, compongono il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Istituto del Ministero della Cultura dotato di autonomia speciale, di rilevante interesse nazionale.
Servizi
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Spazi espositivi
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Didascalie
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Postazioni multimediali
Posizione
Sala Ruspoli
Piazza Santa Maria - 00052 Cerveteri (RM)
Contatti
- Tel
- +39 06 9941354
- pa-certa@cultura.gov.it pa-certa@pec.cultura.gov.it
- Website
- pact.cultura.gov.it
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Vincenzo Bellelli
Eventi
Mostra Veder greco in Etruria: le idrìe di Cerveteri
Carosello galleria
Coperchio di urna cineraria
Particolare di coperchio di urna cineraria con figura virile sdraiata. 490 a.C.
Coppa attica a figure rosse
Coppa di Eufronio e Onesimos. 500-490 a.C.
Oinochoe
Oinochoe configurata a testa femminile da Monte Abatone. 475-450 a.C.
Coperchio di urna cineraria
Coperchio di urna cineraria con coppia di sposi. 530-520 a.C.
Hydria
Hydria ceretana da Monte Abatone. 550-540 a.C.
Cratere di Eufronio
Capolavoro assoluto della ceramica attica a figure rosse, firmato da Euphronios come pittore e da Euxitheos come vasaio, realizzato intorno al 515 a.C.