#dietrolequinte della Soprintendenza #RaccontiAMOlabellezza
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
La tutela attiva del nostro
Patrimonio Culturale che la Soprintendenza è chiamata a svolgere richiede un’importantissima
fase di lavoro che archeologi e restauratori svolgono all’interno dei depositi,
dove si realizza lo studio e l’interpretazione di tutti i materiali rinvenuti
negli scavi.
A Tarquinia, come in altri depositi del territorio, la Soprintendenza ha
attivato tirocini con la Sapienza-Università di Roma, attraverso i quali giovani
studenti di archeologia possono acquisire metodologie e buone pratiche di
lavoro oltre che consentire loro, per la prima volta, di provare il fascino del
contatto diretto con i reperti. I depositi divengono così spazi vivi dove i
futuri archeologi lavorano accanto a professionisti del settore, in qualità di
tutor, a tutte le operazioni essenziali per la schedatura e inventariazione dei
materiali, a partire dalla pulizia, riconoscimento e divisione per classi.
Molto spesso la frammentarietà degli
oggetti provenienti da scavi richiede un lungo lavoro di ricerca dei frammenti
appartenenti allo stesso pezzo, nel tentativo di arrivare alla ricostruzione di
un reperto. Una volta terminato il processo di pulitura e restauro dei
materiali si passa alla loro documentazione grafica e fotografica e quindi alla
schedatura. Tutte queste operazioni sono necessarie per poter realizzare l’inserimento
dei dati all’interno dei sistemi di catalogazione previsti dal Ministero.
Il materiale così analizzato sarà
di fondamentale importanza per giungere ad una più puntuale datazione dei
contesti di scavo. Lo studio approfondito permetterà al singolo oggetto di «narrare»
la propria storia a chi lo saprà interrogare, rivelando un’incredibile mole di
informazioni: quando è stato realizzato, da dove proviene, con quale tecnica è
stato realizzato e chi lo ha realizzato, a cosa serviva. Queste informazioni, e
molte altre, ci aiuteranno poi a rispondere ad una serie di domande: perché si
trovava in quel luogo (tomba, santuario, abitazione, immondezzaio), chi lo ha
portato in quel luogo e perché?
Tutte queste attività consentiranno
quindi di fare importanti passi avanti nella conoscenza del contesto e il fine
ultimo del lavoro sarà quello della divulgazione dei dati e dell’esposizione dei
reperti.
Non bisogna mai dimenticare che conoscere
e far conoscere il nostro patrimonio è anche il modo migliore per valorizzarlo
e difenderlo.
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Via Cavalletti - 00186 Roma (RM)
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