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Violenza donne: "Aberrante padre che non difende figlia da carnefici"
Testo del comunicato
"Trovo aberrante che un padre, la cui figlia con
coraggio denuncia di aver subito una violenza sessuale, decida non di prendere
le sue parti, ma di difendere senza alcun dubbio i suoi carnefici".
Commenta così il sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni le dichiarazioni
del padre della vittima diciottenne stuprata da quelli che riteneva quattro
amici. L’uomo, poco dopo lo stupro, si sarebbe presentato davanti ai carabinieri
di Campobello di Mazara, nel Trapanese, incolpando la figlia di essere
“ubriaca”.
“Nelle ultime settimane abbiamo sentito dichiarazioni folli
da parte di padri e di uomini che mettevano sul tavolo degli imputati quelle
donne a cui invece spettava il riconoscimento di vittima. Affermazioni, tra
l’altro, figlie di una mentalità ancora arcaica e forse ancora troppo radicata
nella nostra società” - continua la sottosegretaria. “Credo che la vera
rivoluzione non passi solo dalle quote rosa o dall'equità nelle retribuzioni-
peraltro, soprattutto quest’ultima, indispensabili per la libertà di scelta
della donna-, ma dalla scuola, dalla cultura e dalle istituzioni. Anche
attraverso gli investimenti del piano nazionale di ripresa e resilienza bisogna
avviare una rivoluzione culturale vera e trasversale, perché non si possono
sentire, in uno Stato che vuole dirsi “civile”, certe mostruosità” - spiega
Borgonzoni.
“La giustizia, come sempre, farà il suo corso e deciderà la
sorte dei colpevoli, ma fino a quel momento compito di tutti noi è proteggere
in tutti i casi chi ha il coraggio di denunciare" conclude la
sottosegretaria al Mic.