Basilica di San Saturnino - Il crocifisso di Pinuccio Sciola
Descrizione
Pinuccio Sciola è uno dei più grandi artisti sardi contemporanei, noto per le “Statue sonore”; negli anni Settanta del ‘900 lo scultore ha realizzato anche opere lignee, frutto degli studi compiuti fuori dalla Sardegna e dei suoi numerosi viaggi e visite a importanti mostre internazionali. Tra esse spicca il Crocifisso oggi ospitato nell’abside della Basilica, ispirato ai crocifissi medievali di tipo gotico doloroso, molto diffusi in Sardegna, aventi come modello il Crocifisso di Nicodemo della chiesa di San Francesco di Oristano del XIV secolo.
Si tratta di un’opera imponente e di forte impatto visivo, realizzata in legno di olivastro, una pianta longeva molto presente in Sardegna, dura e compatta. Sulla materia già di per sé tormentata del legno, viene sbozzata la figura di Cristo, attraverso tagli profondi, intense vibrazioni luministiche, che donano all’opera una straordinaria forza espressiva. È probabile che lo scultore abbia sentito le influenze della scultura italiana ed europea degli anni ’50. L’arte novecentesca ha trattato il tema della passione di Cristo come simbolo delle tragedie moderne, di un destino umano di sofferenza ma al contempo di speranza e redenzione.
Il Cristo di Sciola si inserisce in questo contesto. Il tema è caro allo scultore, che aveva realizzato diversi crocifissi con caratteristiche simili tra loro: il corpo fortemente inarcato nello spasmo della morte, le braccia in tensione verso l’alto, l’affiorare delle costole sotto la pelle, il forte incavarsi del ventre, il segno evidente delle stigmate. Le figure sembrano emergere dal tronco che pare quasi averne determinato la forma, le braccia a suggerire i rami dell’albero generatore. Nel Crocifisso di San Saturnino le braccia snodabili rimandano ai rituali della Settimana Santa. La scultura ha una duplice funzione: Cristo in croce e Cristo deposto, da portare in processione, secondo la tradizione de “Su Iscarvamentu”, cioè "schiodamento" dalla croce, ancora viva in Sardegna, propagatasi soprattutto a partire dal XVII secolo.
Si tratta quindi di un omaggio all’Isola, un richiamo all’identità locale ma anche una testimonianza del forte sentimento intimo e religioso dell’artista che con la sua produzione ha creato un intenso legame fra arte e sacro.
Posizione
Basilica di San Saturnino
Piazza S. Cosimo - 09100 Cagliari (CA)