Piergiorgio Branzi. Verso Sud
Apertura
Date di apertura
Inizio evento
Fine evento
Prenotazione Obbligatoria
Orario di apertura:
- Lun
- Chiuso
- Mar
- Chiuso
- Mer
- Chiuso
- Gio
- Chiuso
- Ven
- Chiuso
- Sab
- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Informazioni apertura
InfoDescrizione
Comunicato
stampa
Mostra fotografica
Piergiorgio Branzi. Verso Sud
a cura di Francesca Fabiani
ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione
03 dicembre 2025 – 16 gennaio 2026
Inaugurazione mercoledì 3 dicembre ore 19.30
L’Istituto
Centrale per il Catalogo e la Documentazione – ICCD è lieto di presentare la
mostra “Piergiorgio Branzi. Verso Sud”, a cura di Francesca Fabiani,
allestita dal 3 dicembre 2025 al 16 gennaio 2026 presso il
Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, a Trastevere, sede dell’ICCD.
La
mostra presenta le fotografie realizzate negli anni ’50 nel Sud Italia da
Piergiorgio Branzi, una delle figure più rilevanti della fotografia italiana
del secondo Dopoguerra, artefice di quel “realismo formalista” che, attraverso
intensi bianchi e neri, seppe coniugare la fotografia umanista di impronta
francese con l’equilibrio compositivo di matrice toscana.
Nato
a Signa nel 1928 e cresciuto a Firenze in una numerosa famiglia di cultura cattolica
e antifascista, Piergiorgio Branzi forma il proprio sguardo nutrendosi della
cultura visiva toscana, dal rigore formale del Rinascimento alle più recenti
esperienze artistiche del Novecento (sarà poi anche pittore e incisore). L’incontro con la fotografia avviene
nel 1952 grazie a una mostra di Henri Cartier-Bresson che lo spinge ad
acquistare la prima macchina fotografica. In sella a una moto Guzzi rossa parte
così per i suoi primi avventurosi viaggi al sud, dove tornerà ripetutamente nel
corso degli anni ’50. Il frutto di questi itinerari è una serie mirabile di
ritratti ambientati - e qualche raro paesaggio -, composti in forme equilibrate
ma fortemente espressive anche grazie a un uso audace del bianco e nero e alla
resa scura e sofferta delle stampe.
A
questi anni intensi per il Branzi fotografo seguirà una lunga e altrettanto
feconda stagione di impegno professionale come giornalista, prima in qualità di
inviato RAI all’estero e poi come conduttore del telegiornale.
Dalla
terra natia, la Toscana, al Mediterraneo, fino a Mosca e Parigi, dove ha
vissuto per molti anni in qualità di inviato RAI, Branzi ha esplorato luoghi
diversi, talvolta lontani sia da un punto di vista geografico che culturale, con
uno stile assai
personale. Partecipe dell’umanità che lo circonda, lontano dal cronachismo come
pure dai toni sofferti del Neorealismo, ma capace di coniugare, con grazia e
ironia, attenzione formale e partecipazione emotiva. «Definirei
la mia opera fotografica realista più che neorealista. O meglio, parlerei di
“realismo formale” a valenza sociale... Uno sguardo di attenzione, di
compassione verso la realtà, nel tentativo di tradurre le sensazioni in buone
immagini, formalmente corrette».
Quella
di Branzi è stata più volte definita una fotografia “umanista” per la sua
capacità di entrare in relazione con i soggetti ripresi, dai ritratti
ambientati alle scene di vita quotidiana, dai riti religiosi ai paesaggi
naturali ed urbani.
Negli
anni ’90 - in coincidenza con un crescente riconoscimento del suo lavoro che lo
attesta indiscutibilmente fra i maestri della fotografia del Novecento - Branzi
tornerà alla fotografia sia con una modalità “retrospettiva”, attraverso
l’ordinamento e la riflessione sul proprio archivio, sia cimentandosi con le
novità del digitale, mosso da quella stessa curiosità per i territori
sconosciuti che in giovane età lo aveva spinto a partire verso sud.
La
mostra intende restituire l’opera di Branzi più nota e apprezzata attraverso
stampe originali di grande formato e porre al tempo stesso una serie di
questioni su possibilità e limiti delle scelte curatoriali in assenza
dell’autore, sull’interpretazione delle molte indicazioni che i materiali d’archivio
custodiscono e, più in generale, sugli strumenti per la valorizzazione e la
fruibilità di un archivio fotografico d’autore.
“Lo
studio dei materiali come negativi, provini, stampe vintage, modern print,
libri e riviste - spiega la curatrice Francesca Fabiani - ha fatto emergere
aspetti talvolta inediti della modalità operativa del fotografo: dal processo
di costruzione dell’immagine in fase di ripresa alle scelte sulla stampa, dalle
riflessioni sul proprio lavoro testimoniate dai provini fino alla selezione di
una personale antologia”.
Questioni
che si legano al tema più ampio - e quanto mai urgente - sul destino degli
archivi dei
grandi maestri dell’analogico, oggi fortemente a rischio. Una sfida che l’ICCD
si impegna ad affrontare quotidianamente. Come afferma il Direttore ICCD, Carlo
Birrozzi “in coincidenza con il 50° anniversario dell’ICCD questa mostra
conferma l’impegno dell’Istituto nella valorizzazione dei talenti della
fotografia italiana e nella tutela del patrimonio fotografico. ICCD è un
laboratorio aperto: lavoriamo per rendere il nostro archivio accessibile a un
pubblico sempre più ampio e competente, mantenendo un dialogo con famiglie,
eredi e istituzioni”.
L’ampio
fondo archivistico è confluito nelle Collezioni di Fotografia Contemporanea
dell’ICCD a un anno dalla scomparsa del fotografo, grazie al sostegno del bando
“Strategia Fotografia 2023” promosso dalla Direzione Generale Creatività
Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il fondo è stato catalogato e
digitalizzato ed è oggi consultabile sul nuovo portale del MiC dedicato alla
fotografia: https://fotografia.cultura.gov.it/fotografie#k.text=branzi&k.fondi=%22Fotografia%20contemporanea%22.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 3
dicembre alle ore 19:30.
L’evento sarà preceduto alle 17.30 dalla presentazione dei
vincitori del Premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico.
La serata sarà anche occasione per festeggiare il 50°
anniversario dell’ICCD, istituito proprio il 3 dicembre 1975.
La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì,
ore 10.00-18.00 (esclusi i festivi), con ingresso libero.
-----------------------------------------------
INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: Piergiorgio Branzi. Verso sud
A cura di: Francesca Fabiani
Inaugurazione: 3 dicembre 2025, ore 19.30
Periodo espositivo: 3 dicembre 2025 – 16 gennaio
2026
Sede espositiva: ICCD_Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, via di S.Michele 18, Roma
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle
18.00 (escluso festivi)
Modalità d’ingresso: gratuito
UFFICIO STAMPA:
ICCD_Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Roberta Cristallo, Simone Zacchini | ic-cd.ufficiostampa@cultura.gov.it
ICCD_Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione
https://iccd.cultura.gov.it/ https://fotografia.cultura.gov.it/iccd/
SOCIAL:
Facebook: @ICCDMiC |
Instagram: @iccdfotografie | X @ICCDMiC | YouTube: ICCD
HASHTAG:
#ICCD #MIC #CreativitàContemporanea #Fotografia #PiergiorgioBranzi
#VersoSud
Posizione
Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Via di San Michele, 18 - 00153 Roma (RM)