
Tipo Luogo:
Museo, Galleria e/o raccolta
Musei e parchi archeologici di Praeneste e Gabii - Museo archeologico nazionale Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Foro di Praeneste

Apertura
Prenotazione Non richiesta
Orario di apertura:
Informazioni apertura
Info
Il Museo archeologico nazionale Prenestino osserva i seguenti orari di apertura:
lunedì - domenica: 9:30-19:30 (ultimo ingresso alle ore 18:30)
Il Santuario della Fortuna Primigenia osserva i seguenti orari di apertura:
lunedì - domenica: 9:30-15:30 (ultimo ingresso alle ore 14:30)
Il Foro di Praeneste osserva i seguenti orari di apertura:
lunedì - domenica: 9:30-15:30 (ultimo ingresso alle ore 14:30)
A partire dal 1 aprile 2025
le aree archeologiche del Santuario della Fortuna Primigenia e del Foro di Praeneste rimarranno aperte fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle ore 18:00)
lunedì - domenica: 9:30-19:30 (ultimo ingresso alle ore 18:30)
Il Santuario della Fortuna Primigenia osserva i seguenti orari di apertura:
lunedì - domenica: 9:30-15:30 (ultimo ingresso alle ore 14:30)
Il Foro di Praeneste osserva i seguenti orari di apertura:
lunedì - domenica: 9:30-15:30 (ultimo ingresso alle ore 14:30)
A partire dal 1 aprile 2025
le aree archeologiche del Santuario della Fortuna Primigenia e del Foro di Praeneste rimarranno aperte fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle ore 18:00)
Biglietteria
Orario di apertura:
- Lun
- 09:00 - 18:30
- Mar
- 09:00 - 18:30
- Mer
- 09:00 - 18:30
- Gio
- 09:00 - 18:30
- Ven
- 09:00 - 18:30
- Sab
- 09:00 - 18:30
- Dom
- 09:00 - 18:30
Informazioni biglietteria
Info
Biglietti interi:
- Museo archeologico nazionale Prenestino e Santuario della Fortuna Primigenia € 7,00
- Foro di Praeneste € 4,00
Biglietti integrati:
- Museo Archeologico nazionale Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Foro di Praeneste € 10,00 (validità 2 giorni)
A partire dal 1 aprile 2025
verranno dismessi i biglietti singoli interi:
- Museo archeologico nazionale Prenestino e Santuario della Fortuna Primigenia € 7,00
- Foro di Praeneste € 4,00
e adottato il biglietto unico PRAENESTE, al posto del biglietto integrato, che consentirà la visita al Museo archeologico nazionale Prenestino, al Santuario della Fortuna Primigenia e al Foro di Praeneste € 10,00 (validità 2 giorni)
Ingresso gratuito:
- Ogni prima domenica del mese
- Festa della Liberazione: venerdì 25 aprile 2025
- Festa della Repubblica: lunedì 2 giugno 2025
- Festa dell'Unità nazionale: martedì 4 novembre 2025
È attivo il servizio di e-ticketing sull'app "Musei Italiani" disponibile su Play Store e su App Store
- Museo archeologico nazionale Prenestino e Santuario della Fortuna Primigenia € 7,00
- Foro di Praeneste € 4,00
Biglietti integrati:
- Museo Archeologico nazionale Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Foro di Praeneste € 10,00 (validità 2 giorni)
A partire dal 1 aprile 2025
verranno dismessi i biglietti singoli interi:
- Museo archeologico nazionale Prenestino e Santuario della Fortuna Primigenia € 7,00
- Foro di Praeneste € 4,00
e adottato il biglietto unico PRAENESTE, al posto del biglietto integrato, che consentirà la visita al Museo archeologico nazionale Prenestino, al Santuario della Fortuna Primigenia e al Foro di Praeneste € 10,00 (validità 2 giorni)
Ingresso gratuito:
- Ogni prima domenica del mese
- Festa della Liberazione: venerdì 25 aprile 2025
- Festa della Repubblica: lunedì 2 giugno 2025
- Festa dell'Unità nazionale: martedì 4 novembre 2025
È attivo il servizio di e-ticketing sull'app "Musei Italiani" disponibile su Play Store e su App Store
Descrizione
Museo archeologico nazionale Prenestino
Il Museo è ospitato nel Palazzo Barberini, edificato sui resti del Santuario della Fortuna Primigenia.
Nelle sale, articolate su tre piani, sono esposti i più significativi reperti che illustrano la storia, la cultura e le produzioni artistiche della città di Praeneste, una delle più importanti e fiorenti del Lazio antico.
All’ingresso del Museo è ospitato il plastico ricostruttivo del Santuario della Fortuna Primigenia in scala 1:50.
Le sale del primo piano ospitano opere relative al culto di Fortuna, tra le quali la colossale statua di Iside-Fortuna, sculture ellenistiche e copie di età romana di capolavori greci. Una delle opere più significative è il celebre rilievo Grimani, risalente all’età augustea, forse opera degli stessi scultori che decorarono l’Ara Pacis a Roma.
Al secondo piano sono esposti materiali rinvenuti nelle necropoli e nei santuari del territorio prenestino. Da corredi funebri provengono specchi e ciste in bronzo, ornati da raffinate decorazioni incise e arricchiti da manici e piedi figurati a tutto tondo. Da uno dei più importanti santuari della città, quello di Ercole, provengono numerose terrecotte votive, che attestano un’intensa devozione popolare.
La sala al terzo piano ospita il grandioso mosaico nilotico policromo, raffigurante una veduta prospettica del paesaggio egiziano durante una inondazione del Nilo, realizzato da artisti alessandrini alla fine del II sec. a.C. Si tratta di uno dei più grandi e importanti mosaici ellenistici conservati, un capolavoro assoluto per composizione, gusto cromatico e ricchezza di dettagli.
Il percorso museale è completato al piano terra dal Criptoportico, la galleria voltata che corre sotto le gradinate della cavea del Santuario. L’ambiente, realizzato in opera incerta e originariamente rivestito di stucchi, ospita sculture e documenti epigrafici provenienti dalla città e dal territorio.
Santuario della Fortuna Primigenia
Nell’area archeologica antistante il Museo si possono ammirare gli imponenti resti del Santuario della Fortuna Primigenia, strutturato in una serie di terrazze artificiali collegate da rampe e scalinate, costruito alla fine del II sec. a.C. sul pendio del Monte Ginestro.
Il Santuario, fra i maggiori esempi dell’architettura ellenistica in Italia e ispirato ai complessi monumentali scenografici dell’Egeo orientale, era dedicato a Fortuna Primigenia, divinità oracolare venerata anche come dea madre.
Qui giungevano pellegrini che chiedevano responsi alla dea attraverso l’estrazione delle sortes (tavolette di legno incise) e madri che invocavano fecondità. Le cerimonie connesse dovevano svolgersi probabilmente intorno all’altare e al pozzo che si trovano nella Terrazza degli Emicicli, una delle più scenografiche di tutto il complesso sacro. Dall’ampia Terrazza della Cortina, posta al livello superiore, in antico circondata su tre lati da portici corinzi, si ammira il prospetto della cavea teatrale, dove i fedeli assistevano a rappresentazioni sacre. Alla sommità del Santuario svettava il tempio circolare che doveva ospitare la statua di culto di Fortuna in bronzo dorato.
Foro di Praeneste
Il complesso monumentale, realizzato negli ultimi decenni del II sec. a.C., è costituito da importanti edifici che si affacciavano sul Foro della città antica, oggi corrispondente alla piazza principale di Palestrina.
Attualmente del Foro è possibile ancora ammirare, in parte anche inglobati e visibili nella facciata dell’ex Seminario Vescovile, i resti della cosiddetta Basilica, del Portico, dell’Aula Absidata e del Ninfeo dei Pesci.
La Basilica civile era un grande edificio colonnato dove si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari; sul suo lato occidentale si trova il Ninfeo dei Pesci (cd. Antro delle Sorti), decorato da un raffinato mosaico policromo raffigurante un paesaggio marino animato da pesci e crostacei, purtroppo lacunoso nella parte centrale, poiché nel secolo scorso l’ambiente fu utilizzato per la cottura della calce.
L’Aula Absidata, una grande sala rettangolare di incerta funzione, era originariamente pavimentata nell’abside di fondo con il famoso mosaico nilotico, oggi visibile al Museo.
Su piazza Regina Margherita si apre l'Erario pubblico, cioè la cassa della città, dove si conservavano i proventi delle tasse; a fianco è inoltre visibile un tratto della pavimentazione originaria del Foro e parte delle strutture di un tempio, dedicato a Giove, risalente alla fine del IV sec. a.C. inglobato nella Cattedrale di S. Agapito.
La città
Le origini di Praeneste risalgono almeno all'VIII secolo a.C. La città, molto fiorente in epoca orientalizzante e arcaica, visse una fase di eccezionale ricchezza e benessere nella tarda età repubblicana (II - I sec. a.C.) grazie ai contatti commerciali e agli scambi con l'oriente mediterraneo.
In questo periodo Praeneste vide la realizzazione di grandiosi interventi edilizi, che determinarono una profonda ristrutturazione della città, con la costruzione del Santuario della Fortuna Primigenia nelle sue forme attuali e del Complesso degli Edifici del Foro.
Saccheggiata da Silla nell'80 a.C. a seguito della prima guerra civile romana, Praeneste risorse lentamente fino a diventare in età imperiale meta di svago delle aristocrazie senatorie e sede della villa dell'imperatore Adriano.
Nel XII secolo divenne feudo della famiglia Colonna che lo tenne fino al 1630, quando fu venduto alla famiglia Barberini.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:51:14 / Ultimo aggiornamento 2025-03-24 09:40:07
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Museo archeologico nazionale Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Foro di Praeneste
Piazza della Cortina - 00036 Palestrina (RM)
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