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I MARTEDÌ DEL RESTAURO DELLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA: IL CONVITO IN CASA DI LEVI
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rubrica on line disponibile ogni martedì
Descrizione
Più sei. Agenda densa e fitta quella della rubrica settimanale, puntuale come sempre ogni martedì, delle Gallerie dell’Accademia di Venezia "I Martedì Del Restauro". Giunta già al ‘suo’ sesto appuntamento con tutti gli appassionati e gli amanti dell’arte, che ormai hanno imparato a conoscerla, questa è una puntata molto particolare, un po’ speciale e diversa dalle altre precedenti, da cui si distingue.
Con l’appuntamento di oggi, infatti, inizia il racconto a puntate sulla travagliata storia conservativa di uno dei capolavori della collezione delle Gallerie dell'Accademia di Venezia: il grandioso "Convito in casa di Levi", opera su tela di Paolo Veronese, visibile in sala X.
Progettato e realizzato per il refettorio del Convento di san Giovanni e Paolo, il dipinto sostituisce un’analoga grande tela realizzata da Tiziano e perduta nel rogo del convento nel 1571.
Nel 1697 un nuovo incendio distrugge il refettorio, ma la prontezza e il coraggio dei religiosi riescono a mettere in salvo il grande dipinto, che viene tuttavia tagliato in tre parti per facilitarne l’asportazione.
Nel lungo tempo intercorso tra questo rocambolesco salvataggio e la sua esposizione alle Gallerie (nel 1834), il grande dipinto viene sottoposto ad interventi di restauro che contribuiscono, con ridipinture e sommarie ricomposizioni, a modificarne pesantemente l’aspetto.
Durante il Ventesimo secolo, il Convito subisce ulteriori traversie, come molte altre opere in quel periodo, quando l’imperversare delle due guerre costringe, per necessità di protezione, a metterle in salvo in luoghi più sicuri. Il dipinto viene smontato e spostato in più riprese. Così il primo conflitto mondiale lo trascorre nel convento fiorentino di San Salvi ed il secondo nella rocca di Sassocorvaro – prima - e in Vaticano poi.
Prima dell’ultimo restauro, avvenuto tra il 1979 e il 1983, il dipinto presentava i segni, anche fisicamente, di queste vicende: fino a quel momento, infatti, aveva continuato ad essere montato sui tre telai separati che sostenevano le tre strisce di tela in cui l’opera era stata divisa per essere salvata dall’incendio e che aveva provocato una variazione anche compositiva nella figurazione.
E, come anticipato, non finisce qui. Per saperne di più sul restauro di quest’importante opera non resta che attendere una settimana e continuare a seguire la rubrica, in cui verranno svelati altri particolari in merito.
Con l’appuntamento di oggi, infatti, inizia il racconto a puntate sulla travagliata storia conservativa di uno dei capolavori della collezione delle Gallerie dell'Accademia di Venezia: il grandioso "Convito in casa di Levi", opera su tela di Paolo Veronese, visibile in sala X.
Progettato e realizzato per il refettorio del Convento di san Giovanni e Paolo, il dipinto sostituisce un’analoga grande tela realizzata da Tiziano e perduta nel rogo del convento nel 1571.
Nel 1697 un nuovo incendio distrugge il refettorio, ma la prontezza e il coraggio dei religiosi riescono a mettere in salvo il grande dipinto, che viene tuttavia tagliato in tre parti per facilitarne l’asportazione.
Nel lungo tempo intercorso tra questo rocambolesco salvataggio e la sua esposizione alle Gallerie (nel 1834), il grande dipinto viene sottoposto ad interventi di restauro che contribuiscono, con ridipinture e sommarie ricomposizioni, a modificarne pesantemente l’aspetto.
Durante il Ventesimo secolo, il Convito subisce ulteriori traversie, come molte altre opere in quel periodo, quando l’imperversare delle due guerre costringe, per necessità di protezione, a metterle in salvo in luoghi più sicuri. Il dipinto viene smontato e spostato in più riprese. Così il primo conflitto mondiale lo trascorre nel convento fiorentino di San Salvi ed il secondo nella rocca di Sassocorvaro – prima - e in Vaticano poi.
Prima dell’ultimo restauro, avvenuto tra il 1979 e il 1983, il dipinto presentava i segni, anche fisicamente, di queste vicende: fino a quel momento, infatti, aveva continuato ad essere montato sui tre telai separati che sostenevano le tre strisce di tela in cui l’opera era stata divisa per essere salvata dall’incendio e che aveva provocato una variazione anche compositiva nella figurazione.
E, come anticipato, non finisce qui. Per saperne di più sul restauro di quest’importante opera non resta che attendere una settimana e continuare a seguire la rubrica, in cui verranno svelati altri particolari in merito.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:32 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:32
Posizione
Gallerie dell'Accademia di Venezia
Campo della Carità 1050 - Dorsoduro - 30123 Venezia (VE)
Contatti
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