I palazzi delle Istituzioni si aprono alla città 2025 - Festa della Repubblica
Apertura
Date di apertura
Evento giornaliero
Prenotazione Obbligatoria
Orario di apertura:
- Lun
- Chiuso
- Mar
- Chiuso
- Mer
- Chiuso
- Gio
- Chiuso
- Ven
- Chiuso
- Sab
- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Informazioni apertura
InfoLe visite con partenza alle 14.30 e alle 15 si concluderanno a Palazzo Madama.
Modalità di visita
I gruppi saranno accompagnati nella visita dai volontari delle istituzioni coinvolte, insieme a studentesse e studenti delle scuole secondarie impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro.
L’ingresso è gratuito esclusivamente su prenotazione. Per l’accesso in Prefettura è necessario esibire un documento di identità.
Accessibilità
Il percorso è accessibile a persone con disabilità motoria, ad eccezione dello scalone di collegamento tra l’Armeria e la Prefettura.
Sarà possibile utilizzare un percorso alternativo, con passaggio esterno, oppure entrare direttamente nella Prefettura saltando i Musei Reali, che potranno essere visitati in altra data.
Per prenotare:
Descrizione
Anche quest’anno in occasione della Festa della Repubblica italiana il 2 giugno, cinque istituzioni pubbliche che hanno
sede in edifici storici torinesi aprono le loro porte per offrire un
percorso insolito, nel cuore della città.
L’itinerario ha inizio a
Palazzo Civico, storica sede del municipio cittadino, inserita nel
nucleo originario della Torino di fondazione romana. Il percorso di
visita, la cui partenza è prevista dal Cortile d’Onore del Palazzo
stesso, di impianto tipicamente barocco, si snoderà attraverso le sue
Sale Auliche: lo Scalone d’Onore seicentesco, la neoclassica Sala dei
Marmi e il suo loggiato, la Sala delle Congregazioni, la splendida Sala
Rossa, cuore della vita amministrativa torinese, per concludersi presso
l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale che, eccezionalmente,
aprirà le sue porte ai visitatori. Percorse le vie che collegano il
Palazzo di Città con Piazza Castello, si raggiungono i Musei Reali per
la visita nelle sale di rappresentanza di Palazzo Reale, centro di
comando della dinastia sabauda e prima reggia dell’Italia unita. Si sale
al piano nobile attraverso lo Scalone d’Onore, commissionato dal re
Vittorio Emanuele II all’architetto Domenico Ferri nel 1861,
all’indomani dell’Unità d’Italia, quando per i Savoia si prospettava un
ruolo nazionale con Torino capitale del nuovo regno. È un’architettura
di gusto eclettico, con una decorazione ispirata a modelli barocchi. Si
entra nel grande Salone delle Guardie Svizzere, si attraversano numerose
sale fastose tra cui quella del trono e quella del Consiglio, nella
quale il 4 marzo 1848 fu siglato lo Statuto Albertino, per giungere
nella Galleria Beaumont, che prende il nome dal pittore di corte
incaricato di dipingerne la volta. Qui ha sede l’Armeria Reale, che
accoglie la raccolta dinastica di armi e armature antiche. Aperta al
pubblico nel 1837 è una delle istituzioni culturali che Carlo Alberto
promuove insieme alla quadreria di Palazzo Madama, futura Galleria
Sabauda, l’Accademia Albertina e la Biblioteca Reale. Al termine si
percorre lo scalone alfieriano, che collega gli appartamenti reali con
le costruzioni destinate alle Segreterie di Stato, agli Archivi di Corte
e al Teatro. Si giunge al Palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato,
antica sede di ministeri sabaudi e dal 1866 della Prefettura di Torino.
Il percorso prevede, la Galleria affacciata sui Giardini Reali
realizzata da Benedetto Alfieri tra il 1738 e il 1756, lungo ambiente di
raccordo tra la Galleria Beaumont e gli Archivi di Corte, che si apre
in cima allo spettacolare scalone alfieriano, affrescata dal bolognese
Pelagio Palagi durante la stagione del rinnovamento dei reali palazzi
voluto da Carlo Alberto. Un affaccio sull’infilata delle sale di
rappresentanza, allestite sempre da Alfieri, affrescate da Francesco
Gonin e arredate con i migliori pezzi provenienti dal mobiliere di
Palazzo Reale e dalle Raccolte Civiche culminante nell’ufficio che fu di
Camillo Benso Conte di Cavour, una piccola stanza dalle pareti blu, la
più vicina a Palazzo Reale, rimasta intatta dalla sua prematura
scomparsa nel 1861. Tante le curiosità come la piccola porta segreta,
alle spalle della sua scrivania, da dove si può raggiungere Palazzo
Reale. Anche l’ufficio del Prefetto è aperto al pubblico. Dalla Galleria
si passa all’aula del Consiglio della Città metropolitana di Torino,
già Provincia di Torino. Nel 1864 Torino non è più capitale. Gli
intendenti delle Segreterie vengono sostituiti dai Prefetti ai quali
viene collegato un consiglio provinciale. L’ampia sala dedicata alle
riunioni del consiglio, con le sue decorazioni, è un’interessante
espressione dei modelli eclettici propri del periodo umbertino, ispirati
alla tradizione pittorica e architettonica italiana.
Dall’aula
metropolitana si giunge all’ Archivio di Stato le cui sale furono
ideate ancora una volta da Juvarra per conservare i documenti
dell’Archivio di Corte, tuttora custoditi nelle «guardarobe» che
circondano le stanze. Originariamente i Regi Archivi erano uno dei
luoghi più segreti dello Stato sabaudo: potevano accedervi solo il re, i
suoi ministri e gli archivisti. Questa parte della visita termina con
il passaggio attraverso lo scalone juvarriano, antica via di accesso e
di uscita dell’Archivio di Corte. Le visite con partenza alle 14.30 e
alle 15.00 si concluderanno a Palazzo Madama ove, accompagnati dal
direttore Giovanni C.F. Villa, si avrà piena coscienza di quella che
Guido Gozzano definì «la casa dei secoli» poiché «Nessun edificio
racchiude tanta somma di tempo, di storia, di poesia». Un Palazzo Madama
narrato nel suo essere ideale generatore dell’Italia unita e
dell’Europa dei popoli, con la visita che si soffermerà nella Sala del
Senato del Regno d’Italia che «volle preparò sancì l’unità nazionale.
Costituì il Regno d’Italia, proclamò Roma capitale», come recita il
fastigio a lettere d’oro in essa posto, e nella Sala Feste in cui, il 18
ottobre 1961, il Consiglio d’Europa firmò la Carta Sociale Europea, la
carta dei diritti dei popoli d’Europa.
L’evento è promosso dalla
Città di Torino – Presidenza del Consiglio comunale e dalla Prefettura
di Torino, con la collaborazione della Città metropolitana di Torino, di
Turismo Torino e Provincia, per il Ministero della Cultura dei Musei
Reali e dell’Archivio di Stato di Torino, e per la Fondazione Torino
Musei di Palazzo Madama.
Posizione
Archivio di Stato di Torino
Piazza Castello, 209 - 10124 Torino (TO)