Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare Il patrimonio archivistico per la narrazione di comunità e territori Mostra documentaria
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Descrizione
Il tema
Il tema proposto dal Consiglio d’Europa per l’edizione 2026 delle Giornate europee del patrimonio è Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine, declinato in Italia “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
Il titolo europeo e quello italiano evidenziano due punti di vista, quello del patrimonio, “a rischio” a causa dei sempre più frequenti eventi naturali e climatici distruttivi, a cui si aggiungono le devastanti guerre in corso; quello dell’attività e dell’impegno a favore del patrimonio, consistente nella “protezione” dal rischio della compromissione materiale, ma anche della non fruizione e del non uso a favore della costruzione della memoria storica. All’azione di protezione si associa quella del far rivivere e reinventare: il patrimonio culturale è veicolo di significati e di contenuti che non sono fissati e statici ma si costruiscono nel dialogo con i fruitori.
In breve: “Proteggere il patrimonio” richiama l’impegno comune per la cura e la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici. “Rinnovare” significa sperimentare strumenti, linguaggi e competenze capaci di rispondere alle esigenze del presente, favorendo una gestione sostenibile, inclusiva e partecipata del patrimonio. “Resistere” richiama la capacità delle comunità di riconoscere il patrimonio come portatore di memoria, identità e coesione, anche nei momenti di crisi e di trasformazione. “Reinventare”, infine, invita a immaginare nuove modalità di fruizione, interpretazione e trasmissione del patrimonio, affinché esso continui a essere una risorsa viva, capace di dialogare con le esigenze e le aspirazioni della società contemporanea.
Il patrimonio archivistico è strumento per la costruzione di memoria storica e dell’identità di territori e comunità.
Renderlo vivo vuol dire porlo in dialogo con le esigenze conoscitive, le domande di oggi, metterlo al servizio di cittadini, studenti, comunità come opportunità nell’ottica del welfare culturale, della valorizzazione dei luoghi e della creazione di processi virtuosi a favore delle comunità.
Il rischio per il patrimonio archivistico è non svolgere il ruolo di punto di forza per la costruzione dell’identità di territori, comunità e, attraverso queste, di una intera nazione che non è una entità astratta ma si definisce a partire dalle identità singole.
L’Archivio di Stato dell’Aquila dedica pertanto questa edizione delle Giornate Europee del Patrimonio alle aree interne dell’entroterra appenninico e in particolare a quei territori che hanno subito il sisma del 2016 a dieci anni dal terribile evento.
Il patrimonio archivistico racconta le comunità del passato, le inserisce nel contesto storico più generale, ne delinea evoluzione sociale ed economica, descrive i mutamenti del paesaggio e dei centri urbani. Coltivare le radici storiche può alimentare il senso di appartenenza e dare motivazioni per non andare altrove ma costruire qui il futuro individuale e comunitario.
La mostra
Su questa riflessione si propone una mostra che offra le linee guida per la ricerca storica sui piccoli centri.
L’esposizione – su pannelli - ha come filo conduttore i comuni della provincia, dei quali vengono mostrati gli emblemi, le comunità che li abitavano, il coinvolgimento negli eventi politici del tempo, le opere pubbliche, dagli acquedotti alle scuole rurali ma anche i villaggi dei pastori, non trascurando il terremoto del 1915, che evoca l’altra declinazione del tema: il patrimonio a rischio a causa delle catastrofi naturali e degli eventi climatici eccezionali.
A partire dalla descrizione dei fondi archivistici, che ha come elemento centrale il profilo istituzionale del soggetto produttore, vengono mostrati dei casi di narrazione storica sui comuni. Nella scelta dei documenti si è cercato di rappresentare tutta la provincia dalla Marsica, all’Aquilano, alla Valle Peligna, all’Alto Sangro, ma anche i comuni dell’ex circondario di Cittaducale, passati nel 1927 alla neoistituita provincia di Rieti.
L’Archivio di Stato vuole attrarre sempre più fruitori verso il patrimonio documentario e la ricerca storica, consapevole delle potenzialità per lo sviluppo dei piccoli centri, e presentarsi come potenziale partner di soggetti – pubblici e privati – in iniziative a favore delle aree interne e di tutti i soggetti che vedano nel patrimonio documentario un’opportunità.
Gli interventi
Sabato 26 alle ore 10:00 all’Aquila a Palazzo Dragonetti la mostra verrà aperta dalla direttrice dell’Archivio di Stato con una introduzione al tema e alle finalità.
La professoressa Silvia Mantini, docente di storia moderna dell’Università dell’Aquila, interverrà sul tema La Public History: fare storia per e con le comunità con le fonti d’archivio introducendo alla Public History come pratica condivisa di comunicazione della storia a pubblici diversi utilizzando le fonti d’archivio.
Seguiranno interventi volti a illustrare ricerche storiche svolte in alcuni comuni.
Il sindaco di Cittareale, comune appartenente all’ex circondario di Cittaducale, fino al 1927 appartenente alla provincia dell’Aquila, mostrerà, attraverso l’uso integrato di diverse fonti, come la ricerca storica possa dialogare con la ricostruzione.
Sandro Coppa racconterà una storia ritrovata negli atti della Pretura di San Demetrio, avvenuta a Fontecchio nel 1944.
Il professor Giuseppe Pichelli presenterà due pubblicazioni riguardanti i caduti della prima e della seconda guerra mondiale del comune di San Demetrio.
Domenica 27 settembre alle ore 16:30 a Palazzo Dragonetti sarà presentato il volume Geografia storica dell’Abruzzo interno. Studi sulla Media Valle dell’Aterno di Filiberto Ciaglia, ricercatore post-doc in geografia umana presso l’Università La Sapienza di Roma e borsista presso il CNR. L’opera ricostruisce i processi territoriali che hanno plasmato il paesaggio dell’entroterra abruzzese, e in particolare la Media Valle dell’Aterno, attraverso la combinazione di fonti molteplici, dalla cartografia storica ai manoscritti conservati negli archivi del territorio, nella convinzione che la conoscenza delle dinamiche storiche che hanno interessato il territorio possa costituire un punto di forza per la rigenerazione delle aree interne.
Posizione
Archivio di Stato dell'Aquila
Via Galileo Galilei, 2 - 67010 L'Aquila (AQ)
Contatti
- Tel
- 0862442068
- as-aq@cultura.gov.it as-aq@pec.cultura.gov.it
- Website
- https://archiviodistatolaquila.cultura.gov.it/