Archeologia in corso – Democrazia e dialogo
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
Il Complesso monumentale del San Michele, a Roma in via di S. Michele n. 22, sarà il cuore istituzionale delle GEA 2026: per due giorni questo luogo straordinario e poco conosciuto della città si apre al pubblico, trasformandosi in uno spazio vivo di confronto tra ricerca, istituzioni e cittadini. Il programma, organizzato dall’ICA con la collaborazione di ICR, ICCD, Servizio I e Servizio II della DG ABAP. è articolato in quattro momenti distinti, uniti dal filo conduttore del tema guida: “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”.
Venerdì 12 giugno, mattina – Archeologia al centro
La mattinata si apre con i saluti istituzionali e il kick-off nazionale: un collegamento in videoconferenza con tutte le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio inaugura simultaneamente, su tutto il territorio nazionale, la rete dei “cantieri aperti” delle Giornate Europee dell’Archeologia.
Seguono due tavole rotonde dedicate al rapporto tra archeologia, società e cittadinanza. La prima, “Archeologia e democrazia della conoscenza”, porta al centro dell’attenzione una dimensione poco nota ma fondamentale dell’archeologia: il lavoro svolto dagli Istituti Centrali del Ministero della Cultura, che definiscono standard, metodi e strumenti condivisi per la tutela, la documentazione, il restauro e la gestione del patrimonio archeologico su scala nazionale. Un’attività essenziale, spesso invisibile al grande pubblico, ma determinante per garantire qualità, coerenza e accessibilità della conoscenza.
La seconda tavola rotonda, “Archeologia e città”, affronta il rapporto tra tutela, trasformazioni urbane e percezione pubblica dell’archeologia. A partire da quei contesti in cui la ricerca archeologica si intreccia con la realizzazione di infrastrutture, cantieri e grandi opere – e con i disagi che talvolta ne derivano per la vita quotidiana dei cittadini – la discussione propone una riflessione sul valore pubblico della tutela e sulla capacità dell’archeologia di contribuire alla conoscenza e alla qualità degli spazi urbani. Voci istituzionali, accademiche e giornalistiche si confronteranno sul delicato equilibrio tra conservazione del patrimonio, sviluppo delle città e partecipazione delle comunità.
Venerdì 12 giugno, pomeriggio – Porte aperte
Nel pomeriggio il Complesso del San Michele apre le proprie porte al pubblico, offrendo un’occasione unica per entrare nei luoghi della tutela e della ricerca. I visitatori potranno accedere ai laboratori di restauro dell’ICR, all’esposizione dei documenti dell’archivio fotografico dell’ICCD: “Il vero documento”, oltre ad assistere alla dimostrazione del Geoportale Nazionale per l’Archeologia a cura dell’ICA. Il San Michele si trasforma così in uno spazio di racconto diretto, accessibile a tutti. È il cuore della formula “porte aperte” delle GEA: non una mostra allestita, ma l’incontro con i luoghi, gli strumenti e le persone che ogni giorno rendono possibile la tutela del patrimonio culturale.
Sabato 13 giugno, mattina – Archeologia in corso
La mattinata del sabato restituisce l’archeologia nel suo farsi, attraverso il racconto diretto della ricerca sul campo e delle relazioni che essa costruisce tra territori, istituzioni e comunità. La sessione “Le grandi scoperte” mette al centro il lavoro delle Soprintendenze, presentando alcuni tra i più significativi contesti archeologici emersi nel biennio 2025–2026: dal santuario veneto-romano di Ponso (PD) al teatro di Claterna a Ozzano dell’Emilia (BO), dalla Basilica di Vitruvio a Fano (PU) alle recenti scoperte di Roma, con la Necropoli Ostiense e la domus sotto il Liceo Cavour, fino allo scavo del tempio di Hera a Cuma (NA) e alle necropoli a domus de janas di Bonorva (SS). Un’occasione per conoscere non solo i risultati della ricerca, ma anche i processi, i metodi e le sfide che accompagnano ogni nuova scoperta.
La sessione “Archeologia senza confini” amplia lo sguardo alla dimensione internazionale della disciplina, approfondendo il ruolo dell’archeologia italiana all’estero come strumento di diplomazia culturale, cooperazione scientifica e dialogo tra Paesi. Attraverso l’esperienza delle missioni archeologiche e dei progetti di collaborazione internazionale, il patrimonio culturale emerge come terreno di incontro, conoscenza reciproca e costruzione di relazioni durature, capace di favorire il confronto e la cooperazione anche in contesti complessi e fragili.
Sabato 13 giugno, pomeriggio – Raccontare il patrimonio
Il pomeriggio cambia registro: dalla ricerca alla narrazione. Libri, podcast, documentari, visite guidate e musica diventano strumenti per esplorare nuovi modi di raccontare il passato e di avvicinare pubblici diversi al patrimonio culturale. La sessione “Parole d’archeologia” apre un dialogo sui linguaggi della divulgazione e su come la ricerca possa trasformarsi in racconto, raggiungendo lettori, ascoltatori e comunità sempre più ampie.
A seguire, la proiezione di estratti del documentario di Rai Cultura Le regge degli ultimi. Gli alberghi dei poveri introduce il pubblico alla scoperta del Complesso monumentale di San Michele, attraverso visite guidate e l’apertura straordinaria di spazi normalmente non accessibili. Un’occasione per conoscere da vicino la storia, le trasformazioni e le attività che oggi animano uno dei luoghi più significativi e meno conosciuti della città.
La giornata si conclude nella Chiesa Grande e nel Cortile degli Aranci con il concerto del Coro CENTONOTE, diretto dal Maestro Rino Andolfi, e un momento informale di incontro tra relatori, istituzioni e pubblico, nel segno della condivisione e della partecipazione che caratterizzano l’intera manifestazione
Posizione
Istituto Centrale per l'Archeologia
via San Michele, 22 - 00153 Roma (RM)
Contatti
- Tel
- 06 67234704
- ic-archeo@cultura.gov.it ic-archeo@pec.cultura.gov.it
- Website
- https://ica.cultura.gov.it/