Villa Zamboni. La cura, il tempo, la misura
Apertura
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Orario di apertura:
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- Chiuso
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- Chiuso
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- Chiuso
- Dom
- 10:00 - 12:30
Informazioni apertura
InfoPer prenotare:
- Tel
- 045594580
- as-vr@beniculturali.it
- Website
- www.archiviodistatoverona.beniculturali.it
Descrizione
Anche quest’anno, sia pure con le
limitazioni imposte dalle disposizioni per il contrasto e il contenimento del
Covid-19, l’Archivio di Stato di Verona aderisce all’edizione 2020 di Domenica
di Carta che si svolgerà domenica 11 ottobre in tutta Italia con la finalità di
valorizzare il patrimonio archivistico e bibliografico conservato negli Archivi
e nelle Biblioteche dipendenti dal Ministero per i beni e le attività culturali
e per il turismo.
La giornata si articolerà in due momenti: la prima parte si svolgerà la mattina, dalle ore 10 alle ore 12.30, con l’introduzione del Direttore Roberto Mazzei sul patrimonio cartografico conservato nell’Archivio di Stato e con la presentazione della mostra cartografica e fotografica allestita per rendere noto al pubblico il progetto di recupero fisico della Villa Gandini Zamboni, edificata su un podere di cui si hanno notizie già dal 1500 circa, a ridosso di antiche mura risalenti al XIII-XIV secolo di pertinenza del Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio, tipico esempio di residenza di villeggiatura del XVIII secolo con annesse dipendenze (villino svizzero, corte bassa, scuderia e vigneto) caratteristiche di queste dimore storiche.
Il giardino pensile sovrastante porta ad un’elegante loggia riccamente affrescata e decorata da bifore, da cui si può godere il panorama della vicina Valeggio e delle dolci colline moreniche. Il frondoso parco è tra gli scorci più sorprendenti e romantici della tenuta, la cui irrigazione era affidata ad un geniale sistema di pozzi che dal basso verso l’alto incanalavano l’acqua.
La planimetria attuale della Villa Zamboni risulta molto simile a quella presente nelle antiche mappe catastali (napoleoniche e austriache) conservate nell’Archivio di Stato.
Gli interventi di ammodernamento hanno avuto due fasi: la prima attorno al 1870 e la seconda dopo il primo conflitto mondiale. Fu tra le prime abitazioni di Valeggio ad essere dotata di impianto di riscaldamento con termosifoni e alimentato da una caldaia a carbone. L’ingegner Gustavo Zamboni fu Sindaco di Valeggio dal 1884 al 1889 e fu uno dei fondatori nel 1900 della Società Elettrica, che portò alla costruzione del primo impianto idroelettrico valeggiano.
Il figlio Giuseppe, ultimo capostipite della famiglia e figlio unico senza eredi, nel 1929 fece testamento presso il notaio Demetrio Marai indicando che la villa diventasse di proprietà del Comune di Valeggio con precisa indicazione della destinazione della villa ad asilo infantile.
Zamboni inoltre chiese che la villa, una volta divenuta pubblica, fosse dedicata alla madre Giuseppina Gandini. Il Comune di Valeggio esaudì la sua volontà e realizzò, a lato della porta d’ingresso della villa, una lastra marmorea recante inciso il nome della madre.
La villa fu quindi trasformata, tra il 1973 al 1974, in scuola materna statale e tale rimase fino al 2003.
Dopo più di trent’anni di utilizzo, la scuola fu spostata in una struttura nuova e più moderna e da allora la villa versa in uno stato di abbandono e di progressivo degrado.
Con l’avvento della nuova amministrazione si stanno iniziando ad affrontare i problemi più urgenti, innanzitutto la sistemazione del tetto. A tale riguardo si è incaricato un gruppo di esperti in restauro – L’Associazione La Sesta Lampada – che ha eseguito un attento rilievo propedeutico al progetto di recupero del tetto -, accostando il rilievo moderno alle immagini delle mappe presenti nell’Archivio di Stato riguardanti i possedimenti a Valeggio dei primi proprietari della villa, i Bernardi, ha realizzato un continuum con il passato attraverso un attento lavoro di studio e analisi indispensabile per consentire azioni efficaci che garantiscano un futuro solido alla villa, partendo dall’assunto che ogni intervento di tutela e restauro sull'architettura storica non può prescindere da un lungo processo di conoscenza basato sull’indagine relativa alla primitiva costruzione dei beni, alle loro trasformazioni nel tempo e alle tecniche impiegate.
In particolare, l'intervento dell'ing. Valentina Cinieri, titolare di un assegno di ricerca presso il DATSU, Dipartimento di Eccellenza, del Politecnico di Milano, illustrerà gli studi condotti sulle fonti indirette (archivistiche, iconografiche), messe a sistema con le testimonianze materiali pervenute da un lungo processo di conoscenza basato sull'indagine relativa alla primitiva costruzione dei beni, alle loro trasformazioni materiali pervenute fino ad oggi (manufatti e relative tecniche costruttive).
L'ing Emanuele Zamperini, anch’egli titolare di un assegno di ricerca presso lo stesso Dipartimento del Politecnico di Milano, tratterà della copertura lignea di Villa Zamboni e delle tracce di lavorazione che possono essere individuate sulle travi che la compongono e che raccontano del viaggio del legname dalla foresta al cantiere.
Il progetto di recupero della villa Zamboni costituisce un esempio virtuoso di collaborazione tra un’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco di Valeggio, Avv. Alessandro Gardoni, e il mondo dell’Associazionismo rappresentato oltre che dalla Sesta Lampada, anche dalla Quarta Luna che è nata con lo scopo di prendersi cura di Villa Zamboni e di restituirla, nel rispetto delle volontà testamentarie dell’ultimo proprietario ai cittadini di Valeggio, riassegnandole il ruolo di Bene Comune. Il progetto ha visto anche una raccolta di firme da parte del Comitato Noi, che….Villa Zamboni che ha coinvolto la cittadinanza sul destino della villa e che è culminato nell’attivazione di un corso semestrale del Politecnico di MIlano, polo di Mantova, che ha visto la partecipazione di una sessantina di studenti applicati nel rilievo dell’edificio e dei suoi immediati dintorni.
Seguirà l’inaugurazione della mostra con l’esposizione di alcuni disegni originali settecenteschi conservati presso l‘Archivio di Stato che raffigurano le misurazioni e i confini delle proprietà a Valeggio commissionati dalla famiglia Bernardi, originaria proprietaria del bene, e con l’allestimento dei disegni fotografati direttamente in Archivio di Stato e riprodotti su un supporto adatto a elaborazioni artistiche da parte dell’Associazione Archivio Tommasoli, studio fotografico storico di Verona. Al progetto hanno collaborato anche l’Associazione Pro Loco di Valeggio sul Mincio e l’Associazione Percorsi, con il patrocinio di Italia Nostra, sede di Verona e Mag Mutua per l’Autogestione.
L'evento ha il patrocinio del Comune di Verona.
L'ingresso è libero e gratuito e aperto al pubblico in maniera contigentata fino ad esaurimento dei posti disponibili (Max N 40 posti) nella sala conferenze dell'Ordine degli Ingenieri di Verona e Provincia in Via S.Teresa 12 nel rispetto della normativa a contrasto e contenimento del Covid19.
Posizione
Archivio di Stato di Verona
Via Santa Teresa - 37135 Verona (VR)
Contatti
- Tel
- 045594580
- as-vr@beniculturali.it
- Website
- http://www.archiviodistatoverona.beniculturali.it/