“Opere restaurate in esposizione”: Alla Galleria dell’Accademia di Firenze due dipinti del Maestro del 1416
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GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello presenta due dipinti attribuiti al Maestro del 1416 al termine di un importante percorso di studio e di restauro. Dal 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 le due tavole saranno riunite nelle sale del primo piano della Galleria dell’Accademia di Firenze in un allestimento temporaneo che ne racconta la storia, le caratteristiche stilistiche e le vicende conservative.
L’iniziativa rientra nel progetto Opere restaurate in esposizione, realizzato nell’ambito delle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dal Ministero della Cultura, e nasce con l’obiettivo di restituire al pubblico opere delle collezioni al termine di significativi interventi di recupero offrendo al tempo stesso l’opportunità di conoscere il lavoro di ricerca e di cura che ne accompagna la conservazione.
Dopo il Trittico di Spinello Aretino, il progetto presenta ora due tavole del Maestro del 1416: la Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista e la Madonna con Bambino e otto angeli. Riunite una accanto all’altra, le due opere consentono di mettere a confronto linguaggi, soluzioni formali e vicende conservative differenti, restituendo una lettura più articolata della personalità del pittore e della cultura figurativa fiorentina del primo Quattrocento.
L’esposizione, integrata nel percorso permanente della Galleria, è curata dalle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello Elvira Altiero, storica dell’arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice. Il progetto di allestimento, a cura degli architetti Roberto Lembo e Giorgios Papaevangeliu, è stato eseguito da Galli Mostre, ed è accompagnato da un video che ripercorre le diverse fasi dei lavori, realizzato da Domenico Spampinato. Attraverso immagini e approfondimenti sono illustrate le principali problematiche conservative, le indagini effettuate e le soluzioni adottate durante i lavori. In particolare, il restauro della Madonna con Bambino e santi è stato condotto da Elisabetta Bianco, con Roberto Buda per l’intervento sul supporto ligneo. L’intervento sulla Madonna con Bambino e angeli si deve invece a Lucia Biondi e, per il supporto, ad Alberto Dimuccio. Le indagini diagnostiche sono state realizzate rispettivamente da Paolo Triolo–Geospectra srl e da Ottaviano Caruso.
Con il nome convenzionale di Maestro del 1416, gli studiosi identificano un anonimo pittore attivo a Firenze nel primo quarto del XV secolo, forse riconoscibile in Bartolomeo di Pietro (documentato dal 1412 al 1427), nipote di Lorenzo di Niccolò di Martino.
Le due tavole esposte restituiscono con particolare evidenza i caratteri distintivi del suo linguaggio. L’impianto compositivo conserva il legame con la tradizione neo-giottesca, mentre le figure allungate, i panneggi fluenti e le raffinate soluzioni cromatiche mostrano l’apertura verso il gusto del Gotico internazionale e, in particolare, l’influenza di Lorenzo Monaco.
La Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista, costituisce un punto di riferimento fondamentale per la ricostruzione della personalità artistica del Maestro del 1416. Alla base della tavola è presente infatti l’iscrizione con la data “MCCCCXVI d’agosto”, da cui deriva il nome convenzionale dell’artista. La pala fu probabilmente commissionata dall’Arte dei Beccai, la corporazione che riuniva commercianti, macellatori e venditori di carni. La presenza di san Pietro, patrono dell’Arte, accanto alla Vergine in posizione privilegiata, sembra sostenere questa ipotesi. Anche sant’Antonio abate era legato alla corporazione in quanto protettore degli animali, mentre san Giovanni Battista e san Giuliano figuravano tra i santi maggiormente venerati a Firenze. La tavola pervenne alle Gallerie Fiorentine nel 1782 dalla Camera di Commercio, ente incaricato di raccogliere le opere d’arte conservate presso le antiche sedi delle Arti dopo le riforme del governo lorenese, ed è esposta alla Galleria dell’Accademia dal 1915.
Posizione
Galleria dell'Accademia di Firenze
via Ricasoli 58/60 - 50122 Firenze (FI)