Gasparo Angiolini, un coreografo “democratico” del Settecento @ ICBSA (ex Discoteca di Stato)
Apertura
Date di apertura
Evento giornaliero
Prenotazione Non richiesta
Orario di apertura:
- Lun
- Chiuso
- Mar
- 11:30 - 13:00
- Mer
- Chiuso
- Gio
- Chiuso
- Ven
- Chiuso
- Sab
- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Descrizione
Gasparo
Angiolini, coreografo democratico: un libro e un evento all’ICBSA
Un
evento per riscoprire Angiolini
Il prossimo 18 novembre 2025
l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA) di Roma
ospiterà la presentazione del volume Gasparo Angiolini. Memorie di prigionia
di un coreografo democratico (1799–1801), a cura di Lorenzo Tozzi.
L’incontro rientra nella rassegna ENTRECHAT: libri&danza, un ciclo
di presentazioni curato da AIRDanza – Associazione Italiana per la
Ricerca sulla Danza – in collaborazione con l’ICBSA, finalizzato a diffondere
la conoscenza degli studi sulla danza a un pubblico sempre più vasto. Durante
l’evento, studiosi ed esperti dialogheranno con il curatore per illuminare il
pubblico sulla figura storica di Gasparo Angiolini e sul contenuto
inedito delle sue Memorie. L’ingresso è libero e l’iniziativa
rappresenta un momento di incontro tra ricerca accademica e divulgazione
culturale nel campo della danza storica.
Gasparo
Angiolini: arte e ideali rivoluzionari
Nato a Firenze nel 1731, Gasparo
Angiolini fu un danzatore e coreografo di primo piano del Settecento, oggi
noto quasi solo agli addetti ai lavori. Eppure la sua importanza è storica:
attivo nei più prestigiosi teatri d’Europa (da San Pietroburgo a Vienna e
Milano), è considerato il più importante coreografo italiano del XVIII
secolo, nonché un pioniere del ballo pantomimo (ballet d’action)
che gettò le basi del moderno balletto narrativo. In gioventù Angiolini
ingaggiò una celebre querelle teorica con il francese Jean-Georges Noverre
proprio sul ruolo della pantomima nella danza, difendendo una concezione
drammatica e narrativa del balletto. Collaborò inoltre con il compositore Christoph
W. Gluck per arricchire di danza opere rivoluzionarie per l’epoca, come Orfeo
ed Euridice (1762) e i balli Don Juan (1761) e Sémiramis
(1765).
Parallelamente alla
carriera artistica, Angiolini fu un intellettuale dai ferventi ideali
illuministi e giacobini. Negli ultimi anni del Settecento, ormai
sessantenne, aderì con entusiasmo agli ideali repubblicani portati in Italia
dalla Rivoluzione francese e dalla Repubblica Cisalpina – al punto da innalzare
simbolicamente un albero della libertà nel giardino della sua villa alle
porte di Milano. Questa audacia politica traspariva anche dalle sue opere: tra
il 1797 e il 1798 ideò una serie di cinque audaci “balletti democratici”
ispirati ai principi di libertà ed eguaglianza propugnati dai francesi. Titoli
come Silvio o il vero patriota (1797) o Il Santissimo massacro ovvero
le vittime del Vaticano (1798) affrontavano apertamente temi repubblicani e
anticlericali, mettendo in scena popoli in rivolta che espongono cartelli con
motti come «Non c’è patria sotto il dispotismo». Queste coreografie dal
contenuto rivoluzionario allarmarono le autorità restaurate: dopo la caduta
della Repubblica Cisalpina (luglio 1799), il comando austriaco del generale
barone Melas mise Angiolini sotto inchiesta e ne ordinò l’arresto. Il
coreografo venne incarcerato a Milano (nel carcere di Sant’Antonio) e
successivamente deportato nelle lontane Bocche di Cattaro, in Montenegro.
Memorie di prigionia: un manoscritto inedito
Angiolini conobbe dunque sulla
propria pelle la repressione politica. Restò prigioniero tra il 1799 e il 1801,
finché la Pace di Lunéville (1801) e la conseguente restaurazione della
Repubblica Italiana gli restituirono la libertà. Tornato a Milano nel 1802,
visse ancora poco – sarebbe morto nel 1803 – ma in quei mesi si dedicò a
mettere per iscritto le proprie esperienze e idee maturate in cattività. Durante
la prigionia aveva redatto un ampio resoconto manoscritto, nel quale
illustrava le sue convinzioni repubblicane e democratiche e denunciava le
ingiustizie subite. Quelle pagine, rimaste sinora inedite, raccontano in presa
diretta le vicende che sconvolsero Milano e l’Italia del Nord tra il 1799 e il
1801. Si tratta di testimonianze straordinarie sia per il contenuto politico,
sia per il valore umano: Angiolini vi esprime con lucidità le proprie idee
rivoluzionarie, non risparmiando neppure una punta di amarezza verso i
francesi, accusati di aver tradito gli ideali per cui lui stesso aveva lottato.
Il volume Memorie di
prigionia di un coreografo democratico (1799–1801) curato da Lorenzo Tozzi porta
per la prima volta alle stampe questi scritti di Angiolini, offrendo al
pubblico moderno due documenti di eccezionale interesse storico. Il primo è
intitolato Ingenua confessione d’un onesto cisalpino detenuto in S. Antonio
nell’anno 1799, ed è di fatto un diario-ragionamento composto dal
coreografo mentre era detenuto a Milano. Il secondo, scritto qualche anno dopo
la liberazione, è Appendice alla paterna educazione ai sentimenti ed alla vita,
ovvero ragionamento sopra l’ingiusta sua prigionia ed il suo esilio a Cattaro
(1802). In queste pagine Angiolini rievoca le sofferenze dell’esilio forzato e
rivendica con coraggio la propria fede negli ideali di libertà e uguaglianza.
L’insieme costituisce una sorta di memoriale politico-autobiografico, in cui
l’artista riflette sul destino di un intellettuale “democratico” nella temperie
reazionaria di fine Settecento. La prosa di Angiolini, talora appassionata e
intrisa di sdegno civile, getta luce su aspetti meno noti della storia del
balletto: il teatro come strumento di impegno sociale e le connessioni tra arte
e rivoluzione.
Lorenzo Tozzi, il curatore sulle tracce del coreografo
Se oggi questo prezioso manoscritto
vede la luce, il merito va al curatore Lorenzo Tozzi, figura di spicco
negli studi sulla musica e la danza in Italia. Tozzi – giornalista,
musicista e musicologo – vanta una lunga carriera dedicata alla ricerca
storico-musicale e coreutica. Già nel 1972 pubblicò una pionieristica
monografia intitolata Il balletto pantomimo del Settecento: Gaspare
Angiolini, la prima ampia ricerca mai realizzata sul coreografo fiorentino.
Da decenni dunque Tozzi indaga la vita e le opere di Angiolini, e con questo
nuovo volume riporta all’attenzione generale la complessa personalità
artistica e politica del maestro di balletto settecentesco. Nel saggio
introduttivo del libro, il curatore delinea con chiarezza il contesto
storico-culturale in cui Angiolini operò, forte di una profonda competenza
maturata in anni di insegnamento e pubblicazioni nel settore. Il ritratto che
emerge è quello di un artista coraggioso, precursore dei tempi sia
nell’arte che nel pensiero: un coreografo capace di innovare il linguaggio del
balletto e insieme di sposare con convinzione le idee democratiche più avanzate
del suo tempo. Tozzi arricchisce il volume anche con apparati utili al lettore,
tra cui una prefazione dello storico Alessandro Guerra (Sapienza Università di
Roma), un’iconografia, la rassegna completa dei balletti democratici e
una cronologia degli ultimi anni di Angiolini. Il risultato è un’opera
accurata, dal grande valore storico-culturale, in grado di interessare tanto
gli studiosi quanto gli appassionati di danza e di storia.
AIRDanza e ICBSA: una missione culturale condivisa
La presentazione romana del libro
di Angiolini rientra in una più ampia collaborazione tra AIRDanza e ICBSA volta
a valorizzare la cultura della danza. AIRDanza, fondata nel 2001, è
l’associazione che riunisce i ricercatori italiani di danza, impegnata a
promuovere studi e pubblicazioni in questo campo anche presso il grande
pubblico. ICBSA, erede dell’archivio storico della Discoteca di Stato,
ha tra i suoi compiti istituzionali la conservazione e la diffusione del
patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Dall’unione di queste forze è nata
la rassegna ENTRECHAT: libri&danza, che periodicamente presenta
nuovi volumi e ricerche sulla danza nello spazio prestigioso dell’ICBSA a Roma.
Ogni incontro non si esaurisce nell’evento dal vivo: le presentazioni vengono
registrate e le videoriprese entrano a far parte sia degli archivi dell’ICBSA
sia dei contenuti divulgati da AIRDanza (ad esempio tramite il canale YouTube
dell’associazione). Questa sinergia garantisce che la memoria delle iniziative
e dei saperi condivisi continui a vivere e ad essere accessibile anche in
futuro. Nel caso di Gasparo Angiolini, la collaborazione tra l’ente pubblico e
l’associazione di settore contribuisce a far riscoprire un protagonista
dimenticato del nostro patrimonio coreutico, collegando documenti storici,
ricerca accademica e divulgazione al pubblico contemporaneo. Come già
dimostrato dal forte interesse istituzionale attorno alla figura di Angiolini –
il volume era stato presentato anche in sedi di rilievo come la Biblioteca
Braidense di Milano e la Camera dei Deputati – l’operazione culturale congiunta
di AIRDanza e ICBSA mette in luce l’importanza di tramandare la storia della
danza italiana e i suoi legami con la storia politica e sociale del Paese.
Posizione
Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi
Via Michelangelo Caetani, 32 - 00186 Roma (RM)
Contatti
- Tel
- 0668406901
- ic-bsa@cultura.gov.it
- Website
- http://www.icbsa.it/