22.10.26 – 12.02.27 | Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi
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- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Descrizione
Raffaela
Mariniello.
Terra
Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi
a
cura di Francesca Fabiani
ICCD
– Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma
Via
di San Michele, 18
22
ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
Anteprima
stampa: giovedì 22 ottobre 2026 ore 11.00
Inaugurazione:
giovedì 22 ottobre 2026 ore 18.00
COMUNICATO
STAMPA
La
mostra “Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei
Fuochi”, a cura di Francesca Fabiani, ospitata
presso l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma
dal 22 ottobre 2026 al 12 febbraio 2027, costituisce l’esito di un progetto
di committenza fotografica assegnato dall’ICCD a Raffaela
Mariniello (Napoli, 1961) sui territori attraversati dal Volturno.
Un
viaggio lungo il maggiore fiume dell’Italia meridionale, in un succedersi di
mondi naturali e antropizzati di
cui la fotografa restituisce tutta la ricchezza e le contraddizioni.
La
mostra, un’esposizione “immersiva” con stampe di grande formato, light box,
video, wall paper, allestita nell’ex Chiesa delle Zitelle dell’ICCD, nel
quartiere Trastevere a Roma, conclude la programmazione espositiva annuale e
riconferma l’impegno dell’Istituto nel valorizzare la fotografia contemporanea
facendo entrare le opere di Raffaela Mariniello in una delle collezioni di
fotografia pubblica più importanti in Italia.
“Le campagne fotografiche non sono nuove per l’ICCD, anzi ne
costituiscono una delle ossature già dalla fine dell’Ottocento”,
ricorda il Direttore Carlo Birrozzi. “E se per molti decenni sono stati
i fotografi interni del Gabinetto Fotografico Nazionale a spostarsi lungo la
penisola per documentare il paesaggio, le collezioni museali o i grandi
restauri, oggi questa missione è portata avanti dal settore di Fotografia Contemporanea che coinvolge fotografi di generazioni ed
esperienze diverse in progetti incentrati sui temi del paesaggio,
dell’architettura e del patrimonio artistico, arricchendo con coerenza le
collezioni dell’Istituto.”
La committenza a Raffaela
Mariniello si inserisce nel solco di questa
tradizione. “Seguendo il corso del Volturno ho visto
cambiare il paesaggio, le attività umane, le economie e persino l’immaginario
legato ai luoghi”, racconta la fotografa. Un paesaggio che, dalla natura incontaminata della sorgente
in Molise, attraversa i centri della piana casertana – Santa Maria Capua
Vetere, Capua, poi Casal di Principe, Aversa, Caivano, Giugliano – e arriva
all’abusivismo edilizio e al degrado della foce, a Castel Volturno.
Nel
mezzo, un mondo di contadini e operai, pescatori e musicisti di strada,
prostitute e suore, cavalli e bufale, che Raffaela Mariniello ritrae in “fotografie
che rilasciano un senso di magia, di irrealtà, a volte quasi di allucinazione”,
afferma Francesca Fabiani.
“Le
tappe di questo percorso non corrispondono tanto e solo ad aree geografiche
specifiche”, spiega la curatrice, “bensì alle diverse vocazioni
di questo territorio in cui convivono fertilità, operosità e devastazione
ambientale.”
Da
qui il titolo “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”, che la
fotografa napoletana chiarisce così:
“Oltre
ad essere una delle aree agricole più fertili del Mediterraneo grazie alla
presenza dell’acqua e alla natura vulcanica dei terreni, questa terra è
storicamente caratterizzata da una notevole produttività, soprattutto intorno
alla Reggia di Caserta con quelli che furono gli opifici borbonici e la seta di
San Leucio.
Ma
per queste aree si parla anche di “Terra dei fuochi” per
indicare quell’ampia area tra Napoli e Caserta segnata dai roghi di rifiuti
tossici e dalle conseguenti emergenze ambientali.”
In
questa indagine del territorio campano
particolarmente caro alla fotografa, il fiume diventa così il filo
conduttore che unisce realtà diverse.
“Con queste fotografie visionarie e sottilmente inquietanti”, afferma Francesca
Fabiani, “le collezioni dell’ICCD si arricchiscono di uno sguardo autoriale
stra-ordinario e fortemente connotato che, nel corso della sua pluriennale
ricerca, ha reso Raffaela Mariniello una tra le più riconosciute e
riconoscibili fotografe della scena italiana.”
Il lavoro nasce in continuità con il lungometraggio ZioRiz (2022, HD Colore 62’) che sarà
presentato in mostra assieme ad alcuni stills in modalità wall paper.
ZioRiz
prende il nome dalla canoa canadese sulla quale Gennaro – sorta di psicopompo
ideale incaricato di traghettare lo spettatore verso idilli e inferni di un
territorio fragile e maestoso - ridiscende lentamente le acque del fiume.
“Ė
decisamente il film di una fotografa. Mi sono sentita molto libera in
questa operazione: ho messo in sequenza fotografie, puntando a creare una
storia ma senza limitare la potenza dell’immagine. L’idea nasce da un desiderio
di riscoprire l’entroterra della Campania. Il Volturno non rappresenta soltanto
sé stesso ma anche e soprattutto la realtà circostante in una visione
paesaggistica e antropologica che può rispecchiare l’intero Sud, addirittura
ogni Sud del mondo. Il fiume diventa così un mezzo, una strada per raccontare
la regione ma non solo.” (R. Mariniello).
Accompagna
la mostra il libro edito da Artem con testi di Carlo Birrozzi, Francesca
Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale, Angela Tecce, e con la grafica
dello studio CH RO MO. Il volume è stato concepito non come un semplice
catalogo di mostra, ma come un racconto di viaggio, in parole e immagini, lungo
il Volturno.
L’ARTISTA | RAFFAELA MARINIELLO
Raffaela Mariniello
è
nata a Napoli, dove vive e lavora.
Si
accosta alla fotografia all’inizio degli anni ‘80 realizzando reportage per
un’agenzia di fotogiornalismo, servizi commerciali e committenze rilevanti come
quella assegnatale per documentare la costruzione del Centro Direzionale del
Gruppo IRI a Napoli.
Presto
definisce il proprio ambito di interesse - principalmente il paesaggio urbano e
antropizzato e le dinamiche sociali che lo attraversano - e la scelta
linguistica del bianco e nero come cifra espressiva.
Del
‘91 è il progetto Bagnoli, una fabbrica, unica esaustiva testimonianza sull’acciaieria
di Napoli prima della dismissione, in cui lo sguardo visionario della
Mariniello fa emergere la dimensione di irreale sospensione del contesto
industriale. Nel ‘94 inizia la collaborazione con lo Studio Trisorio che la
rappresenta come galleria e che in più occasioni ne espone i lavori.
Sperimenta
nuovi linguaggi che si traducono nella realizzazione di video ed istallazioni e
nel 2001 realizza la serie Napoli veduta
immaginaria, dove gli
elementi urbani convivono con le tracce resilienti della natura capaci di
riaffiorare anche nel ventre della città. Estende i confini della ricerca in Souvenirs d’Italie (2006-2011)
immortalando alcuni fra i luoghi più iconici del Bel Paese inquinati dalla
presenza di elementi artificiali e kitsch come giostre, venditori ambulanti e
insegne al neon, per creare un cortocircuito visivo straniante e onirico sempre
in bilico tra ironia e approccio critico che si conferma come uno dei tratti
distintivi della sua poetica.
Di
questi anni sono gli incarichi istituzionali che attestano la presenza della
fotografa sulla scena del contemporaneo: Atlante
italiano 003, prima committenza sul paesaggio della DARC (Ministero della
Cultura), cui segue nel 2006 Cantiere
d’autore per documentare la costruzione del MAXXI di Zaha Hadid e nel 2009
il progetto UN:IT UNESCOItalia del
MiC in cui è invitata a ritrarre il sito archeologico di Paestum.
Nel
2013-2014 torna su Bagnoli con un lavoro fotografico e con il video Still in life che prende forma
dalle ceneri del complesso di Città della Scienza, distrutta da un incendio
doloso l’anno precedente.
Ad un intenso periodo tra residenze d’artista –
Spagna e Costa
d’Avorio – ed eventi espositivi, segue
nel 2022 la realizzazione del suo
primo lungometraggio ZioRiz: una
narrazione lungo il corso del fiume Volturno dalla sorgente alla foce
attraverso i territori di Molise e Campania, da cui trae origine la committenza
fotografica che le assegna l’ICCD_Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione di Roma nel 2024.
Le
opere di Raffaela Mariniello sono conservate in importanti istituzioni italiane
ed estere fra cui: Museo MADRE e Museo
di Capodimonte, Napoli; Fondazione per l’arte contemporanea Sandretto Re
Rebaudengo, Torino; ICCD_Istituto
Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma; Bibliothèque National de France, Maison
Européenne de la Photographie e Fonds National d'Art Contemporain, Parigi.
https://www.raffaelamariniello.it/
LA CURATRICE | FRANCESCA FABIANI
Da 40 anni attiva nel mondo della
promozione culturale, specializzata in ambito fotografico, è oggi coordinatrice
dell’Area Fotografia e curatrice dei progetti di fotografia contemporanea
dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma. È stata
responsabile per la fotografia al MAXXI, avviando la costituzione delle
collezioni e curando la programmazione del museo sulla fotografia. Dal 1989 ha
curato e/o organizzato mostre presso istituzioni come il MAXXI, la Galleria
Nazionale d’Arte Moderna, la Biennale di Venezia, la Galleria Internazionale
d’Arte Moderna di Cà Pesaro a Venezia, il Festival di Spoleto, il CIVA di
Bruxelles, l’Istituto italiano di Cultura di Parigi, l’Accademia di Francia a
Roma-Villa Medici, l’Istituto Moreira Salles di San Paolo e Rio de Janeiro, il
Centro Culturale Recoleta di Buenos Aires, il Centro RossPhoto di San
Pietroburgo, il MMAM di Mosca, l’IIC di Los Angeles. Ha curato numerose
pubblicazioni e ha fatto parte di giurie e comitati tra cui Photo London; Prix
Carmignac, Parigi; Prix Pictet, London; Visible White Photo Prize; Premio
Fondazione Fotografia, Modena; Premio Internazionale Gabriele Basilico, Milano.
È invitata come lettrice di portfolio in festival come Les Rencontres de la
Photographie d’Arles, il SiFEST di Savignano. Ha insegnato alla Fondazione
Modena Arti Visive ed è membro del Consiglio Direttivo della SISF_Società
Italiana per lo Studio della Fotografia.
INFORMAZIONI
MOSTRA
Titolo: “Raffaela
Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”
Sede
espositiva: ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione, Via di San Michele 18 – Roma
Periodo: 22
ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
A
cura di: Francesca Fabiani
Orari
apertura: dal lunedì al venerdì dalle
10.00 alle 18.00 (escluso festivi)
Ingresso libero
Per informazioni: tel. +39 06
585521
Anteprima stampa:
giovedì 22 ottobre 2026, ore 11.00
Opening:
giovedì 22 ottobre 2026, ore 18.00
L’inaugurazione
si terrà alla presenza della fotografa, della curatrice e del Direttore dell’ICCD,
arch. Carlo Birrozzi
COMUNICAZIONE
ICCD
Simone
Zacchini
Mail:
ic-cd.ufficiostampa@cultura.gov.it
/ simone.zacchini@cultura.gov.it
Mob.
+39 320 4807420
UFFICIO
STAMPA MOSTRA
Paola
Saba
Mail: paolasaba@paolasaba.it
Mob. +39 338 4466199
Posizione
Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Via di San Michele, 18 - 00153 Roma (RM)
Contatti
- Tel
- +39 06 585521
- ic-cd.ufficiostampa@cultura.gov.it